PASSO DOPO PASSO

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Con il mio Bullet Journal vado che è una meraviglia.
Full color, riempio i giorni con impegni come se non ci fosse un domani.
Evidenzio, elimino, segno come fatto.

Una figata pazzesca.

Ci sto prendendo gusto.
Pensavo che fosse una perdita di tempo, che se già ho poco tempo da dedicare a quello che mi piace fare, in questo modo ne avrei avuto ancora di meno.

Sbagliavo.
Caspita se sbagliavo!

Organizzare il tempo aiuta ad ottimizzare.

Il mantra della prossima settimana, o almeno il mio mantra finché non ne troverò un altro che meglio sposa le mie elucubrazioni mentali.

So good.
Arrivo a sera che riesco ad essere felice di aver dedicato parte, anche una piccola parte della giornata a ciò che mi piace.
Ad una qualsiasi cosa che mi piace.

Depenno, giro pagina e vado avanti.

Chissà quali avventure mi aspettano domani!

 

IO mi auguro.

Ho deciso di farmi un regalo.
In realtà in questi giorni mi sto facendo parecchi regali, ma questo è frutto della consapevolezza.

Io che mi addormento davanti ad un film.
Io che piango con la qualunque. Sì anche con quelli che sembrano palesemente divertenti io piango.
Io che.
Io
Io
Io
È tempo di buoni propositi, o forse solo propositi.
Per il nuovo anno ho deciso di non fermarmi agli stereotipi, di superare i pregiudizi, di affrontare le mie debolezze.
Una per volta.
Per prima cosa nella mia lista dei desideri ci voglio essere io e soltanto IO.
Sbaglio? Forse, ma prima ci devo provare.

Ecco.

Sono andata al cinema, doveva essere un film divertente, la scelta è stata – per compatibilità di orari – BOHEMIAN RAPHSODY.

Certo. Niente a che vedere con l’idea di partenza, ma del resto è quasi sempre così. Tu parti con un’idea e poi le circostanze la stravolgono.

Ecco.

Uscita dal film, è inutile dire con gli occhi gonfi in stile panda, mi sono resa conto che io di Freddy Mercury non sapevo un accidenti.
L’ho giudicato senza sapere.
Mi sono fermata, letteralmente, perché dovevo finire la sigaretta e ho pensato a quante volte ho sputato sentenze senza sapere.
Ho sbagliato. O forse queste esperienze mi sono servite per diventare la cazzara che sono oggi.
Non so, può darsi, o forse no.
So soltanto che è giunta l’ora di fare una curva, scelgo di mettere al primo posto della mia scala del valori IO E SOLTANTO IO.

Ecco.
Ah! Il regalo. Che mi sono fatta è un’agenda, dove tenere traccia dei miei progressi, dove svuotare il mio cassetto dei sogni, dove organizzare quello che – MI AUGURO – voltandomi indietro il trentuno dicembre duemiladiciannove dirò: ERO e NON SONO PIÙ.

Bell’idea?!?