LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #39

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“Alla fine il bipede protagonista di molti pensieri si è dimostrato senza corazza. O forse è la spina dorsale che manca, ma non posso avere la certezza, si è dato la mala. È scappato, non so se a gambe levate o meno, insomma per via della presenza (mancanza) di qualsivoglia corazza.
È andata così.
Palata in mezzo agli occhi, chiudi il libro, volta pagina.
E chissene di tutte quelle persone che dicevano “mi piaci a sto giro”
Chissene appunto.
Resto io con l’amaro in bocca,la tristezza nel cuore ed un’altra lezione da imparare, chissà quale sta volta.
È andata così.
Scappato, fuggito, nascosto.
Non so bene cosa o quando. So soltanto che la scusa è stata offerta su di un piatto d’argento, da me. Ma è un dettaglio come sempre del resto.
Perché sono sadica poco tonica, ma molto sadica. Questo è un dato di fatto.
Bene.
Come reagire?
Iniziando un nuovo percorso fitness che porta allo sfinimento ma quando finisce sono contenta. Tanto contenta. Per un tempo limitato.
Sono contenta per poco e questo basta. Deve bastare.
Insomma.
Andiamo avanti.
Ancora una volta ancora da sole,ma del resto la mia corazza è bella forte.
Chissà cosa riserva il futuro.”

  • Ehi Amica!Perché non mi rispondi al telefono?

  • Perché tutto quello che volevo dirti te l’ho scritto nel messaggio.

  • Si, ok, ma perché non rispondi? Prometto, non ti chiedo niente, dai, solo una domandina, premetto che non tocco l’argomento sport.

  • No Amica, davvero non mi va.

  • E vabbè. Ma puoi rispondermi?

  • Ok.

  • E quindi…

  • Ok, non adesso, prometto che prima o poi ti risponderò!

  • Ehi Bella! Sta cosa non può averti insegnato come NON si risponde al telefono, non può, non vale.

  • Ok. Non ce la posso fare, lo sapevo che non dovevo dirtelo, che palle però.

  • Ok, sto arrivano.

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LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #33

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-No Amica non puoi capire, questa volta proprio no. Lasciami del tempo materiale per poter venire a capo della questione, farmi un’esame di coscienza, ripulirmi l’anima.

-ELLLAMISERIAAA!

-Lo vedi? Sono solo all’introduzione e già t’ho smartellato le ovaie, come posso continuare? Come posso giungere alla fine del discorso senza ipotizzare un tuo insulto? Velato tra l’altro, che ora che lo capisco sono già arrivata alla prossima rotatoria della strada della Vita.

-Ma cosa ti è successo?

-Se solo mi lasciassi parlare, o meglio, se solo evitassi di continuare ad interrompermi, perché passino le tue infinite smorfie, che ricordati, fanno venire le rughe, ma le tue interruzioni verbali proprio mi irritano. Perdo il filo del discorso e con esso…

-No Amica, io mi riferisco al tuo modo di parlare, aspè, di esporti.
Parli tutto strano, associ verbi ad aggettivi che suonano nuovi alle mie orecchie, cosa ti è successo?Perché così? Perché oggi?

-Ehmbè?!? C’ è un giorno particolare per imparare a parlare?

-No, è solo che, secondo me eh, non prenderla a male, tu ti fai condizionare un po’ troppo dai libri che leggi, insomma, sono in grado di modificarti l’umore.

-Non ci vedo niente di strano..

-Ah no?!? Ieri sera mi hai mandato un messaggio, e dalla lunghezza ho da subito avuto il sospetto che fosse un’altra minchiata, scusa il francesismo, ma lo sai, io non vado oltre ai titoli scritti in grande:
“Del resto ho una dignità. Si ma che vada a farsi fottere ogni tanto.
Mi spiego.
Oggi succede questo, in ufficio ci sono solo problemi, sto leggendo un libro che ieri sera mi ha lasciata sconvolta, sono in preciclo, insomma, della serie mai una gioia.
Poi arriva la gioia, così, quando meno te l’aspetti lei arriva.
Mi riscrive uno che avrei fatto carte false poco tempo fa per vedere il suo nome sul display del mio telefono, carte false, ragazza, davvero!
Eh niente, oggi mi scrive.
Ed io. Ho una cazzo di dignità che non so perché, a volte si manifesta di prepotenza senza che l’altra parte di me riesca a gestirla. Oggi è andata così.
Sfanculato esattamente come ha fatto lui poco più di sei mesi fa.
Ed io avrei fatto carte false per lui, ed io ho una dignità che non riesco a gestire, sono una scema o forse no.
Fatto sta che è tornato tra “le chat archiviate”.
Figo, ma stronzo.”
Questo è stato il tuo messaggio, devo andare avanti?

-NO, ho una dignità, ecco appunto.

-Io l’ho capito perché diavolo oggi parli tutta così…Perché vuoi dimostrarmi che mai e poi mai t’abbasserai a rispondergli, perché sei cambiata!

-Eh, però mi conosci…

-Eh appunto!

AMICIZIA

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Dicono che a Primavera tutto rinasce.

Dicono che la Primavera risvegli i sensi, la fame e la curiosità.

Io. Personalmente credo che ci siano poche cose nella vita che non risentono delle stagioni.

L’Amicizia.

Ecco.

L’aggancio perfetto per raccontare il filo conduttore del nuovo numero di Writers.

Anche io ci scrivo ( e poteva essere altrimenti).

Marta, detta prezzemolo, racconta la sua sull’amicizia. Io lo so cos’è l’ Amicizia, io la conosco da vicino, io ne ho tre di Amiche…

La rivista la puoi trovare qui su Drive, qui su ISUU, qui su Facebook, qui su Google+, qui sul web.

