MACCHINA PULITA

Ho dedicato la mia domenica mattina al lavaggio della macchina.
E solo questa azione potrebbe portarmi a ricevere ondate di applausi che potrebbero rischiare di assordarmi.
Ma tralasciamo.

Evitiamo di pensare anche alla fatica e al disagio – non solo fisico – nel:
(l’ordine è del tutto casuale)
Sposta in avanti i sedili, non troppo avanti. Poi spostali indietro, ma non troppo indietro.
Gestisci l’aspiratore, non perdere tempo (è limitato e costa gettoni!), togli gingilli e suppellettili che “ma questo?!?”
Pulisco i vetri. Spolvera, sistema e lucida i cerchioni.
Ecco.

Ho fatto questo.
Durante questa enorme fatica, perché per me pulire la macchina è faticoso mi cade l’occhio sulla macchina a fianco.

Ho pensato ad un esaltato della macchina che quando nota un granello di polvere sceglie di fare la disinfestazione.
Ecco, esattamente il mio opposto.
Per me era pulita, il proprietario pensando il contrario ha iniziato a fare tutto il necessario come se la sua macchina fosse zozza quanto la mia.

Ecco.
Non era solo.
In macchina aveva una zavorra.
Che detta così potrebbe sembrare tutto o niente.

Ecco.
La Lei in questione, comodamente seduta in macchina guardava imperterrita il cellulare. Avvolta nel piumino, perché nonostante il sole alto in cielo e la giornata limpida, il venticello era pungente.

Lui puliva, strofinava e ripassava e lei il nulla. NULLA.
Fino a quando scende dalla macchina e io, mentre riprendevo fiato, e spostavo un ciuffo di capelli selvaggio che mi si era appiccicato alla fronte, penso “finalmente fa qualcosa..”

“Ti sbrighi?”

Ecco.
Fossi stata in lui le avrei lanciato uno straccio e con tutto l’aplomb che mi rappresenta le avrei suggerito di dare una mano.

Lui no.
Imperturbabile come un vero possente, maestoso e tenace casalingo le risponde.
Non ancora, ma non ti preoccupare, non ti chiedo di aiutarmi

Io boh.
Sono rimasta così.

Non so perché c’era Lei che tanto non ha alzato un dito.
Sono stata solo una spettatrice che atterrita ha proseguito nel suo disagio fino a quando la macchina non è tornata a splendere. Oddio, splendere. Diciamo che ha riacquisito un colore normale e non è invasa dalla polvere.

Io quando vedo mie simili così resto atterrita.
Non vuoi lavare la macchina, non andare all’autolavaggio a prendere freddo.

Sbaglio io?

Pubblicità

Il martedì può essere diverso

vw-3472591_960_720

E per diverso intendo migliore, non diverso in senso negativo, altrimenti è inutile!
Ecco.

Ieri mattina ho pensato questo.
Non si è avverato, è stato un noioso martedì come tanti altri, ma la speranza c’era, e se c’è quella… un primo passo è fatto!

Considero il martedì come una giornata pesante, pallosa.
Del resto arriva dopo il lunedì, e se consideriamo che io ci metto tanto a capire le cose, direi che ventiquattro ore sono sufficienti per accorgermi che un’altra settimana è iniziata.

Ecco.

Il martedì è il giorno della consapevolezza, mi rendo conto che la settimana è iniziata da poco,che dovrò affrontare chissà quale rottura di  scatole e…

E io per sopperire a questa stanchezza cronica, che non mi colpisce solo in primavera ma si impossessa di me sempre  e comunque, cerco di viaggiare con la fantasia e trovare soluzioni alternative a un intoppo qualsiasi.

Marta, sogni ad occhi aperti.
Devo superare il mio martedì cronico.

Ecco perché rispondo così.

C’è sempre un perché, contorto certo, ma c’è!

 

BAH!

travel-suitcase-2884249_960_720

É incredibile.

La mole di nonnini con il cappello che mi ritrovo davanti la mattina è incredibile.
Peggio dei funghi, spuntano adcazzum solo per rovinarmi i miei dieci minuti di pace quotidiana.

Che poi pensavo.

Sta qui, è tutta gente che vota.

Ora passi quello che ha solo problemi con il volante, o con la frizione o con le marce, insomma, tanti problemi ma ben delineati.
Ma tutti gli altri?

Quelli che al bar bevono il caffè e sbavano? Manco fossero attempati interessanti, ecco questi, votano eh!

