Festa del sorriso

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Oggi è il giorno del sorriso.
Ogni primo venerdì di ottobre si festeggia questa cosa che suona un po’ come:

Quando non sai cosa fare inventati la giornata di…

E poi rifletti.
A modo mio, sia chiaro.

Sì hai letto bene, anche tu dovresti seguire il filo illogico del mio ragionamento, non per chissà quale motivo trascendentale, semplicemente perché così facendo potrai…

SORRIDERE.

Ecco.

Stamane quando ho sentito questa notizia, ho sorriso d’istinto, poi mi sono fermata – in senso fisico, per via del semaforo rosso e in senso metaforico per far riprendere fiato alla mente.

Pensavo.

Quanti sorrisi fai in un giorno per motivi diametralmente opposti?
É ora di pranzo.

Io oggi ho sorriso quando ho sentito la notizia, ho sorriso quando un signore mi ha ringraziato per avergli dato la precedenza al passaggio pedonale, ho sorriso quando ho salutato il commesso del bar, ho sorriso quando ho ringraziato la signora che alla CCIAA mi ha stampato il biglietto per lo sportello (lo so fare anche da sola, ma questa dovrà pur fare qualcosa nella giornata lavorativa, no?), ho sorriso al parcheggiatore che mi ha restituito il biglietto pagato.

Insomma.

Oggi ho fatto qualche sorriso.

Non so a quale quota arriverò a fine giornata, non so se saranno tanti o no, però ho capito una cosa.
Focalizzarmi su di una cosa positiva migliora l’umore.

Poi un vecchietto rincoglionito mi ha tagliato la strada con il suo bolide anni ’40 che va a spintoni… ma è un’altra storia… Ho inveito, poi ho sorriso, subito! Così solo per bilanciare.

Eh niente.
Sorridi, please!

CHE GIORNATA DI MERDA.

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Ricordati! Non c’è mai limite al peggio.

Arrivi in ufficio dopo aver già consumato la tua dose di pazienza, e?!?

E niente, inizi a dar fondo anche a quella dei prossimi giorni, e no, non è per niente un bene, ma a volte succede, non hai limiti, non hai speranze, non hai certezze, insomma nulla, il vuoto, quello assoluto, no, non quello di qualche matematico quello che…Insomma, come quando ti sembra di essere in un tunnel senza uscita, in questo senso intendo.

Ecco. E’ in una di queste giornate che no, non ti aspetti il colpo di scena perché checchesenedica spesso, troppo spesso, non c’è limite al peggio.

Insomma.

Come quando vai al mare e l’unica parvenza di maschio non troppo latino è il tedesco che sandali, calzini e cappello alla marinara ti gironzola intorno con bottiglia di birra saldamente incollata alla mano, per non parlare del rigolo di sudore che lentamente scivola (così giusto per ricordare una canzone estiva…). Ecco.

Quando tutto va male devi pensare al peggio. Legge di Murphy a parte.

Insomma.

Gesù fu crocefisso di venerdì.

Eva con la storia della mela, arrivò di lunedì per buona pace di tutti i maschilisti.

La barca di Noè visse la sciagura di venerdì.

Insomma.

Il venerdì è tragedia.

Ora, paragona la tua giornata di merda con un venerdì qualsiasi di qualcun altro, magari uno dei tre personaggi sopra citati. Ecco.

Pensaci bene la prossima volta che starai pensando, certo che oggi è proprio una giornata di merda.

 

 

VENTIQUATTRO ORE?

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Sono arrivata alla conclusione che io leggo troppo.

Si.

Posso sembrarti una pazza scatenata, posso sembrarti incoerente, posso sembrarti una logorroica.

Ebbene si, sono questo e tanto altro ancora.

Comunque.

Dicevo che sono arrivata alla conclusione che mi devo dare una regolata, scegliere con cura cosa leggere e come farlo, insomma la regola delle cinque domande dev’essere applicata attivamente alla mia vita. CHI DOVE COME QUANDO E PERCHE’.

Sembrerà strano, ma ieri sera ho perso il controllo.

No, nessun sbarellamento fisico, solo mentale, ma è altrettanto sconvolgente accorgersi che no, non capisci cosa stai facendo, che si, stai seguendo un vademecum alla lettera.