Insomma, leggilo dove vuoi e poi riappari per dire la tua, se ti va, of course!

Ah! non ci sono solo io, eh!! Ci sono tante altre persone, e sono certe che alcune le conoscete già…

DUBBI TERRENI

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Che poi in fondo quando mi si dice:

“Va bene tutto, ma fattele due domande.”

Io le domande me le faccio, ne faccio anche tre o quattro, dipende dall’esigenza.

Ma sono le risposte che mi lasciano basita.

Sia quelle che mi do da sola, sia quelle che mi danno gli altri.

Insomma.

Mi rendo conto che spesso, troppo spesso, fatico a collegare fatti a persone, ed ecco che la gaffe è servita, su di un piatto normale, perché quello d’argento poi è un casino da lucidare, è cosa nota che io non sia una brava casalinga.

Sono una persona impegnata, o forse sono una di quelle persone che fa delle priorità la propria esigenza di organizzazione.

Quindi le mie priorità spesso o forse dovrei dire poco meno di sempre non possono essere scollegate dalla mia vita.

Mi spiego meglio.

Perché del resto lo so che questo concetto è contorto.

Sono quasi trent’anni (mese più mese meno) che cerco di renderlo più semplice… ma non avendo mai tempo mi viene difficile.

Insomma.

Spesso mi sento dire.

“Eh però tu non hai mai tempo in orari normali, è ovvio che poi la gente si allontana.”

Ecco.

Il problema, o meglio uno dei problemi che io vivo circa meno quasi quotidianamente è esattamente questo. Il tempo.

E’ un dono, sono consapevole.

Chi riesce a fare mille cose è un super eroe.

Se poi consideri che no, non ho una famiglia a casa che dipende da me, che no, posso andare e venire da casa mia quando voglio senza dover sincronizzare le mie uscite/entrate con gli elettrodomestici, quali lavatrice, lavastoviglie e forno.

Insomma.

Nonostante non abbia questi obblighi spesso, e volentieri, mi ritrovo a rientrare a casa in orari assurdi nonostante le mie otto ore di lavoro in ufficio si svolgano in orari normali.

Mi perdo.

Ecco.

Forse la spiegazione più plausibile, o meglio.

La risposta ad una delle domande che mi faccio è “IO MI PERDO”

Ora concordi che anche le risposte lasciano a desiderare esattamente come le domande?

Mi perdo perché passo da mio papà per un saluto, magari strada facendo incontro qualcuno che non vedo da chissà quanti millenni e poi, e poi, e poi.

Ecco che l’appuntamento fissato con ampio anticipo di almeno una settimana per la serata va a farsi benedire e niente.

Succede così.

Uno dopo l’altro perdo papabili compagni di vita, così come amici, o forse amici che in realtà non sono.

Perché un mio amico capisce questo mio modo di essere e mi vuole bene anche per questo.

Io non sparisco.

Io in ogni caso ci sono.

Forse di meno, forse nei miei momenti, ma no, non sparisco.

Un messaggio un saluto così in un momento che non ti aspetti io te lo mando.

Ovviamente se a te ci tengo.

Diversamente nulla.

E niente.

Mi ritrovo un quarto d’ora libero e cosa faccio? Scrivo di ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato.

AMI CI CI

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Immagine presa dal web

Dear E.

Arriverai con la tua solita faccia da schiaffi e dirai “Ciao! Sono tornato!”

E’ un sacco che non ti vedo, avrai sicuramente mille avventure da raccontare tu che vivi il mondo.

Mi duole ammetterlo ma sì, mi sei mancato.

E non intendo dire che mi sei mancato come una cartella di equitalia.

E non intendo dire che mi sei mancato come l’afa di Luglio.

E non intendo dire che mi sei mancato come una vescica durante una passeggiata.

Intendo dire che mi sei mancato come un fiore a Primavera, come la mamma rondine con del cibo per i piccoli rondine, come una bibita fresca in una sera di mezza estate.

Ecco.

Mi sei mancato perché è bello ascoltare le avventure, che tu giramondo puoi permetterti.

E’ bello raccogliere aneddoti che ti riportano bambino e ti fanno brillare gli occhi, quando parli degli insegnamenti di tuo papà.

A volte mi hai lasciato con l’ amaro in bocca.

Perché riesci, parlando di questi aneddoti, a trasmettere il sentimento che provi per i tuoi genitori.

Per tua mamma che ti ha cresciuto, per tua zia al pranzo irrinunciabile della domenica.

Insomma mi è mancato ascoltare la tua quotidianità, perché del resto di questo si parla durante notti infinite di lavoro per me e di riposo comodamente seduto in poltrona d’onore per te.

Ecco.

Oggi lavori, intendo dire, oggi fai un lavoro vero e ti sei reso conto che lavorando si arriva a sera stanchi.

Aggiungi il fatto che c’è lo sport, passione irrinunciabile per te, poi forse, ma questo non lo ammetterai c’è anche qualche ragazza che ti ha allontanato dalla “focaccia pomodorini e olive grazie”, del venerdì sera.

Ma sei tornato, finalmente, e io sono veramente contenta perché ancora una volta potrò allietare momenti notturni di indissolubile solitudine con le tue “lezioni di vita”.

Certa che mi sentirò dire ancora per tanto tempo che sono una persona chiusa ottusa (e via dicendo…) ti ringrazio per essere tornato, perché io ci tengo a te, lo sai, te l’ ho detto tante volte.

Nonostante io sia una persona chiusa ed ottusa riesco a dire alle persone che gli voglio bene, e sai perché?

Perché è solo trasmettendo positività che questa ti torna indietro, quindi aggiungi pure al tuo repertorio la parola egoista.

Ciao E.

Buona notte e ricordati che ti voglio bene!