Che poi magari anche loro pensano questo di me. Cioè io voto, o meglio, io rientro nella fascia d’età in cui votare è un dovere, perché i diritti lasciamo stare…

Stamattina pensavo questo.

Secondo me, così come non puoi votare da bambino, ma devi raggiungere una maggiore età, lo stesso vale quando la maggiore età l’hai ampiamente superata.

E niente.

Non ci sono limiti.

Basta un nulla per convincere un alzaimeriano qualunque, suvvia!

Oggi sono così, polemica.

 

RI-BLOGGO. VONDERNEBEL

blog-684748_960_720

No parliamone.

Spesso mi sento dire che guido male, guido da cani, sono sempre sovrappensiero.

Spesso mi sento dire che sono una di quelle persone che sognano ad occhi aperti.

Bene.

Il mio animo buono dolce e sensibile non può contraddire tutti coloro sputano sentenze senza cognizione di causa.

Ehmbé?

Nulla.

Semplicemente succede che spesso i sogni sono il preambolo di ciò che ci succederà.

Sogni di mangiare una pasta al sugo? Non ti preoccupare potrebbe capitarti l’indomani.

Sogni di svegliarti in ritardo per l’ufficio?Non ti preoccupare potrebbe capitarti l’indomani.

Potrei andare avanti all’infinito con un sacco di esempi reali e sur.

Poi.

Può capitare di sognare che guidi male, e lo fai anche nella vita vera, ecco che ti metti l’anima in pace e, com’è che si dice?

Mal comune mezzo gaudio.

Insomma, io sarò una persona che guida male, ma non sono la sola.

Anche Fabio l’ha sognato.
E poi, se sono strana io, vai a leggerti qualche suo articolo di vita vera e o sognata, e poi ne riparliamo, perché sì, io sarò strana, ma non sono la sola.

 

 

OVVIO, NO?

labyrinth-2730731_960_720

  • Mi sono persa!
  • Di nuovo? Sentiamo dai, cos’hai combinato?
  • No no, mi sono persa davvero.
  • Si ok, ma intendi in senso figurato, no?
  • No, se ti dico che mi sono persa, intendo in senso fisico.
  • Marta cazzo!Come fai a perderti nel paese in cui sei nata?
  • Non lo so, come ho fatto! Altrimenti tornerei indietro, se vuoi quando mi ritrovo ti faccio vedere!Ma porca troia!Che domande fai?
  • Va beh, non alterarti, dimmi dove sei che vengo a prenderti.
  • Allora, capisci ancora l’italiano? MI SONO PERSA, FISICAMENTE, NON SO DOVE CAZZO SONO, COME CAZZO FACCIO A DIRTI DOVE SONO SE MI SONO PERSA? DAI CAZZO!
  • Ehi! Piano con le parole! Come faccio ad aiutarti?
  • Allora Collega! Ieri, fai mente locale, cosa abbiamo scoperto ieri? E comunque per fortuna che sono salcazzo dove e da sola, perché se solo qualcuno per sbaglio ascoltasse la mia conversazione con te chissà cosa penserebbe…
  • Piantala con i condizionali e gli indovinelli, vieni al dunque.
  • La lo… lo…dai collega! Dimostrami che mi ascolti quando ti parlo.
  • Ehi! Piantala altrimenti ti lascio lì sperduta in mezzo al nulla a due minuti da casa.
  • Ok, la pianto, sto esagerando, chiedo venia, chiedo perdono, appena ritorno sulla retta via mi prostrerò a te.
  • Mmmh. Quindi farai qualsiasi cosa?
  • Prima salvami, e poi vediamo.
  • Ok, ti localizzo, attacca il telefono alla macchina che a breve vedrai la maps dirti dove cazzo sei.
  • Grazie collega, il tuo smart problem solving mi stupisce.
  • Comunque sei nella via parallela alla tua. Sei svalvolata di brutto.
  • Zitta, non lo dire a nessuno, inventa una scusa CREDIBILE per il mio ritardo, ti prego evitami sta figura di merda, e comunque è colpa della nebbia.
  • Ok, certo, la nebbia. Ah, volevo dirti che sei in viva voce e qui c’è anche l’altra collega e la capa, ti stiamo ascoltando.
  • Quando si dice che i problemi si risolvono in famiglia, quando si dice che il posto di lavoro diventa la tua seconda famiglia.
  • Marta, smettila di vaneggiare e vieni a lavorare!
  • Capo, arrivo! Due minuti e cinque chilometri mi separano da voi!
  • Come?
  • Parola di Tom tom, ovvio, no?