Ora, ti rendo partecipe della mia difficoltà, o del mio disagio per dirla come un altro blogger.

Di quante ore è fatta una giornata? Ventiquattro, risposta corretta.

Ora.

Secondo uno studio pare che dovremmo fare almeno sei pasti al giorno, masticare ogni boccone per trentadue (si hai letto bene, una per ogni dente) volte.

Ecco, questa operazione rapisce circa trentadue secondi, ipotizziamo che un pasto sia composta da venti bocconi, impieghiamo solo per mangiare circa un’ora al giorno.

E diventano ventitrè.

Ora.

Dovremmo bere almeno due litri di acqua al giorno.

Bene anche qui una mezz’oretta se ne va, perché no non va bene bere tutto insieme, ma dovremmo fare piccoli sorsi, quindi tranquillo, mezz’oretta e sono buona.

Siamo a ventidue e mezzo.

Toglici le otto ore di lavoro standard, siamo a? quattordici e mezzo.

Toglici le otto ore di sonno, che è l’orario minimo per un buon riposo, il risultato è sei e mezzo.

Bene ora?

Allora, mancano sei ore e mezzo per finire la giornata, anche se pare che non sia ancora iniziata.

Dopo ogni pasto devi lavarti tutti e trentadue i denti, compresa una pulizia profonda fatta di filo interdentale.

Secondo uno studio non so bene di chi sembra che la pulizia perfetta per i denti debba durare almeno cinque minuti.

Quindi tu, che hai mangiato sei volte in un giorno, impieghi, trenta minuti per lavarti i denti.

E siamo a sei.

Ora.

Per mantenere saldi i rapporti d’amicizia, familiari e di cuore dovresti incontrare i tuoi amici barra familiari barra altra metà almeno mezz’ora al giorno, svolgendo attività diversificate a seconda del soggetto, ovvio, no?

Ecco.

Considera che se è l’altra metà del cuore che incontri e “fai veloce” ti parte un’altra mezz’ora.

Sei a cinque e mezzo.

Un’altra mezz’ora per un’amica così a caso e a turno, una per giorno, altrimenti sfori con i tempi.

Ora.

Minimo ti serve mezz’ora per, nell’ordine ma anche no:

  • svuotare la vescica, i due litri d’acqua iniziano a farsi sentire
  • fibre, e cibo ingurgitato, già pre digerito e quindi di più facile espulsione per essere fine.

 

Sei a cinque.

Vuoi non mangiare una mela al giorno?

Ricordati di correre a lavare i denti!

Quindi sei così con i conti della serva a a quattro e quarantacinque.

E il potassio? Non dimentichiamo questo prezioso alleato! Altro quarto d’ora tra masticazione, lavaggio e pulizia. Bene sei a quattro.

E la casa?

Non la puliamo?  Stiamo superficiali e pensiamo solo ad una spolverata ed una passata per i pavimenti. Un’ora?

Ecco sei a tre.

Vuoi non considerare il tempo per andare a prendere il pane, il latte, e qualche altro bene di prima necessità necessario ogni giorno? Non so, tipo una brioches con il cioccolato fondente strabordante?

Sei a due e mezzo.

E la strada? Per arrivare in ufficio, tornare a casa, rigare la macchina mentre la metti in garage, sbraitare ed arrabbiarti? Ecco. Sei a due se tutto va bene?

E la forma fisica? Mezz’oretta di camminata è il minimo. Aggiungiamo altra mezz’ora di crossfit? Massima resa per poca attesa?

Sei ad una e mezza.

Scusa ma non cucini? Non aspetti che qualcuno lo faccia per te?

Bene sei ad un’ora, piena , ma una sola.

Ed ora? Dirai… Brava Marta hai fatto avanzare un’ora.

No.

Io tendo a prendermi cura anche il resto del corpo, smalto compreso.

Quindi ora che mi lavo i capelli, mi metto lo smalti asciugo lo smalto… Ecco. Le mie ore sono finite.

Buona Giornata!

 

 

 

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE

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21 Settembre 2016, oggi è l’ultimo giorno d’Estate.

Fossimo in un altro anno oggi, sarebbe il primo giorno d’Autunno, ma quest’anno no.

