RICONOSCENZA o PERSEVERANZA?

Quanti paroloni!

Oggi mi sono stupita, o meglio.
Ancora una volta mi sono ritrovata a sorridere come un ebete mentre tenevo stretto tra le mani.

L’ultimo tuffo carpiato del mio aggeggio tecnologico non è stato dei migliori.

Dicevo.

Questa mattina ho sorriso.
Ho scritto d’impulso.
Ho riposto ad un messaggio, ho inviato e poi ho riletto.

Lo so, prima si rilegge e poi si invia.
Ma sono fatta così. Dovevo. Volevo rispondere d’impulso e così ho fatto.

Comunque sei da apprezzare per la pazienza che stai mostrando nei miei confronti… Io sclero e tu sei sempre lì. Pronto con un emoji sorridente.

Questo è stato il messaggio frutto dell’impulso.
Rileggo.
E niente.
Mi sono accorta che a volte ci sono persone che provano a oltrepassare la barriera che ti sei costruita intorno.
E che, appena io mi accorgo che la mia corazza si fa più sottile, reagisco d’impulso e attacco.

E niente.

Il mio giovedì è frutto della consapevolezza.
Non sempre si scappa.

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PENSIERI DI UN ANIMALE QUALUNQUE

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Facile a dirsi più difficile a farsi.

Mi piacciono gli sciogli lingua, ancora di più quando faccio fatica anche solo a pensarli.

CONTORTA. Spesso mi sono sentita dire che sono una persona contorta, è vero.

Voglio un uomo con la U, ma voglio non si deve dire. Questione d’educazione.

Lo voglio con una determinata cultura, e poi m’accorgo d’essere la prima con lacune senza fondo. Magari un fondo ce l’hanno ma che fatica guardare giù.

Insomma, non so nemmeno io cosa voglio.

Difficile scegliere quando hai le idee confuse.

Ancora di più quando non è che puoi scegliere, ma ti devi adeguare.

Devo comprarmi un gatto. Ecco quale fine farò.

Io, un gatto che sputa peli e una lettiera, e poi magari farò come quel dj della radio. Quello che ha portato il gatto al mare, quello che legge nella mente del suo animale.
Quello stesso animale che arrivato in spiaggia ha pensato “Ma questa lettiera infinita?”.

EHNNIENTE.

Scema io, con o senza animale domestico.

Che poi i gatti non mi piacciono neppure, insomma, sono troppo autosufficienti. Fra un po’ ti portano anche la spazzatura all’angolo della strada, dai non si può neanche pensare:

“Padrone, esco a fare un giro, ti porto fuori il sacco?”
“Grazie Felix!”

MA ANCHE NO. Pazza, sono una pazza.

Mi faccio certi film che guarda…É il finale che purtroppo è sempre lo stesso, del resto un saggio lo diceva, il più bel finale non è ancora stato scritto.

Io non lo so cosa mi passa per la mente, io so soltanto che a volte partono certi flash.
Marta, e un gatto. NAH. Cosa diavolo mi salta in mente?

Meglio un cane.

Che poi dovrei curare. Portare a spasso, dal veterinario e magari dall’estetista, e poi c’è quello che lo lava, quello che l’asciuga, quello che gli fa i massaggi.
Diventerei dipendente del doggy style, e a me me certe etichette vanno strette.

No. Anche questa ipotesi non va bene.

La coda sta ripartendo, è meglio che mi concentri sulla guida e tralasci questi pensieri inconcludenti.

 

CONSIGLI

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Apri la mente alle cose spontanee, facili.

Quando ti senti dire questa frase resti di sasso.

Ancora di più se a pronunciarla, è una passante, una che incroci mentre passeggi per la strada.
Ora, lo so che sembra strano immaginare me, che passeggio.
Ma questo è quanto.
Io che cammino, perché il fatto di passeggiare è solo un punto di vista.

La mia mente va a mille all’ora come sempre, ed altrettanto spesso è scollegata dal corpo, ecco perché passeggio, perché l’andatura non è a razzo, è tranquilla, easy per essere poliglotta.

Incrocio una signora che sostiene il mio sguardo, sorrido e saluto, eh sì, a me è stato insegnato così, salutare è educazione.

Lei contraccambia, e si lascia sfuggire questa frase.

Resto di sasso, mi fermo, la guardo e…Lei mi sta sorridendo, stava parlando con me.

É un periodo che pensieri tra i più differenti attanagliano la mia giornata, spesso mi trovo a dar peso a pensieri che di lì a poco diventano realtà, insomma, ho un’altra volta il sesto senso che chiede spazio.

Ecco.

Poi mi capitano queste cose.

Come faccio a non credere ai “segnali”? A pensare che no, non è solo soggezione?!?

 

LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #92

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