QUESTIONE DI SCELTE

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Lo faccio o non lo faccio?

Lo faccio o non lo faccio? Masssì dai! Lo faccio.

Eccomi.

Anche io sono caduta nella morsa del trip mentale del “oh! Ma quanto fa freddo?”

Il freddo si sta impossessando di me.

Sono in macchina, penso rifletto elaboro.

Guardo lo schermo. 41°, hai letto bene.

Ora.

Che io sia pazza è un fatto conclamato, che ancora non sia stata ricoverata in qualche struttura specifica è solo perché non dispongo dei denari sufficienti per passarci anche solo un giorno.

Ma.

41°, li segna la macchina, non io.

Io leggo.

E penso.

Certo che la mia macchina si sta plasmando con la mia mente, io sono pazza e pure lei impazzisce, dal freddo.

Incredibile.

Colta da chissà quale entusiasmo abbassi il finestrino, decidi di fidarti della tua macchina del resto, fino ad oggi non t’ha tradito.

Ma poi anche lei ti volta le spalle.

Fuori ci saranno almeno – 3°. La parte sinistra della faccia mi si trasforma in una lastra di ghiaccio. Fuori si gela, e la mia macchina è impazzita.

Questo comunque è un dettaglio.

Dicevo.

Nulla. Non dicevo nulla. Il freddo mi ha fatto dimenticare ogni cosa.

Forse però con il senno del poi il mio inconscio mi stava dicendo che no, era meglio non farlo.

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FA CALDO.

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Io non so da voi com’è.

Ma qui, fa caldo, ma caldo caldo eh!

Si sta iniziando a boccheggiare, la gente va fuori di melone e si incolpa il caldo, perché è sempre una valida scusa, anzi spesso.

Alla televisione partono i soliti consigli del: Bevete molto, non uscite nelle ore più calde, attenzione ad anziani bambini ed animali.

Insomma tutto nella norma.

Ah! No, sui social impazzano quelli che:

“Al primo che si lamenta del caldo bla bla bla.”

“Al primo che si lamenta bla bla bla.”

Ecco.

E poi ci sono io.

Scema di mio, caldo e non caldo.

Sclerata di mio, ed il caldo accentua solo la situazione.

Ecco.

Arrivo in ufficio.

Il lavoro qui aumenta a dismisura, passo da una temperatura di pinguini in gita scolastica ad una in cui anche un safari è sconsigliato, ci stiamo capendo?

Oggi me la sono presa con me stessa.

Perché arrivo in macchina e sudo, ma sudo di brutto eh! Gocciolo proprio.

Ed inizio a pensare. Che tra l’altro faccio una fatica becera in sto periodo, non tanto a pensare quanto a fare discorsi di senso compiuto, mi viene proprio difficile.

Insomma.

Mentre gocciolo, e mi lamento, ad alta voce, da sola in macchina, mentre qualcuno preso da un eccessivo buonismo mi bussa al finestrino inconsapevole del destino che l’aspetta.

Ecco.

Mentre penso, uno qualunque, mi bussa al finestrino e mi dice di aprire la macchina.

NO. Metto la retro ed esco dal parcheggio, lasciando il povero incauto uno qualunque in balia di se stesso.

La pazza non sono io, o almeno, non solo io, voleva un passaggio.

Certo.

Di questi tempi vuoi un passaggio????

Ecco.

Pazza si. Incosciente ANCORA no. Con sto caldo poi…Fare pubbliche relazioni. Ma muori, va!

L’ESTATE DI SAN MARTINO

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PIXABAY

Ecco ci siamo.

Anche quest’anno è arrivata!

Ieri pensavo che finalmente questo week end potevo stare tranquilla… E invece stamattina? Ecco la prima risposta.

Piove. Cazzo, qui, piove.

Ora.

L’estate è per antonomasia, calda, sole, afa (magari poca se siamo fortunati e via discorrendo).

Quindi, di conseguenza, quella di San Martino dovrebbe essere, tiepida, soleggiata e zero pioggia.

No.

Quest’anno il clima mi ha tirato un brutto scherzo.

Il primo giorno dell’Estate di San Martino è piovoso.

Non mi resta che sperare e non disperare, ci sono altri tre giorni… l’ estate di San Martino infatti dura per ben altri tre giorni.

Questi giorni di clima mite, in mezzo all’ inverno (perché qui è già inverno) dovrebbero essere ristoratori.

A lunedì l’ardua sentenza.

L’ ESTATE DI SAN MARTINO ecco cos’è:

“L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri. La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore. “

 

STO MALE

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Immagine presa dal web

Non so voi, ma io oggi sto malissimo,
– ho un freddo incredibile,
– mi fanno male tutte le ossa,
– il naso mi cola,
– la testa mi gira,
– i muscoli sono intorpiditi,
– le mani sono congelate,
– i capelli stopposi,
– e i piedi??? Lasciamo stare!

