HIROSIMA

Difficile da spiegare.
Una sensazione forte che trasmette quanto l’animo umano possa essere cattivo.
Pochi gli edifici sopravvissuti che lasciano un segno indelebile a chi visita, non solo a chi ha vissuto e tutt’ora vive sulla propria pelle i risultati di quel simpatico esperimento.
Svoltato l’angolo del memoriale, ci si ritrova in una città completamente diversa e dai mille colori.
Festoni simili al nostro Natale incorniciano l’ambiente e la via principale della città acquisisce colore.
L’ambiente riprende vita in un susseguirsi di colori odori e movimento.
L’impressione che si ha è quella che nonostante le difficoltà subite, la città è con essa la gente del posto abbia scelto di continuare a vivere.
Del resto la vita è bella, e non solo perché lo dice Benigni.!

HO CAPITO

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Ho capito.

Insomma.

Per capire ho capito, è mettere in pratica il problema che non ho mai superato.

E già questo spiega tanto, troppo, un po’ meno di tutto.

Cito almeno l’argomento, no perché altrimenti, ogni teoria sulla mia pazzia potrebbe avere basi certe.

Ora.

Spesso mo sono ritrovata a commentare, un po’ meno giudicare i vari approcci ricevuti da uomini o presunti tali.

Insomma.

Mi sono accorta che quella troppo critica sono io.

E la barbetta non va bene…. Insomma, perdo ore ed ore a fare maschere su maschere per poi dover baciare un uomo barbuto che mi lascia tutta la pelle arrossata?
Grazie ma anche no.

E i mocassini non vanno bene…. Dai… Metti di fare una passeggiata, metti che questa passeggiata la fai in centro, metti che questa passeggiata in centro la fai sui sassi.
La maggior parte dei centri storici ha delle pavimentazioni che no, non sono idonee ai mocassini…e…se devo passeggiare con uno che ogni due per tre prende una storta… Dai. Anche no.

Insomma.

Ogni volta trovo una scusa più o meno valida per sfanculare il papabile di turno.

No dai.

Oggi va così.

Oggi sono difetti.

Oggi sono ‘na cagacazzo.

 

CONSAPEVOLEZZA

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Pixabay

L’uomo può essere definito tale solo perché ha un pisello.

A volte però, l’intenzione da parte di una donna di definire un essere umano uomo sotto intende altre motivazioni.

Ora.

Un uomo è ancora fermo alla prima esclamazione.

Una donna ha già capito tutto, ma sono di parte e questa teoria non è suffragata da statistiche scritte e verificate.

Ora.

Cara ragazza,

Nella tua vita incontrerai maschi che ti diranno che sei quella giusta nel momento sbagliato, ricorda che sono palle! Se sei giusta lo sei sempre e comunque.

Nella tua vita incontrerai maschi che ti diranno che ti meriti di meglio, ricorda che sono palle! Tu e solo tu possiedi le capacità di capire cosa ti serve per sentirti completa.

Nella tua vita incontrerai maschi che quando sarai più grande li catalogherai nella sezione conigli, animali che non si potranno mai estinguere, da te vorranno solo sesso, e ti diranno che anche tu in fondo lo vuoi, ricorda che sono palle! Non fermarti ma guarda e passa.

Insomma nella tua vita incontrerai tantissimi tipi di essere viventi, alcuni in via d’estinzione altri no, purtroppo.

Ricorda solo che alcuni maschi sono tali perché hanno un pisello! Ed in questo la tecnologia ci viene in aiuto, a noi, donne, femmine, ragazze.

DUE CUORI E UN CAPPUCCINO, SENZA ZUCCHERO, CON TANTO CAFFé GRAZIE!

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Immagine presa dal web

Se non ci inventiamo qualcosa di nuovo ci sentiamo persi, dispersi, smarriti.

Bene una ricerca nel texas svolta dal primo degli ultimi scienziati disoccupati (forse dicono che sono ricerche universitarie solo per attirare attenzione), ha dimostrato, no!non chiedermi quale formula astrusa matematica abbia usato, io conosco solo il risultato.

Comunque.

Bando alle ciance.

Dicevo.

‘Sti scienziati hanno dimostrato che per capire se una persona conosciuta on line sia quella giusta per te dovresti incontrarla a colazione.

Insomma il primo appuntamento, l’imprinting dovrebbe avvenire a colazione.

Ora.

Io non so che tipo di campione di persone abbiamo analizzato.

Sicuramente tra di loro non c’era nessuno che potesse anche lontanamente essere simile a me.

Io al mattino sono addormentata, fatico a connettere con il mondo circostante, figurati se sono in grado di captare segnali ultracorporei del maschio presunto alfa che addenta una brioches al miele davanti a me, non immaginiamo neanche se la brioches al miele è l’ ultima del bar.

Nulla da dire per chi la mattina ha l’oro in tasca, il mio di oro, anzi il mio di tesoro è nascosto, e devo prima spolverare le spine del mio cervello.

Si posso notare qualcosa, ma sicuramente lo farei con notevole ritardo.

Lui mi chiede cosa farò la sera dopo e io rispondo che mi chiamo Marta.

Intendo questo tipo di ritardo, comprenderai che sarebbe complicato riuscire ad instaurare una discussione producente con me, a meno che l’ intento non sia quello di instaurare una discussione controproducente e vabbè, quella è tutta un’altra storia.

Ma torniamo a noi.

Il breakfast dating comporta un’amplificazione di abrosità e sfattanza, insomma, mi vedi nelle peggiori delle ipotesi per scegliermi e sapere che mi vedrai sempre meglio di così.

Ecco.

Io se dovessi partecipare ad un incontro simile sicuramente verrei considerata un’ eremita.

Non sarei per nulla socievole e no, non potrei incolpare la timidezza o la mancanza nel raggio di dieci chilometri di un possibile maschio alfa, semplicemente non me ne potrei accorgere, perché è mattina e mi devo ancora svegliare bene.

Beh! Tutt’altra storia sarebbe organizzare un lunch dating o un post lunch dating, mentre sorseggio un caffé in pausa dal lavoro, mentre in attesa del ruttino (funzione di vitale importanza per evitare l’ abbiocco pomeridiano) vedere e parlare con un maschio alfa, ecco, forse in questo momento potrei notare tante cose.

Certo sempre che non mi freghi il cioccolatino che il barista mi regala con il caffé, perché anche li sarebbe tutt’altra storia.

L’ ECCEZIONE ALLA MANUALITA’

Quando hai tutto e lo perdi ti accorgi del valore che aveva ciò che possedevi.

Si, va bene, ma quando nasci senza “pezzi”?

Ti adatti…

Questo è l’ ultimo monologo introspettivo al quale ho dato una risposta, il pensiero mi è nato dopo che ho letto questa notizia.

Lui, le braccia non le ha, ma lui fa un lavoro “manuale” in cui la precisione è dote fondamentale.

Tralasciamo il discorso a me piace a me no.

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Immagine presa dal web

Prova ad analizzare la capacità di adattamento che possiamo avere anche noi “umani”.

Proviamo a renderci conto che esistono persone “meno fortunate” che fanno di una mancanza la propria forza.

Così forse, il giorno che cadremo in disgrazia ci potremo rialzare mantenendo ben salda quella cosa chiamata “dignità”.

Proviamo a prendere esempio da chi può veramente insegnarci qualcosa piuttosto che stare fermi a guardare sempre e solo chi ha “tutto”.

Che poi, quel tutto mi piacerebbe proprio capire cos’è.

Brian, grazie per l’ insegnamento che mi hai regalato.