SEMPRE DETTO

board-953154_960_720

Quando mi viene un’idea sarebbe buona cosa annotarla subito.

Possibilmente su di un pezzo di carta che non perdo nell’immediato, o almeno che resti con me quel tanto che basta.

Sono un disastro.
Mangio tanto pesce, non serve a niente. Forza vegani inveite contro di me e incolpate il Karma, no perché a Mantra sono messa piuttosto bene.

Era qualcosa che riguardava il Less is more.

Dovevo, o meglio volevo, anzi no.
Voglio fare qualcosa.

Non per il fatto della memoria, quella è andata, per il fatto del less is more.
Vorrei che il mio cervello facesse un attimo pace con il mio subconscio.
(‘na cosa interna, lascia stare).

Ho il mio taccuino, libretto magico pieno di annotazioni.
Ho imparato a portarlo con me, ennniennnte adesso devo imparare a portare con me anche una penna.

É importante.

Perché non uso il blocco note del telefono?
Perché fabbrutto (direbbe il milanese imbruttito – e non).
Non c’è un motivo, ma il blocco note l’ho sempre usato per annotazioni più impegnative, insomma, per pensieri complessi.

Che poi.

“Complessi” detti da me è un po’ una presa in giro.

Comunque.
Adesso m’impegno ci penso.
E ci ripenso.

Prima o poi, quando avrò smesso di pensarci mi tornerà in mente.
Così a casaccio!

 

 

FELICE, NON DI NOME, MA SPESSO DI FATTO

mente-meditazione-puoi-essere-felice-qualunque-cosa-accada.jpg

Immagine presa dal web

Vi svelo un segreto.

Che poi tanto segreto non è.

E’ scritto tra le righe di moltissimi miei post.

Comunque.

Io credo che se tornassi indietro affronterei un altro percorso scolastico.

Perché spesso mi sono sentita dire, “Marta, sei una psicologa mancata”

Ora.

Tralasciamo la questione che:

  • non è mai troppo tardi per….,
  • che c’è sempre tempo finché respiri…

e via dicendo con tutte queste frasi fatte che spesso lasciano il tempo che trovano, ed altrettanto spesso non trovano spazio.

Ho scelto, ed affrontato un percorso scolastico diverso, ma nonostante questo quando una persona sceglie di mostrarmi le sue debolezze sono pronta per accogliere tante sfumature di quel carattere che si delinea difronte a me.

Si, perché ho notato che spesso le persone lanciano segnali d’aiuto non per forza di cose a parole.

Capita, che spesso sia un gesto piuttosto che un’immagine che il tuo interlocutore ti mostra.

Non è sempre e solo la parola l’ arma usata per dimostrare ad un terzo che nonostante la nostra forza necessitiamo di aiuto.

Ecco.

Su questa lunghezza d’onda ho navigato (pardon, cazzeggiato) in internet ed ho scoperto che.

  • Esistono vere e proprie tecniche che permettono la riscoperta della felicità.
  • Che essere felice può essere un dovere e non solo un piacere.
  • Solo dopo un buon allenamente la “felicità” può essere un riflesso incondizionato.

Ora.

Non so quanto di vero ci sia tra queste righe, non so se la felicità possa sempre essere raggiunta, di certo so che.

LA CONTENTEZZA, che si scosta dalla felicità, PERMETTE LA VISIONE DELLA SITUAZIONE IN MODO POSITIVO-REALISTA, piuttosto che negativo-realista.

Insomma, io non sto dicendo che se giri sorridendo la vita sarà sempre e solo rose e fiori.

Io sto dicendo che sorridendo potrai essere più portata nel cogliere le belle occasioni che la vita ti propone.

Cammini per strada a muso lungo e testa bassa, non puoi ammirare il nido di rondini lassù in cima al pioppo.

Ecco questo voglio dire, insomma, prova a vivere come me, e vedrai che ti ricrederai.

Poi, lo sappiamo tutti, la felicità è un attimo tra due momenti bui, ma il nostro gioco sta nel ridurre al mimino la durata del tempo buio.

EH POI BOH!

12190796_10153659300018810_2008986101916941704_n

Giorni fa su Facebook, circolava la foto che trovi qui sopra…

Effettivamente leggendo i vari cartelli ti rendi conto di quanto la stampa riesca a manipolare un’ informazione, qualche tempo fa ho ritrovato conoscenti di vecchia data e la maggior parte di loro era diventata vegana, vegetariana, naturista, crudista, e tutte queste nuove filosofie di pensiero.

Io mangio la carne, mangio la frutta, mangio la verdura (esclusi i pomodori) e mangio i dolci (tanti dolci)…

Non lo faccio perché me ne frego della mia salute, ma semplicemente perché credo che nelle giuste quantità tutto e niente possa far male o far bene.

Quindi, riprendiamoci in mano la nostra testa, iniziamo a riflettere senza tutte queste informazioni.

Ricordate la mucca pazza? Una bolla di sapone che ha mandato in rovina alcune piccole aziende… e la malattia dei polli???

Basta farci manipolare!! Dobbiamo reagire… non siamo caproni che si lasciano guidare e comandare…

Io la mangio la mangiavo, la mangio e continuerò a mangiarla… non a colazione pranzo e cena.. ma esattamente come facevo prima… suvvia!!! Come puoi rinunciare ad una bistecca?????

Magari anziché allarmare noi consumatori, imponete regole più rigide sull’ uso di anabolizzante, pesticidi & co.. questo si che sarebbe utile… creare allarmismi non serve a nulla…