PASTA

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Lo so, dovrei rimettermi seriamente a dieta, ma ‘ncia posso fa!

É un periodo che sono PASTA DIPENDENTE.
Io, che mi sono sempre definita onnivora perché mangio di tutto, a rotazione, quasi tutto.

Tralasciamo i miei limiti mentali che mi spingono a desiderare ardentemente alcuni alimenti, ma senza mangiarli perché “ha la pelle” “ha i semi” “caldo non mi piace…” .
Insomma.

Sono solo fissazioni.

Nell’ultimo periodo ho scoperto un amore incondizionato verso la pasta.
Integrale, per essere precisi.
Pasta integrale condita con olio crudo, per essere puntigliosi fino allo sfinimento.

E allora perché non dimagrisci?

Perché dopo la pasta mangio un cioccolatino, perché non rispetto le quantità indicate dal medico di turno, perché faccio sport quando mi pare, perché non ho voglia di sbattermi e magari dopo la pasta integrale condita con olio extravergine d’olivo mangio una fetta di pane (sempre integrale, non sia mai!) e salame.

Io i miei limiti li conosco.

Ora è giunto il momento di superarli.
Così, per dire.

 

L’ESPERIENZA INSEGNA

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Esistono frasi fatte che lasciano il tempo che trovano.

E poi ce ne sono altre che, se fino a ieri pensavi fossero campate per aria, oggi ti accorgi che in fondo, qualche verità la nascondono.

La frase “l’Esperienza insegna” è il mio esempio del giorno.

I fatti:

É da un bel po’ di tempo che mi è partito il trip del  – vado a mangiare al giappo – non ha nulla a che vedere con il fatto che io voglio passare lì le mie prossime vacanze.

A me il giapponese piace.

Io non bevo la birra italiana perché ad oggi non ho ancora trovato quella che mi piace.
Sono andata al giappo e ho assaggiato la loro birra, ma quanto buona è?

É alcolica. Tanto alcolica, almeno per me.

Ricordo che i postumi dell’ultima volta sono stati impegnativi, mi ostino ad uscire a cena in settimana, con il risultato che il giorno dopo, la sveglia suona (mortacci sua).
Non ha importanza se la mia testa vive in un altro mondo, devo andare in ufficio per forza di cose.

Che poi.

Forse il problema è che  – ormai ho una certa – e bere troppo, mi fa male. O meglio, bere troppo alcool una sera qualsiasi durante la settimana fa male.

Ed ecco che l’esperienza arriva in mio aiuto.

L’ Esperienza insegna.  Ieri sera sono andata al giappo, di nuovo, in un giappo nuovo per me). E non ho toccato alcool. NIENTE, ZERO, manco un sorso di vino.

Brava Marta.

Oggi va così, mi faccio i complimenti da sola.

 

RI-BLOG. MISSIONE CUCINA

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Che io sia una fan sfegatata del cioccolato, è cosa nota e arci nota.

Che io ne sia dipendente, e che forse debba andare a farmi un viaggio in America così giusto per spendere millemila euro in una di quelle cliniche che ti tengono a pane ed acqua e ti fanno disintossicare, è un pensiero ricorrente.

Ma poi.

Scorri le anteprime dei blog ed ecco lì. La foto ti richiama, guardi chi scrive e sapendo che ti piace leggere, non perdi tempo.

Me.in.Milan. e il cioccolato.

RI-BLOG. MISSIONE CUCINA

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Chi l’ha detto che per creare ricette gustose, spaziali, particolari, innovative, (insomma aggiungete tutti gli aggettivi che volete) dovete per forza di cose dilapidare un patrimonio e ripulire un supermercato?

Che poi.

Mica è necessario che le due componenti siano direttamente collegate.

A volte, basta avere una buona connessione internet, fare un giro in un blog ricco e via.

Sperimentare, sperimentare, sperimentare.

Ravanelli e purè.

Due ingredienti basici che possono diventare sfiziosi, come? Paola racconta.

RI-BLOGGO. MISSIONE CUCINA.

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Io li amo.

É uno di quei piatti che quando li vedo in OGNI APERITIVO inizio a pensare, adesso sarete miei, il primo che s’avvicina (anche per sbaglio) viene fulminato con uno sguardo da far invidia al più impavido dei serial killer.

E poi arrivo io.

Passo leggero, sguardo felpato, piatto vuoto e subito pieno.

A me piacciono da matti.

Per buona pace dei vegan friendly e vegetariani convinti.

Questa ricetta di Me in Milan è con la panna, a me vanno bene sempre e comunque.