SMILE. eccheccazzo sorridi!

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Ero in America.

Stavo passeggiando per strada quando ad un certo punto, colta da un torcicollo che non auguro neanche al più fastidioso dei picchi, abbasso la testa e toh! Sorpresa.

Per terra c’era una scritta. Fatta da poco. Con i gessetti colorati, quelli che la mia maestra a scuola usava per disegnare ed insegnarci gli insiemi.

Stop. Take a break and smile.

Non so perché.

Stamattina ero in macchina e mi è venuta in mente, così apparentemente dal nulla, questa cosa.

Non mi sono fermata, non ho seguito l’istruzione alla lettera, ho preferito evitare di rischiare un tamponamento a catena con me come protagonista.

Ma. Ho sorriso.

Così, da sola, senza un’apparente motivo, o meglio, senza un motivo sensato.

Purtroppo, come spesso mi capita, non mi rendo conto che il resto del mondo mi vede.

Ore 08.35 in ufficio:

“Cazzo ridi da sola in macchina?!”

“Stavo sorridendo, in America ho letto che…( e via con la storia che a me piace un sacco….)”

“Minchia Marta, cambia droga, questa ti sta consumando.”

Perché le mie colleghe mi vogliono bene.

“Ehi stronzetta, lo sai che sono una persona fedele, io il mio spaccino di fiducia non lo cambio per niente al mondo!”

Ed anche oggi la giornata è iniziata così.

 

 

 

 

 

LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #35

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  • “Ma se fossi in lei cercherei di vestirmi in maniera più elegante.”

  • “Ma se fossi in lei mi fare una bella spaghettata di affari miei, così, giusto per esprimere il mio umile punto di vista”

  • “Lei è permalosa.”

  • “Sì è vero, e tra l’altro non le ho chiesto niente.”

-Ecco Amica, mi dava del Lei e mi ha detto che non mi vesta in maniera abbastanza elegante.
-Aspetta fammi capire, come ti sei presentata?
-In tuta e scarpe da ginnastica, come mi dovevo presentare?
-Amica, Ma Cazzo!
-Ma cosa? Dai, oh! Ma che droga hai preso? Cos’ho fatto di sbagliato? E’ una palestra!
-Amica, quella è LA palestra.
-Eh, quindi? Cambia l’articolo. Ma come ci dovrei andare secondo te? No fammi capire, perché qui stiamo delirando, qui si stanno cambiando i ruoli! Generalmente la stordita sono io, com’è che a ‘sto giro sei in vantaggio?
-Allora bella mia! Parliamoci chiaro, alla prossima offesa giro i tacchi anzi, giro le scarpe da ginnastica e me ne vado, ok? Chiaro.
-Punto due. Vuoi fare la diva, la non plus ultra e vai ad iscriverti nella palestra dei vip, dove ogni rata costa quanto la dentiera nuova di mia nonna, vuoi fare la super e poi come ti presenti?
-Io non capisco. In palestra ci vado in tuta, ci vado per fare esercizi, per eliminare tutti questi calamari fritti che mi sono mangiata in vacanza e che adesso salcazzo per quale strana formula chimica si sono trasformati in grasso, ciccia, sì lo so, si dice ADIPE, ma tanto mi hai capita lo stesso, no?
-Acida. Vuoi un cioccolatino? Così fa compagnia a quei calamari lì, che caspita, c’erano solo quelli da mangiare? No, perché mi sa che ne hai mangiati veramente tanti, ora, considerando la massa cubica che possono occupare…
-Quando hai finito fammi un fischio…
-Ehdai! Fattela ‘na risata. Lo sai cosa devi fare? Cambiare palestra, lì si va per rimorchiare, le ragazze sono tutte uguali vestite allo stesso modo, i ragazzi invece sempre uguali ma svestiti. Forza Amica! Hai sbagliato solo una cosa.
-Uff. Mi impegno, parto con i buoni propositi e poi…
-Dai, mangia un cioccolatino con me.
-No. Poi divento tutta ciccia e brufoli!
-Non era mica il salame a causarti un’eruzione spropositata di bubboni?
-Stronza. Dovevi dirmi che sono bella lo stesso.
-Io sono la tua Amica, quella sincera, mica la tua dolce metà.
-Dai, dammi un cioccolatino.

 

FUORI DAL MONDO

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pixabay

 

Eccomi, dopo aver ampiamente esposto le mie teorie a chicchesia sul funzionamento ( o presunto tale) delle linee telefoniche sono tornata.

Esattamente come prima, ma con mezzo fegato in meno.

Collegarmi al mio blog è stata un’ impresa ardua, difficile, quasi impossibile, insomma mi sono sentita come Top Gun nelle scene d’avventura ad alta tensione, e no, la mia non era solo finzione.

Ho preso la scossa, e no, i capelli ricci sono merito del parrucchiere.

Mi sono alterata, ho sprecato interminabili ore al telefono con il centralinista di turno, o forse sarebbe meglio dire con il sottofondo musicale di turno, mentre venivo rimbalzata da un ufficio all’altro perché nessuno, e dico nessuno è riuscito a sistemarmi il problema.

Alla fine mi sono arresa.

Anzi, mi sono convinta di essere stata temporaneamente rapita dagli alieni che hanno deciso di far scendere una bolla sulla mia connessione internet in modo da scollegarmi dal resto del mondo, quindi niente internet, blog, Facebook, Pinterest, Twitter, Explorer… niente di niente, neanche Whatsapp.

Poi di colpo è ripartito tutto.

Anche gli alieni hanno deciso di abbandonarmi, insomma quando voglio so essere pedante, petulante e fastidiosa.

Rieccomi.

Sono tornata, esattamente quella di prima, ma un po’ più leggera, per via del mezzo fegato che ho perso strada facendo…