AUGURI, MA ANCHE NO.

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Non è facile per niente.

Cercare sì, quello è facile, ma riuscire a trovare il corso giusto, quello che ti calza a pennello, no, non è per niente semplice.

Ci sono mille incognite che si mettono in mezzo.

Mille idee (talvolta bizzarre) che ti affollano la mente e ti fanno perdere la traiettoria, fallire l’obiettivo.

Il tuo è quello di trovare il corso giusto, che poi non è esattamente per te, ma poco importa.

Non puoi sbagliate.

O meglio.

Non puoi sbagliare ancora una volta.

Cerca, affina la ricerca e vai a fondo prima o poi troverai il corso per Cupido.
Quello che non gli farà sbagliare la mira ancora una volta!

Buon San Valentino!

PROBLEMI POCHI, MA BELLI SERI.

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Sono abituata così:

Se faccio una cosa la faccio in grande.

Che poi, il concetto di grande è relativo, esattamente come il concetto di persona normale.

Insomma, se per me può essere grande un sommergibile per un dinosauro no, per lui sarebbe come per me una formica, io per la formica? Un gigante, io, che sono diversamente alta un metro e cinquantotto.

Bene.

Ho dei problemi, certo come tutti, ma i miei, per me sono più importanti di quelli degli altri, ovvio, per tutti è così.

Dicevo.

Ho dei problemi.

Da quando ho scoperto che è tutto una questione di prospettive mi sto perdendo.

Nel momento in cui mi interfaccio con qualcuno, ma succede anche quando parlo da sola, anziché prestare attenzione al concetto, mi perdo ad immaginare altri punti di vista diversi dal mio, l’ho fatto anche poco fa, con quella storia della formica e del dinosauro.

Ultimamente questa visione del mondo, sta prendendo un po’ troppo piede e sto iniziando ad immaginare mondi fantastici, che poi.

Non sarebbe un grosso problema, affinassi l’abilità seguendo il discorso di fondo. Perché il problema è esattamente questo.

Finito il discorso mi allontano dalla persona continuando ad immaginare chissà quale scenario.

Da piccola quando immaginavo a voce alta mi dicevano:

“Hai una fantasia galoppante”

Adesso mi dicono:

“Sei pazza” “Cambia spacciatore” “Stai assumendo farmaci scaduti” “Per me non ce la fai”, dipende dalla mia risposta ovviamente.

Io invece penso che cercare altre prospettive sia una cosa divertente.

Io invece penso che avere ed usare la fantasia sia una cosa bella.

Io invece penso che no, lo spacciatore non lo cambio, i farmaci continuo ad assumerli (con tutto quello che costano!), si forse sono pazza, ma io nel mio mondo ci sto alla grande!

 

SINGLE E FELICE (ma non troppo) #13

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-Oooohhhh! Mi vedi???

-Ciao. Si ti vedo. Stai facendo una videochiamata. E’ ovvio che ti vedo.

-E adesso??? Mi vedi ancora???

-Ma ce la fai?? Gira la fotocamera! Cosa diavolo stai inquadrando???

-Ti ho fatto lo scherzetto, ti ho fatto lo scherzetto!!!

-Ma quanto cazzo sei scema???

-Oooohhh! Bella!!!! Cazzo c’hai oggi, stai ciclata???!

-Ti prego, torna in te e smettila di parlare come una milanese imbruttita immigrata.

-No aspetta, fammi capire, com’è che parlo.

-Dai. Perché mi stai chiamando? Spiegami la perla, perché di sicuro di perla si tratta. Stavamo messaggiando fino a poco fa, di botto fai partire la videochiamata, tu, in macchina che inquadri adcazzum e sei pure ferma con le quattro frecce.

-Hai visto che brava?!? E ti sei dimenticata che ho pure l’auricolare!!!

-Cosa ci fai in città? Non sei in ufficio oggi?

-No, dovevo venire in Bergamo per alcune pratiche.

-E mi stai videochiamando per…?

-Allora non sei attenta!
Ti ricordi cosa mi hai detto qualche giorno fa? Che devo uscire, incontrare gente, vedere posti nuovi.

-E fammi capire, tu stamattina sei in Bergamo per oberare a tutte queste cose?

