CAPITA ANCHE A ME

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Ci sono momenti in cui la mia vena spumeggiante si spegne.

Ci sono momenti in cui la malinconia prende il sopravvento.

Ma non è questo il momento.

Ci sono momenti in cui la vena poetica si fa largo, prende lo spazio, e vattelapesca, divento seria, forse solo un po’ seriosa.

Quando penso alla Vita.

Quando sto organizzando un viaggio.

Quando mi rendo conto che il mio Viaggio, non è mai stato organizzato da me. Vivo a caso. E poi penso.

CREANDO UTOPIE

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PASSA OLTRE

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Sorridi e passa oltre.

Ieri sera parlavo con mia mamma.

Si parlava di una conoscenza comune che fuorché minchiate non fa.

Ma proprio una dietro l’altra, eh?

Hai presente quelle persone che si credono furbe, ma che furbe non sono? Ecco. É una persona così.

Ti si avvicina per convenienza, sua. Ti intorta, facendoti pensare che la convenienza sia la tua, ma tu lo conosci, sorridi e sfanculizzi.

Ecco.

Parlavamo della reazione.

La diversa reazione avuta da me, e quella avuta da lei.

Ha chiesto ad entrambe la stessa cosa. In due momenti diversi. Due giorni diversi.

Forse vive con la convinzione che io e lei, nonostante viviamo nella stessa casa, non ci rivolgiamo la parola.

O forse ha analizzato tutti i possibili scenari tralasciando quest’insignificante, piccolo dettaglio.

Lei ha risposto con un “No.” Senza giustificare, senza aggiungere una sola sillaba.

Io invece, perché sono bastarda dentro e bastarda fino in fondo, ho iniziato a fare mille domande, mi sono dimostrata interessata per poi alla fine rispondere:

“Mi faccio viva io.”

E lui ” Ma dici sempre così… E poi non ti fai viva mai…”

“Hai ragione, non ti sei mai fatto due domande? Se vuoi t’aiuto con le risposte…”

“La solita stronza e senza cuore.”

Ehigggente! A me piace rispondere così.

Io sono una persona diretta a modo mio.

Mi piace rispondere ma solo dopo aver fatto sì che il mio interlocutore capisca BENE cosa voglio dire.

Non sono una maestra, ma adoro giocare con le parole, SEMPRE.

E l’ho fatto anche con questa persona.

E niente. Oggi sono così. Stronza nell’anima.

SCARPE E SCARPETTE

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Ho letto un libro.

E questo no, non è qualcosa di nuovo.

Ho letto un libro che non mi è piaciuto.

Ebbene sì, non mi è piaciuto.

Forse per la seconda volta nei miei trentaquattro anni d’esperienza, non mi è piaciuto un libro.

Che poi.

Non è che proprio non mi è piaciuto, in realtà non mi è piaciuto com’è scritto, il senso, la morale, invece sì.

Un paio di scarpe.

C’hai mai pensato? Le scarpe che indossi possono dire molto di te, la strada che hai percorso e quella che ancora farai, insomma tra gli indumenti le scarpe sono quelle che ti rappresentano (forse) di più.

Logore se cammini tanto.

Nuove se cammini poco.

Che poi, in realtà le scarpe sono la metafora della vita della strada che hai fatto.

E niente, io cammino a testa bassa e (da oggi in poi) presterò più attenzione alle persone che incontro, o meglio, alle scarpe che indossano, così solo per immaginarmi chissà quale vita alternativa.

 

STRANO IL MONDO, EH?

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E’ proprio vero.

Predica bene chi poi razzola male, e sì a volte capita anche a me.

Ma c’è un argomento sul quale io, per nascita, anzi no, per esperienza sono intransigente.

Le corna.

Sì.

Forse questo è uno dei pochissimi argomenti, che mi fanno diventare seria tutta d’un botto, che quando si fa una battuta non mi fa ridere, che mi fa innervosire.

Potrei elencare mille motivi, così come potrei scrivere mille nomi di persone che fanno bella faccia a cattivo gioco, ma no.

Io rappresento quella (piccola, ahimè) parte di popolazione che dice esattamente quello che fa, o meglio, non nel senso che fa fa, nel senso che.

Ecco.

Faccio la seria e mi perdo.

Dicevo.

Nel senso che non tradisce perché non vuole ferire, piuttosto lo dico, e ti lascio.

Poi, io, sempre io, per come sono fatta, non riesco a prendere in giro la gente, per un motivo semplice, forse no, ma almeno per me lo è.

Insomma.

Se prendo per il culo qualcuno poi il mio karma me la fa pagare… E considerando che il mio karma è già biricchino di  suo… Ecco evitiamo.

E niente.

Dopo questo sfogo posso tornare la solita cazzara.

PASQUA

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Ci sono sere in cui…

Colta da un’ondata di saggezza ti metti a disquisire sui principi fondamentali della vita.

Poi ci sono io.

Io che mi faccio mille domande e difficilmente trovo le risposte, non perché non sia in grado di cercarle, ma semplicemente perché la mia mente è talmente contorta che mentre sono impegnata a trovare una risposta, mi ritrovo a pensare ad un’altra domanda e niente, mi tocca desistere.

Qualche giorno fa mi è passata davanti agli occhi una notizia, lì per lì, presa com’ero da chissà cosa non c’ho fatto caso, ma poi. Eh già, c’è sempre un poi.

Come si calcola quando cade Pasqua?

Ora.

Ho trentaquattro anni e tu che leggi dirai, “certo che ce ne hai messo di tempo per farti questa domanda…”

Sì, hai ragione rispondo io, ma c’è un ma. Come sempre, aggiungerei, quando devo dar ragione a qualcuno…

Comunque dicevo.

Pasqua. Come si calcola?

E poi, perché mi sono convinta che c’entri qualcosa la luna?!?

Benedetto internet corre in mio soccorso!!

La prima Luna dopo l’equinozio di Primavera!!

Ma pensa?!? La luna, la Primavera, la stagione della rinascita.

Insomma.

La Luna Nuova che nasce, nella stagione in cui anche la Natura rinasce, anche Gesù risorge.

Insomma.

Io l’ho sempre pensato che è tutto collegato… Che è solo questione di capire come funziona, ma una volta capito tutto è molto molto più chiaro.

Anche oggi ho scoperto qualcosa di nuovo.

Insomma.

É il caso di dire #BravaMarta

BUONA PASQUA!!!!