Io non so Voi, non so come avete passato questa nottata, ma la mia è stata difficile, qui da me, nella mia zona fa un freddo boia, questa notte, volare di tetto in tetto è stato veramente faticoso.
Certo la parte positiva è che non mi sentivo sola, non ero l’ unica, eravamo veramente in tante, ma io ho voluto fare l’ antica o meglio non ho fatto in tempo ad aggiornarmi e di conseguenza ho dovuto usare ancora la scopa vecchia mezza sgualcita oramai da buttare.
Le altre invece avevano quella hi-tech, con i led infrarossi, con il riscaldamento incorporato, con il navigatore, quindi niente mappa e puntini blu, niente preparativi, una mail e via! Tutte le destinazioni perfettamente sincronizzate con il tempo di sosta cronometrato…
Mi devo aggiornare, per il prossimo anno anche io voglio la scopa di saggina hi-tech.
Per quest’ anno è andata così, eccomi con i soliti postumi da after lavoro, demolita fisicamente e destabilizzata psicologicamente, io che adoravo guardare le stelle nelle notti della Befana, mi dovrò convertire a questa tecnologia e mettere in conto che dal prossimo anno il mio capo dovrà restare chino sul display, sarà un po’ come andare in treno o in autobus o uscire con gli amici, dove ognuno commenta lo sfogo del vicino di sedia con qualche emoticons su whatsapp.
Il prossimo anno sarà così, forse, intanto godo della bellezza del cielo stellato di questa notte, che cari miei ometti, per voi sarà qualcosa di irraggiungibile, perché qui le Befane siamo noi e soltanto NOI!

#MATTA

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Immagini presa dal web

Oggi mi sto convincendo di essere matta, di non essere registrata, di arrivare ad un rosicato 90%…

Oggi mi sento così, il clima in ufficio è pesante, le mestruazioni si prendono gran parte della colpa anche se avere il ciclo trenta giorni su ventinove è alquanto strano, ma succede, eh!caspita se succede!

Io invece sono sorridente e socievole, non che gli sbalzi ormonali non incidano anche sul mio umore, ma io non riesco per natura ad essere triste, pitima e rompiscatole.

Ecco perché mi sto convincendo di non essere proprio normale, che poi, normale cosa significa?

Essere mogia e triste per la maggior parte della giornata? Essere razionale con raziocinio in ogni azione compiuta o da compiere?

Io ragiono, penso  e vivo di pancia, sempre, o quasi sempre.

La collega è giù di morale, io anziché stare nel mio le racconto una delle tante (dis)avventure capitate, ed ecco che un timido sorriso si fa spazio sul viso.

Ma anche li, quale collega con il muso lungo?

Nel mio ufficio siamo in nove e mezza, ma nella stanza in cui ci sono io siamo in due.

Passiamo la maggior parte della giornata a lavorare, ma capita di perderci in discorsi filosofici o filosofeggianti.

Tipo quello di ieri, di cosa parlavamo?

Praticamente lei che chiamerò D è fissata con i drama giapponesi e coreani, sogna incessantemente di volare in Corea e elogiarsi per l’ altezza rispetto al coreano medio.

  1. è alta, molto alta, alcuni clienti, di quelli simpatici la chiamano “coscia lunga”, quindi ti lascio immaginare quanto sia alta.

Dicevo, ieri si parlava o meglio lei mi raccontava l’ ultimo drama che sta vedendo, divertentissimo, ti racconta dettaglio per dettaglio ciò che succede, giorno per giorno ti aggiorna sulla puntata o sulle puntate che le hanno impedito di chiudere occhio la sera prima.

Ecco, in questa stanza posso dire che regna l’ entusiasmo.

Con il tempo ho imparato alcune cose sui drama.

Se è giapponese il protagonista o il co-protagonista muore di una malattia lunga e misteriosa.

Se è coreano è solitamente incentrato sul lavoro e sulle necessità di fare carriera, in ogni caso rispecchia, credo, la realtà del posto, un luogo in piena espansione.

Se è cinese è sicuramente copiato.

Sei ancora convinto che io sia matta?

Questo è un piccolo stralcio del mondo che mi circonda… Se nel mio parlato mi capita di fare riferimenti a cose per te stranissime è perché il mondo che mi circonda è Unico, un po’ come me, ricordi? UNICA COME TANTE.

In ogni caso, qualsiasi sia la tua convinzione, io sto bene così, se non mi capisci non devi far altro che chiedere. Posso aiutarti a farti capire meglio il mio mondo.

L’ obiettivo di strappare un sorriso, vale qui e vale fuori di qui, con il tempo mi sono resa conto di essere una persona positiva e se proprio devo essere sincera in questi panni ci sto bene… Magari oggi ho nuovamente sbagliato out fin, in ufficio fa un freddo cane e sciarpa, dolcevita e maglioncino non sono sufficienti, domani magari metterò anche i jeans felpati.