-Obe…che?!?

-Lascia stare, e dimmi, cosa diavolo ci fai lì? Dai, sto morendo dalla curiosità!

-Allora non mi credi quando parlo, dovevo venire per alcune pratiche dell’ ufficio, niente di personale, niente affari di cuore, scocciature.

-Sei sorridente perché hai portato a termine tutto, immagino!

-Si, immagini bene. Comunque. Sai perché ti faccio la videochiamata? Perché tu hai detto che solo incontrando gente nuova potrò dimenticare gli idioti del passato, giusto? Ecco, adesso sono qui, e adesso scendo dalla macchina e vado al bar, pare che qui ci siano un sacco di giovani che la mattina fanno colazione al bar, giusto? Ci provo ad entrare?

-Dai entra.

-Ma tu stai in linea e spiegami passo passo come fare per accalappiare qualcuno d’interessante, visto che dici che io non sono in grado, vediamo se tu con il tuo radar capti qualcuno.

-Ok, entra!

-Cazzo amica!

-Non ci credo. Aspetta fai un’ altra giravolta.

-Si certo vuoi anche che mi metta a camminare sulle mani, fare un girotondo, giocare un po’ a mondo, saltare da una piastrella all’altra. Smettila di ridere, sei una stronza. Smettila. Mi stai ferendo.

-Ah!ah!ah! Amica. Non dico che deve per forza di cose essere un tuo coscritto, ma cazzo, neanche uno che ha l’età di mio nonno! E poi, MAI CON UNO CHE PORTA IL CAPPELLO, sappiamo tutti come guidano.

-Senti considerando le rughe credo che qui, oltre al deambulatore null’altro guidano.

-Dai. Mangiati una brioche, te la sei meritata. Scusa amica, non volevo ridere delle tue disgrazie, ma cazzo… C’hai ‘na sfiga.

-Grazie. Avevo proprio bisogno di sentirmi dire che sono sfigata. Comunque fuori c’è il sole, stasera si pattina, e fanculo anima gemella, oggi non c’ho tempo!

-Brava Amica è così che si fa. Io vado eh! Perché c’è Cuore che mi sta chiamando.

-Ciao Amica, hai la sensibilità di un elefante ma va bene uguale.

LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #63

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GUARDO DENTRO

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pixabay

Si è vero, sono in attesta, sto aspettando quello che mi bacia con una mano tra i capelli e l’altra dove voglio io, che poi queste scene strappa emozioni ci sono solo nei film, o al massimo nei cartoni animati che ci facevano vedere da bambini.

Nella vita reale invece? Arriva l’ennesimo pirla che ti dice che sì sei una persona interessante, che no non ha voglia di una storia seria, che sì, un giro di giostra lo farebbe volentieri, che no non se la sente di innamorarsi (come se fosse una cosa che si decide a comando). Insomma l’ennesimo indeciso.

Io sono una persona decisa e concreta, quello che voglio è chiaro, nella mia testa intendo, non in generale per chiunque, dico di essere decisa e concreta, non chiara.
Insomma, se proprio dovrei fare un paragone posso definirmi come quella ragazza che alla cassa veloce del supermercato ci arriva con la Nutella e una tisana drenante, decisa, non coerente.

Sono coerente con me stessa, con la mia idea, con il mio punto di vista, e sì, spesso ad occhi di terze persone posso apparire incoerente, ma non è un problema mio, insomma, non posso farmi carico di tutti i mali del mondo, ho già la mia dose, che mi basta avanza e ci faccio anche il riporto a volte.

Sono strana io, che poi, strana come tante altre persone.

Sono poche le cose di cui mi accontento, insomma, mi lamento spesso, ma poi ci rido su, perché è così che funziona, almeno per me o per quelle come me, trovare il lato negativo (che più negativo non si può) per poterlo ridurre a brandelli, sdrammatizzare, riderci su e non piangersi addosso.

Ecco.

Lo psicologo (non so se sia uno vero, ma è scritto in un giornale) mi ha consigliato di fare autocritica. E io l’ho fatto.

Ora. Devo scegliere, o continuo a trovare le zone d’ombra del mio inconscio o cambio lettura. E’ una questione di scelte, come sempre del resto.