‘NA FATICACCIA

Ma a te, quando viene l’ispirazione per un titolo, commento, slogan?

Lascia stare. Nei momenti più improbabili! Non sono mica fortunata come te che ti basta fare due giochi di parole nella mente – talvolta a voce alta – e tutto appare e si risolve come per magia.

Ecco.

Me l’hanno gufata.

Di base. La creatività.

Però non vale.
Che colpa ne ho se con i miei giochi di parole riesco a risolvere o proporre alternative – quasi sempre valide – per incuriosire il lettore.
Perché?

Ci sono domande che sono senza risposta evidente.

E poi c’è il karma.

Ecco.

Mi stavo lavando.
Insaponata come se non ci fosse un domani mi viene in mente che forse potevo scrivere così, o forse se avessi cambiato l’ordine dei paragrafi, ma forse…

Presa da un raptus creativo e in fermento per non farmi sfuggire l’idea scelgo di uscire dalla doccia, nuda come un verme e scema come pochi.
Con passo leggero come una piuma, in punta di piedi pensando di gocciolare un po’ di meno scelgo di dirigermi in salotto.

Prendo il telefono, apro il blocco note e annoto.

Tanto a stretto giro avrei finito il lavaggio completo e sarei potuta tornare al mio articolo in fase di scrittura, no?

No.

Non salvo.
Sono un’idiota, lo so.
Ho perso il treno, l’illuminazione, l’idea.

Non mi arrendo.

Il testo così com’è, non è male.

Preparo la mail per l’invio.

Procedo. Cliccando invio.

Spengo il pc e …
L’illuminazione fa capolino nella mia testa.

Ecco.

Io e il mio tempismo dobbiamo lavorare.
Per la cronaca, il testo è andato comunque bene!


ATALANTA… Fa rima con Bergamo.

Ecco ci siamo!

Finalmente, o forse no, questa serata è sempre più vicina.

Io non lo so come la vivono gli altri, tutti gli altri intendo, milanisti esclusi ovviamente.

Insomma.

Io non so cosa succederà.

Io so solo che qui, in quel di Bergamo, si respita un’aria tutt’altro che abitudinaria.

Ha la parvenza di un sogno, come se, il bergamasco stia per riscattarsi.

Perché in fondo qui, dire sei bergamasco è un po’ come dire, sono atalantina. Tifo, poco ma tifo. Perché non conta quanto, non conta come, conta dove sei, e se sei a Bergamo corri il rischio di farti contagiare.

È un sogno, e viverlo è veramente bello.

Forza, forse ce la si fa. 

Perché qui i sogni possono diventare realtà.

WRITERS!

E quale stagione potrebbe essere più perfetta per dedicarsi ai sogni?

Questa ovviamente!

Certo.

Per una come me ogni scusa è buona per sognare ad occhi aperti, ma si sa, non siamo tutti uguali e la maggior parte delle persone che mi circondano preferiscono questa ad altre stagioni per sognare.

Ti serve un input?

Vorresti sognare ma non sai da dove partire?

Nessun problema!

Ti aiuto io!

WRITERS!

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LA BICICLETTA NERA

Bene.

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Immagine presa dal web

Ho sognato una bicicletta nuova nera.

Cerco il significato dei sogni, perché io a queste cose ci credo.

Credo che l’ esterno, il mondo intorno a te mandi dei segnali precisi al fine di aiutarti a… tante cose.

Bene.

Il mio sogno (reale eh!non immaginario come quello di ieri) è stato:

Sono in macchina e vedo nel cortile dove vivo, una bicicletta nuova, nera.

Sicuramente intorno a questa bicicletta c’è tutta una storia che ovviamente non ricordo.

Perché si, anche questa è una convinzione ( che non so da dove arriva! Ma c’è), credo che per ogni sogno ci sia tutta una storia ben definita, ma dato che sono solo alcuni i segnali che serviranno poi al nostro inconscio per aiutarci, la mente decide di farci ricordare solo alcuni frammenti, solo alcune fotografie.

Si! Contorto ma chiaro, no?

Comunque, sognare la bicicletta nuova significa:

Sognare bicicletta nuova

Sognare una bicicletta può indicare che hai bisogno di rilassarti un po’, di non correre troppo forte, ma di goderti un pochino di più la vita. La bicicletta è un mezzo di trasporto personale, la guidi tu, quindi nei sogni è l’elemento che rappresenta te stesso in movimento nella vita; un po’ come la macchina, ma ad una velocità decisamente inferiore. La bicicletta è un mezzo di trasporto meno impegnativo, mentre la macchina richiede molte più responsabilità. La bici ti permette di viaggiare, ma godendoti il panorama e senza essere troppo stressato dal traffico; puoi rilassarti, distenderti.

  • Sognare una bicicletta nuova: sei pronto alle sfide della vita, sei equipaggiato bene per affrontarle al meglio.

Sognare il colore nero significa:

 

Nei sogni il nero può essere il colore della protesta; può indicare che:

  • non vuoi lasciarti influenzare troppo dalle opinioni altrui;
  • non riesci ad accettare una determinata situazione, anche se gli altri vorrebbero convincerti a farlo;
  • hai bisogno di reagire e di ribellarti ad una situazione per te inaccettabile.

Oppure il colore nero può essere relativo all’inconscio: nero come buio dato dalla mancanza di luce della coscienza. Il nero può rappresentare anche le sensazioni dell’ignoto, del vuoto e dellamancanza.
Nero è anche ciò che è segreto, nascosto, ciò che non si può comprendere, l’Ombra, il Mistero, l’Occulto.

Il nero può essere anche il colore che esprime angoscia e paura. Sei hai fatto un sogno in cui prevale il colore nero, ciò può indicare che sei ansioso, che hai paura. Le cose, animali o persone che ci fanno paura nel sogno sono spesso di colore nero (ragno nero, cane nero, ecc.)

Solo il futuro potrà dimostrarmi se questo era un segno del destino o uno scherzo della mia mente…

BON SCI BON SCI BO BO BON

And the winner is….

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Immagine presa dal web

Io!

Ora che ho un sacco di soldi a disposizione posso viaggiare per vivere e non più lavorare per vivere, perché va bene che sono sempre verbi della prima coniugazione, ma fi-da-ti di me, sono completamente diversi, fortunatamente l’ italiano possiede infiniti termini, anzi, i termini non sono infiniti, prima o poi finiscono, ma io non sono il nuovo Dante, non possiedo una dialettica tanto elevata, quindi sono sempre pronta ad imparare un vocabolo nuovo.

Comunque.

Dicevo.

Ho vinto, incasso e parto.

Si ma per dove?

Qualche paradiso tropicale per rilassarmi? A che scopo? Se non ho più la necessità di lavorare non devo rilassarmi, lo sarò oggi come domani.

Una città sconosciuta in via di sviluppo? India per esempio? Eh se poi mi prendo qualche strana malattia che mi fa ammalare? Passo il resto dei miei giorni con una malattia incurabile e ricca? Naaaa.

Una città cosmopolita? Tipo, New York? Naaaa… con tutti quei grattacieli verrei inghiottita dalla frenesia del correre per il lavoro, essere sempre di fretta per raggiungere una meta, non fa per me, non ho più una meta da raggiungere, posso assaporare il cammino con calma.

Bene.

Resto qui, parto o partirò non l’ ho ancora deciso. Mi godo il viaggio. Qualsiasi sia la destinazione.

Poi suona la sveglia.

E inizio a correre per andare al lavoro.