Comunque.

Oggi è anche la giornata internazionale della pace.

E niente.

Dato che non mi è chiaro a quale mondo si riferisca provo da oggi in poi a non arrabbiarmi minimamente per una giornata intera. Vedremo quando riuscirò, SE riuscirò a pubblicare questo articolo.

Ora.

Oggi, me la sono già bruciata.

L’occasione intendo, non la pazienza, quella pare essere infinita.

Lo spiacevole inconveniente è accaduto questa mattina, mentre in macchina mi recavo al lavoro.

Una mamma qualsiasi ha attraversato la strada compiendo un’imprudenza verso i miei riflessi (per niente svegli), quindi nulla, le imprecazioni hanno preso il sopravvento e la mamma in questione è arrivata all’asilo, senza pargolo e con un’espressione poco felice in viso.

Nulla, per oggi è andata.

22 Settembre 2016, ieri era l’ultimo giorno d’ Estate.

Fossimo in un altro anno oggi, sarebbe il secondo giorno d’Autunno, ma quest’anno no.

Comunque.

Ieri era la giornata internazionale della pace.

E niente.

Dato che ieri mi sono bruciata l’occasione ho spostato tutte le speranze su di oggi.

Nulla, esattamente come ieri, dovrei cambiare strada per arrivare in ufficio con i nervi a riposo, se continuo così rischio un arresto cardiaco.

23 Settembre 2016, l’altro ieri era l’ultimo giorno d’Estate.

Niente, stessa situazione.

24 Settembre 2016

Sabato. Oggi dormo, mangio e pattino.

Fine della storia.

Oggi! Porca Miseria! Era oggi che dovevano istituire la giornata internazionale della pace!!!

Oggi!!

Così…

Mi bruciavo l’occasione con una motivazione ad cazzum.

# IO SONO MANCINA

Io sono mancina, e tu?

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Immagine presa dal web

Appartengo a quel 10-12 percento della popolazione mondiale che è mancina.

Appartengo ad una minoranza, ma non mi sento discriminata.

Appartengo ad una categoria di persone che sono:

  • IMPREVEDIBILI (CELO)
  • FANTASIOSI (CELO)
  • ADATTABILI (CELO)
  • RICCA E FAMOSA (MI MANCA)

Nonostante l’ esile percentuale sono molte le persone più o meno famose, dai diciamo note che sono mancini, potrei citarne alcuni, ma non voglio far torto a nessuno.

Anni fa, quando ero un piccola fanciulla in preda ad i primi approcci scolastici, mi ripetevano che la sinistra è la mano del diavolo, ero obbligata ad usare la destra, ma l’ incapacità e la tolleranza di una maestra che “vedeva avanti” mi hanno aiutato ad esprimermi con la sinistra, la mano del diavolo appunto.

A scuola questa dote mi ha creato qualche problema, trascinando la mano durante la scrittura arrivavo alla fine della giornata con tutto il palmo zozzo di inchiostro.

Era difficile mettermi alla destra di qualcuno perché immancabilmente ci scontravamo, quindi ero delegata come ultima della fila, a sinistra possibilmente.

Crescendo, mi ero appassionata di lavoro a maglia, ma trovare una persona che me lo insegnasse era difficilissimo, così abbandonai l’ idea di farmi i maglioni da sola e preferii sedute si shopping circa meno quasi compulsivo.

Oggi non sono in grado di fare quasi nulla con la destra.

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Immagine presa dal web

Fatico a usare entrambe le mani, scrivo a mano con la sinistra, il mouse è nella parte sinistra della scrivania, così come il recipiente delle caramelline, per quando sono un po’ giù di morale o quando ho un’ altra scusa qualsiasi, la calcolatrice è alla sinistra…E’ un po’ come il mondo da una parte il sovrappopolamento dall’altra il deserto.

In realtà fatico anche a fare altre cose, ma non c’ entra niente il fatto di essere mancina, per esempio, io la pizza non la so tagliare con le posate… ma è tutta un’ altra storia.

Ah! a Milano hanno aperto un negozio per soli mancini… beh! Per me è il paradiso, come portare un bambino alla Toys per scegliere i regali da dire al Babbo (Natale, Of Course!).

Cervello

Immagine presa dal web