ZIO BILLY!

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La mia nuova imprecazione, che uso anche come intercalare è zio billy.

Scritto così in minuscolo se lo sto usando come intercalare oppure scritto in stampatello se lo sto usando come imprecazione.

Prova anche tu, segui il mio consiglio.

Ora.

Ci sono parole e parole.

Però da quando ho scoperto questa la infilo in ogni dove.

Sto parlando con mia mamma di cosa mangiare per cena e ci accorgiamo di non avere la pietanza che tanto sto desiderando?

“zio billy mà, mangiamo qualcosa di diverso…”

Sto camminando per strada ed involontariamente mi si slacciano le stringhe che ho legato qualche minuto prima ma ero ancora avvolta dalle accomodanti braccia di Morfeo e di conseguenza rischio un carpiato sul cemento grazie al cielo non di recente stesura?

“ZIO BILLY!!!!”

Sono in ufficio e la collega lancia un refuso presente nella sua borsa che molto ha di valigia e poco di borsa e ti rovescia un bicchiere di caffè sulla scrivania causandoti una macchia imbarazzante sull’ unica maglietta bianca rimasta nel tuo misero armadio in previsione delle imminenti vacanze?

“ZIO BILLY COLLEGA!!!”

Potrei andare avanti all’infinito aumentando in maniera più o meno proporzionale l’ utilizzo della mia nuova parola preferita ma no, mi fermo qui.

Non è volgare. Non esattamente per tutti, per buona pace di tutti quelli che hanno uno zio che di nome fa Billy, ma dai, quanti possono essere? Dai, quanti sono stati battezzati come Billy? E poi, dovrei incontrarlo proprio io una persona con questa particolarità, che possibilità c’è? Una su un milione? Zio billy che sfiga.

E niente.

Se per molti il tormentone è il ritornello di una canzone, per me è un imprecazione.

Non ricordo dove l’ho letta, vista, sentita, so soltanto che per me entra nella categoria di quelle parole che pronunciate ad alta voce ti aiutano a cambiare l’umore.

Che poi, così giusto per dimostrare che tutto torna, la teoria dell’attrazione e tutto il resto..

Lo zio Billy è uno zio americano ed io sto per volare in America…

Zio Billy che attesa!

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LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #30

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  • Eh lo vedi? Quando ti dico -Amica, cerca di essere sempre almeno presentabile quando esci di casa, perché non si sa mia cosa può succedere…-
  • Quando mi dici così vedo in controluce mia nonna che ripete “La biancheria, Marta! Ricordati di indossare sempre biancheria pulita!”
  • No, Amica… Io mi riferisco a te, stamattina… Perché non mi ascolti mai?
  • Eh bo. Però dai, anche il Karma, è un bastardello, eh! Ti pare di affrontarmi la mattina così presto?
  • Marta! OTTO E TRENTA NON è PRESTO!
  • Non urlare che mi irriti i timpani. E comunque non so neanche chi è, magari è un ladro, magari uno scappato di casa.
  • Da come me l’hai descritto può essere tutto a parte questo.
  • Ma lo sai che viaggio con la fantasia…
  • Si certo, ma riportando dettagli d’abbigliamento puoi essere fantasiosa quanto vuoi, ma quello è e quello resta.
  • Vero. E comunque ho pensato che il mio karma me l’ha fatto incontrare per ricordarmi che posso usare anche lo spagnolo per salvarmi in corner nella città multi culturale.
  • Sei la solita! Sei in America, sei pregata di sforzarti e parlare inglese!
  • Si, però parlano anche spagnolo, no?
  • Si certo anche italiano se è per quello, anche nel linguaggio dei segni… Insomma, puoi esprimerti come vuoi…Sta a te capire cosa è meglio per farti capire il prima possibile. Ah! Amica! Ricordati però che quello che per te può sembrare il “meglio” non è detto che lo sia anche per gli altri. E’ una sottigliezza, ma conoscendoti è di vitale importanza.
  • Vale!Vale!
  • Eh???
  • Vale, che si legge bale, in spagnolo significa OK.
  • Senza speranza. Sono senza speranza.
  • Ehi!Amcia! Benvenuta nel club! #NSP (altrimenti letto, Noi Senza Speranza)
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LOSER

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Ho un problema,non sono capace a perdere.

