RI-BLOGGO. INTORNO

 

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Natale è passato, e no non dobbiamo più essere buoni per forza, lo possiamo essere perchè lo vogliamo, ovvio, no?!?

Bene.

Noi, o almeno io, spesso mi capita “di far del bene” senza rendermene conto, vale anche il contrario, ma lì CEERRRTOOO che mi rendo conto.

Comunque, anche a intorno è capitata questa cosa.

Quei post che leggi è ti lasciano qualcosa…

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La felicità fa i soldi oppure sono i soldi che fanno la felicità?

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Non so perché, ma spesso è mentre guido che mi vengono certe perle che guarda, forse è meglio che mi concentri sulla guida.

È quando sono ferma in colonna che seppur non voglio pensarci, le mie perle prendono piede e via, chi le ferma?

Ora.

La risposta è facile, di immediata intuizione, insomma è chiaro che tutti, ma proprio tutti dicano no, non sono i soldo che fanno la felicità.

Ah no?!? Tralascia i luoghi comuni, e prova a pensare più a fondo.

Perché no?

Per me si, o almeno capita che possano essere sinonimo di felicità, capita sì. Nom voglio dire che sempre e comunque dove ci sono i soldi c’è la felicità, ma suvvia, sbagliassero un bonifico e di botto ti ritrovi miliardaria, cosa fai? Non saresti felice almeno per un attimo?

Non venirmi a dire che no quella è solo contentezza, palle! Quella è felicità bella e buona, temporanea, ma pur sempre felicità.

Poi certo se soffri di solitudine, il moroso ti ha appena piantata in asso, è venerdì diciassette ed un gatto nero ti ha attraversato la strada nom una ma ben due volte, certo, in questo caso la sfiga c’ha messo lo zampino( mai metafora fu più azzeccata).

Oppure ti va bene, perché non è detto che sempre e comunque la legge di Murphy diventi realtà, del resto è una legge e noi, popolo italiano sappiamo bene che no, le leggi nom è detto che vengano applicate, o almeno non per tutti allo stesso modo.

Comunque.

Per me i soldi possono fare la felicità.

Suonano dei clacson, ok, riparto.

LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #91

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LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #37

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  • No, Amica, non puoi capire, a sto giro veramente no. Cazzo no.
  • Eccola, parti male, respira a fondo, siediti, respira ancora…
  • Fai una giravolta e salta ‘naltra volta?
  • E ma… Va che non vai bene così eh!? Non puoi fare la donna con il ciclo quaranta giorni al mese.
  • Non posso No. Certo che no. Novembre ha solo trenta giorno.
  • Era per dire Amica, passamela.
  • Cosa?
  • No vabbè, non ci siamo, Zia, non ci siamo!
  • Mi stai dando della vecchia? Mi chiami Zia per questo?
  • No ti chiamo Zia perché una vocina mi ha detto che a sto giro c’è un debole su Milano, e pare che là si usi spesso chiamare zia un’Amica.
  • Si, ma qui siamo a Bergamo e zia vuol dire un’altra cosa se detto così.
  • Va bè, lasciamo perdere. Dimmi cosa c’è che non va.
  • Ma no niente… Volevo fare quella tutta sexy e femme fatale, ma ho fatto ridere… Che poi non è una cosa brutta, cioè insomma, lo sai no, come sono?
  • Si lo so, a volte parli ad cazzum.
  • Esatto…
  • E niente praticamente mi ha detto che gli facevo venire i brividi.
  • COSA GLI HAI RISPOSTO?
  • Vestiti se hai freddo.
  • No Marta, Cazzo no.
  • Vedi? Io e te siamo proprio amiche, reagiamo nello stesso modo.
  • Si, ma no. Non va bene. Ehi bella! Non è che se non sai cosa dire devi ripetere quello che ho detto io, eh.
  • Va beh. Cioccolata?
  • Si dai, aspè, chiudo la giacca perché fa freddo…
  • Eh già prima che ti vengano i brividi.

LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo ) #36

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  • A sto giro il ‘ma non troppo’ lo toglierei…
  • Oddio, parte tragica, qui mi tocca fare uno sforzo sovrumano per arrivare al vero nocciolo della questione.
  • Senti, non è per fare la tragica, ma io veramente questi uomini non li capisco, io davvero è meglio se mi metto l’anima in pace, se abbandono ogni illusione mentale che potrebbe portarmi verso una qualsivoglia relazione, no davvero, basta io non ce la posso fare.
  • Ora. Spiegami passo passo cos’è successo, svisceriamo il problema insieme, qui ed ora, e vedrai che potremo andare oltre.
  • In questo momento vorrei sviscerare ben altro rispetto a quello che tu chiami “problema” mentre io chiamo semplicemente idiota. Forza, conserva le lettere per argomentazioni più importanti rispetto a sta cosa, e vedrai che passerai anche da da problema ad idiota, ben due lettere di meno.
  • Si però anche tu eh, sei pedante.
  • Sentimi bene. Io non sono pedante. Allora, tanto lo so che finché non saprai tutto non t’arrenderai, quindi bene, ti spiego.
  • Ehi. Già che ci sei, sai anche che quando dici tutto intendi un tutto in maniera generica, non un tutto visto solo dal tuo punto di vista.
  • Si.
  • Si, cosa?
  • Si, ho capito. Comunque… Lui ha paura tanta quanta me, e questo è un dato di fatto. Lui non vuole uscire, o meglio, lui vorrebbe ma fa progetti a lungo termine, mentre nel breve termine il nulla assoluto, accampa scuse, plausibili o meno.
    Ecco.
    Il problema è esattamente questo.
    Con me sta bene, si diverte, ma quando gli chiedo di uscire una sera qualunque lui dice no. Che non può che preferisce dedicarmi una giornata intera quando voglio io.
    Quando gli dico che va bene, scelgo il giorno, propongo un posto, ecco che dice che non accetto quello che propone.
    Ecco, questo è tutto.
  • Aspetta, quindi?
  • Quindi cosa? Mi conosci, dovresti già essere arrivata alla conclusione del mio discorso.
  • No aspetta. Non dirmi che ti sei stancata di seguirlo e che adesso non lo consideri più, che lui ti ha detto che gli manchi ma che tu sei già arrivata alla fase “della corda ormai spezzata”, ti prego dimmi che non è così…
  • Se ti fa piacere te lo dico.
  • No cazzo! Marta! Lui ha paura tanta quanta te, quindi prova ad insistere.
  • Ok, insisto a modo mio però…
  • Fa un po’ come ti pare… No aspetta, cosa intendi per ” a modo mio”?
  • Numero eliminato, adesso provo ad eliminare la persona dalla testa, giriamo pagina e che se li risolva da solo i suoi problemi, non sono il suo almanacco…
  • Ma Amica no…
  • Sentimi bella mia! Tu sei la mia Amica, tu dovresti patteggiare per me, tu dovresti consolare me, e non approvare le scelte a lungo termine di un pauroso qualunque. Basta mi sono stancata. Chiudo perché devo continuare a piangere e recriminarmi per capire dove ho sbagliato e perché…
  • A che ora hai detto che vai a pattinare… Bella Amica!