FUORI DAL MONDO

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pixabay

 

Eccomi, dopo aver ampiamente esposto le mie teorie a chicchesia sul funzionamento ( o presunto tale) delle linee telefoniche sono tornata.

Esattamente come prima, ma con mezzo fegato in meno.

Collegarmi al mio blog è stata un’ impresa ardua, difficile, quasi impossibile, insomma mi sono sentita come Top Gun nelle scene d’avventura ad alta tensione, e no, la mia non era solo finzione.

Ho preso la scossa, e no, i capelli ricci sono merito del parrucchiere.

Mi sono alterata, ho sprecato interminabili ore al telefono con il centralinista di turno, o forse sarebbe meglio dire con il sottofondo musicale di turno, mentre venivo rimbalzata da un ufficio all’altro perché nessuno, e dico nessuno è riuscito a sistemarmi il problema.

Alla fine mi sono arresa.

Anzi, mi sono convinta di essere stata temporaneamente rapita dagli alieni che hanno deciso di far scendere una bolla sulla mia connessione internet in modo da scollegarmi dal resto del mondo, quindi niente internet, blog, Facebook, Pinterest, Twitter, Explorer… niente di niente, neanche Whatsapp.

Poi di colpo è ripartito tutto.

Anche gli alieni hanno deciso di abbandonarmi, insomma quando voglio so essere pedante, petulante e fastidiosa.

Rieccomi.

Sono tornata, esattamente quella di prima, ma un po’ più leggera, per via del mezzo fegato che ho perso strada facendo…

ERA UN AUTOBUS

Sono fortemente convinta che ogni oggetto seppur inanimato possa essere utile e ridiventare utile una volta che ha cessato il proprio scopo principale.

Mi spiego, snocciolo la questione e ne delineo le linee guida (pane e vocabolario stamani)

Navigando su internet leggo che:

Volontari trasformano autobus in docce mobili per i senzatetto

Tralasciamo la questione sociale del “anche se non ha la casa è comunque una persona che non deve perdere la dignità”, tralasciamo, perché aprirei un dibattito in cui quasi tutti sarebbero d’accordo ma in pochi farebbero qualcosa.

Io per prima, non do l’ elemosina se ne incontro uno, non compro fiori dal pachistano di turno, non voglio il braccialetto dal negretto dell’ ospedale.

Non è una questione di egoismo ma di paura.

Ho realmente paura che queste persone mi facciamo qualcosa di male, è da piccola che convivo con questa fobia, come quella del lupo nero nella stanza buia, lo zingaro se esco da sola.

Esistono persone che sono completamente diverse da me, e trovano in un rifiuto il modo di ridargli “vita” e riutilizzarlo nel modo più utile possibile.

Complimenti a voi!

Lava Mae fa parte di queste organizzazioni che hanno come scopo principale ed unico “l’ aiuto del prossimo”

 

SOCIAL NETWORK

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Anche io ho Facebook, anche io ho Twitter, ma, io non sono una di quelle persone dipendente dai social.

Oddio, il mio giretto quotidiano lo faccio, ma non scrivo oggi ho fatto questo, dopo faccio quello, respiro, parlo vivo.

I manicomi sono anni che sono stati chiusi, molti matti sono in circolazione, alcuni innocui, altri pericolosi, altri ancora logorroici.

Ecco, quelli logorroici sembra che gli attiri tutti io.

Oramai entrare in Facebook significa, leggere post, postati e ri postati mille volte, seguire le idee di tanti altri, magari leggere notizie estrapolate da altri discorsi che cambiando contesto cambiano significato.

Io a volte sorrido altre mi indigno, ma ogni volta chiudo e apro il mio diario, leggo i deliri di altri blogger, le disavventure e le ricette, e mi sto convincendo che forse Facebook è solo una trovata commerciale, non è più il social di qualche anno fa, non è più la piazza virtuale in cui trovare e ritrovare vecchie conoscenze.

Facebook oggi è solo il posto in cui dire che fai le pulizie, che fai la spesa, che vai dal parrucchiere, che vivi e respiri insomma.

Preferisco questo mondo, preferisco il mio blog, dove io scrivo e tu leggi, se vuoi, una parte di me, non sai se ho appena stirato, lavato, fatto le pulizie, ma piano piano inizi a conoscermi, e magari nei tuoi commenti io posso trovare qualche insegnamento.

Perché del resto è questo ciò che cerco.

Sono profondamente curiosa, amo imparare e conoscere cose nuove, e qui per adesso sto vivendo questa sensazione.

Insomma i manicomi sono chiusi, ma l’iscrizione a Facebook è gratuita!!!