Attenzione, non voglio peccare di presunzione ed essere definita una vincente, oddio,dovesse sfuggire questa osservazione non mi tirerei indietro ma.

Eccoci, al ma.

Io non gioco.

In senso lato, sia chiaro, spesso non gioco perché io non voglio perdere.

Quel senso di sconfitta mi attanaglia e a me non piace.

Che poi.

Vengo accusata di non saper giocare, ma il problema, se così lo si vuole definire è che non mi piace perdere, e questo non è direttamente proporzionale al fatto di saper o non saper giocare.

A me non piace perdere e basta.

E quindi non gioco.

Lo faccio spesso, io sono una di quelle persone che quando arriva la palla la schivano, e non perché io non voglia giocare, semplicemente perché a me non piace perdere.

Io non gioco, così risolvo il problema alla fonte.

Io osservo,così posso imparare, a giocare, il giorno che imparerò a perdere.

Del resto pare che il mestiere si rubi prima di tutto con gli occhi, giusto?

Io non gioco, a me non piace perdere.

Io osservo, a me non piace perdere.

Io imparo, e ti batto, il giorno in cui mi stancherò di sentirmi dire che sono una perdente.

Chiaro il messaggio?!?

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LE RUBRICHE DI MARTA: ENGLISH LESSON #13

frasi in inglese

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LE RUBRICHE DI MARTA: 3 BUONI MOTIVI PER… FARE COLAZIONE LA MATTINA!

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Non fare come me.

Anzi, non fare come la me prima di questa convinzione di voler dimagrire, e, si, il primo passo è crederci.

Anzi no.

Il primo passo è convincersi, il secondo è crederci, il terzo è applicarsi.

E tra i tre processi non deve intercorrere un periodo temporale troppo esteso, altrimenti tutto è perduto, quasi tutto.

Comunque.

Una delle prime cose che troverai in libri dedicati all’argomento, piuttosto che in articoli internet, piuttosto che da un personal trainer saranno queste.

  • Fai colazione
  • Mangia sano
  • Fai sport

Chiaro. Tre semplici regole che ti porteranno a raggiungere il risultato, e poi ci sono io.

Io che mangio sano, io che faccio sport TUTTI I GIORNI, io che faccio colazione, due colazioni.

La prima e la seconda regola non sono strettamente correlate, nella mia mente, intendo.

  • La colazione ti permette di avere le energie necessarie per affrontare la giornata.
    Io ne faccio due, la prima, più sostanziosa mi serve per svegliarmi, soddisfare la mia voglia quotidiana di dolce, uscire di casa ed arrivare in ufficio.
    La seconda mi serve per affrontare la giornata, soddisfare la mia voglia quotidiana di dolce.
  • La colazione ti permette di ingurgitare quantità esagerate di zuccheri, carboidrati e grassi saturi lasciando che il senso di colpa non s’affacci alla finestra della coscienza. Ho una giornata per smaltirla, ed io ce la faccio.
  • La colazione serve per riprendere possesso del mondo. Quei cinque, dieci, quindici minuti di silenzio assoluto mentre assaggi la fetta biscottata multi cereali strabordante di marmellata di arance (amare, per la cronaca, queste erano in offerta con il mio enorme disappunto!) e poi il caffè e poi un bicchiere di yogurt con il muesli croccante.

Insomma.

Pare che mangiare sia uno dei piaceri della vita.

Io ho imparato ad accontentarmi e mangiare come se non ci fosse un domani solo a colazione. E poi si sa, quando le cose le faccio io, o cerco di farle bene o lascio perdere, ed in fatto di colazione, cerco di farle bene.

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