GUARDO DENTRO

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pixabay

Si è vero, sono in attesta, sto aspettando quello che mi bacia con una mano tra i capelli e l’altra dove voglio io, che poi queste scene strappa emozioni ci sono solo nei film, o al massimo nei cartoni animati che ci facevano vedere da bambini.

Nella vita reale invece? Arriva l’ennesimo pirla che ti dice che sì sei una persona interessante, che no non ha voglia di una storia seria, che sì, un giro di giostra lo farebbe volentieri, che no non se la sente di innamorarsi (come se fosse una cosa che si decide a comando). Insomma l’ennesimo indeciso.

Io sono una persona decisa e concreta, quello che voglio è chiaro, nella mia testa intendo, non in generale per chiunque, dico di essere decisa e concreta, non chiara.
Insomma, se proprio dovrei fare un paragone posso definirmi come quella ragazza che alla cassa veloce del supermercato ci arriva con la Nutella e una tisana drenante, decisa, non coerente.

Sono coerente con me stessa, con la mia idea, con il mio punto di vista, e sì, spesso ad occhi di terze persone posso apparire incoerente, ma non è un problema mio, insomma, non posso farmi carico di tutti i mali del mondo, ho già la mia dose, che mi basta avanza e ci faccio anche il riporto a volte.

Sono strana io, che poi, strana come tante altre persone.

Sono poche le cose di cui mi accontento, insomma, mi lamento spesso, ma poi ci rido su, perché è così che funziona, almeno per me o per quelle come me, trovare il lato negativo (che più negativo non si può) per poterlo ridurre a brandelli, sdrammatizzare, riderci su e non piangersi addosso.

Ecco.

Lo psicologo (non so se sia uno vero, ma è scritto in un giornale) mi ha consigliato di fare autocritica. E io l’ho fatto.

Ora. Devo scegliere, o continuo a trovare le zone d’ombra del mio inconscio o cambio lettura. E’ una questione di scelte, come sempre del resto.

QUESTIONE DI GENETICA

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Immagine presa dal web

Qualche giorno fa ho letto un post in cui si sottolineava la difficoltà nell’ interpretare i segnali inviati dalle donne.

Mi spiego, se una donna ti dice A solitamente intende A se tu capisci B con la clausola della C non è responsabilità della donna, della femmina.

Mi spiego meglio.

Secondo la genetica, ed è un dato di fatto, non è una donna o un uomo, è scienza!

Il gene femminile è formato da due XX pam!pam! li! precise precise, stabili, chiare, semplici.

Il gene maschile invece ha un pezzo che manca, anche detto Y, ecco quella gambetta che manca dice tutto.

La lettera è li, instabile, che traballa, si muove, rischia di cadere ed immancabilmente causa delle lacune nella mente principale dell’uomo, e di conseguenza facendo irritare la donna, che invece ti invia input precisi, pam!pam! come le due famose X.

D., (sempre lei!) ha avvalorato la tesi, dimostrandomi con i fatti quanto questa gambetta che manca sia essenziale e colpevole al tempo stesso.

La donna, organizza, disfa e crea, l’ uomo è li, secondario, a completa disposizione della donna, te ne accorgi velocemente di questo.

Prova, per esempio ad andare al centro commerciale, al supermercato in un tardo pomeriggio feriale, troverai più di un uomo che cellulare fisso all’ orecchio raccoglie prodotti dallo scaffale con aria terrorizzata.

Probabilmente all’altro capo del telefono c’ é la moglie, fidanzata, compagna di turno che indica dettagliatamente quali prodotti sono necessari.

Ed anche qui, parlare di necessità al supermercato ha diverse sfaccettature se l’ argomento è affrontato da un uomo o da una donna, comprare un prosciutto intero, quattro casse di birra solo perché sono in  offerta, non è una necessità; acquistare i prodotti che sono indicati sulla lista della spesa, quella è la necessità della casa.

Quando una donna si esprime e ti dice A, tu devi capire A, non B con la clausola di C. La donna, è responsabile di ciò che dice non di ciò che tu uomo capisci, interpreti e nella maggior parte delle volte non capisci.

La donna fa mille cose e ne organizza altrettante.

Quelle organizzate dovrebbero essere svolte da te. E sono le famose “A”. Tu, uomo, immancabilmente senti A, fai B e riporti C.

Ora, spero che il concetto ti sia più chiaro, in ogni caso sei scusato, la colpa non è tua, ma di quella gambetta che ti manca e che ti rende instabile.

Consiglio: Non dirlo a tua moglie/fidanzata/convivente la prossima volta che per errore anziché A fai B con la clausola o direttamente C.