Gli amici di Blog

Vi capita mai di ritrovare un amico di Blog che mai e poi mai vi sarete immaginate di ritrovarvi a pensare?

Rifaccio la domanda perchè come al solito parto deciso e poi mi perdo nelle mille curve del mio cervello.

Che fatica che fanno i miei neuroni, un po’ mi dispiace per loro.

Dicevo.
Qualche giorno fa ho ricevuto una richiesta d’amicizia in Facebook da un tale sconosciuto.
O meglio.
Dato che la curiosità è donna ho accettato l’amicizia per poi in tempo zero, con tutta la delicatezza di un’elefante, scrivo un messaggio per chiedere:
“Scusa ma…Ci conosciamo?”

” Sì”. Il risultato della conversazione era sì.
Lui è un blogger che io adoravo quando frequentavo più assiduamente questo fantastico mondo virtuale.
I suoi testi, le sue foto, i viaggi mentali che puoi fare attraverso i suoi occhi sono sempre stati molto attraenti per me.

Ecco.
Ti ho incuriosito?
I veterani lo conoscono, ne sono certa, comunque lui è Topper Harley!
Buon Viaggio!

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IL GIAPPONE È STRANO

“… Ma perché proprio in Giappone?”
“Boh. No aspetta, non posso non avere una risposta… In Giappone perché… Per vedere e cercare di conoscere una nuova cultura, diversa dalla mia.”
Ecco.
Nei giorni precedenti alla mia partenza, a chiunque mi facesse questa domanda rispondevo così.
Magari non esattamente così, circa meno quasi, insomma. Il senso era questo.
Oggi, che in Giappone ci sono fisicamente, confermo quanto immaginato.
Qui la cultura è diametralmente opposta alla mia.
Ci sono cose positive, altre meno.
A parte la questione del naso che vabbè.. Cosa da pelle d’oca, ma ignori e vai oltre.
I ristoranti. Ecco questo è un altro grande problema, anzi no, non è esattamente un ostacolo limitativo… Semplicemente devi avere un olfatto non troppo sviluppato, meglio ancora se è totalmente assente.
Qui, non mangi seduto ad un tavolo.
Qui le sedute sono rialzate, e poi ci sono dei buchi che RIGOROSAMENTE SENZA scarpe ospitano i tuoi delicati piedini puzzolenti e le tue gambe provate dalle lunghe passeggiate.
Ecco.
Questo potrebbe essere un problema, è un po’ come stare in ammollo in una vasca vuota. Questa sensazione è complicata, soprattutto quando stai mangiando una pietanza, buona per carità, ma senza sapere cosa.
Ecco.
Non farti troppe domande ed abituati al mondo che ti circonda, cerca di essere rapido.

HIROSIMA

Difficile da spiegare.
Una sensazione forte che trasmette quanto l’animo umano possa essere cattivo.
Pochi gli edifici sopravvissuti che lasciano un segno indelebile a chi visita, non solo a chi ha vissuto e tutt’ora vive sulla propria pelle i risultati di quel simpatico esperimento.
Svoltato l’angolo del memoriale, ci si ritrova in una città completamente diversa e dai mille colori.
Festoni simili al nostro Natale incorniciano l’ambiente e la via principale della città acquisisce colore.
L’ambiente riprende vita in un susseguirsi di colori odori e movimento.
L’impressione che si ha è quella che nonostante le difficoltà subite, la città è con essa la gente del posto abbia scelto di continuare a vivere.
Del resto la vita è bella, e non solo perché lo dice Benigni.!

È QUANDO PASSEGGI

Che la nostalgia regna sovrana.
È quando passeggi che riesci a trovare quei posti fantastici che richiamano casa.
Poi non fa nulla se sul lungo fiume ci sono sedute coppiette che in abito tradizionale devono mantenere una determinata postura, chiappe strette e schiena dritta.
È incredibile come alcune di loro, ma anche alcuni, riescono a camminare facendo passettini piccoli e con ciabatte di un numero in meno.
Esatto.
Qui funziona così, il kimono dev’essere talmente stretto che ti riduce la possibilità di muoversi.
Se inciampi so cazzi. Seri.
Cadi per terra, spacchi il naso.
Ecco. Ora ti è chiaro perché sti giapponesi hanno tutti il naso schiacciato.
Semplice, no?
Le persone sono timide, educate e rispettose. Tutti. A parte i turisti.
Come sempre del resto.

KYOTO

Campanelle con messaggi speciali che riempiono l’atmosfera con sinfonie delicate e adatte agli ambienti.
Qui. Loro sono rispettosi, noi, turisti, anche no. Come sempre.
L’arte della purificazione prevede un rito breve ma lungo, che detta così suona strana.
Rito breve, lavati le mani, la destra, la sinistra, e poi bevi, non ingoiare e sputa.
Semplice no?
Ovviamente non in faccia a qualcuno.
I templi sono un luogo sacro, per noi turisti è un posto strano.

I colori e la magia che sovrastano l’ambiente raccontano la storia, certo, tutto in giapponese, ma non conta.