LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #37

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  • No, Amica, non puoi capire, a sto giro veramente no. Cazzo no.
  • Eccola, parti male, respira a fondo, siediti, respira ancora…
  • Fai una giravolta e salta ‘naltra volta?
  • E ma… Va che non vai bene così eh!? Non puoi fare la donna con il ciclo quaranta giorni al mese.
  • Non posso No. Certo che no. Novembre ha solo trenta giorno.
  • Era per dire Amica, passamela.
  • Cosa?
  • No vabbè, non ci siamo, Zia, non ci siamo!
  • Mi stai dando della vecchia? Mi chiami Zia per questo?
  • No ti chiamo Zia perché una vocina mi ha detto che a sto giro c’è un debole su Milano, e pare che là si usi spesso chiamare zia un’Amica.
  • Si, ma qui siamo a Bergamo e zia vuol dire un’altra cosa se detto così.
  • Va bè, lasciamo perdere. Dimmi cosa c’è che non va.
  • Ma no niente… Volevo fare quella tutta sexy e femme fatale, ma ho fatto ridere… Che poi non è una cosa brutta, cioè insomma, lo sai no, come sono?
  • Si lo so, a volte parli ad cazzum.
  • Esatto…
  • E niente praticamente mi ha detto che gli facevo venire i brividi.
  • COSA GLI HAI RISPOSTO?
  • Vestiti se hai freddo.
  • No Marta, Cazzo no.
  • Vedi? Io e te siamo proprio amiche, reagiamo nello stesso modo.
  • Si, ma no. Non va bene. Ehi bella! Non è che se non sai cosa dire devi ripetere quello che ho detto io, eh.
  • Va beh. Cioccolata?
  • Si dai, aspè, chiudo la giacca perché fa freddo…
  • Eh già prima che ti vengano i brividi.
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COSA C’è DIETRO?

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Stavo camminando con le mie scarpe nuove.

Spesso mi senti dire:

“Io sono povera, non ho tante scarpe, e  ti dirò… In questa condizione non ci sto nemmeno male malissimo.”

La risposta che mi sento dire invece è:

“E sta cagata? Da dove ti viene? Sentiamo cosa c’è dietro.”

Perché chi mi conosce lo sa, c’è sempre un ragionamento fondato dietro ad ogni mi esternazione apparentemente a casaccio.

Sempre. Non dimenticarlo nemmeno tu, che ancora non mi conosci, ma sei incuriosito/a dal mio blog. Sappilo! No dai, non è una minaccia, un consiglio.

Ho un problema ai piedi.

Aspè. In realtà per risolvere questo problema ai piedi dovrei risolvere il problema nella testa, per via di quel discorso che gli estremi del nostro corpo sono collegati, non perché ragiono con i piedi, sia chiaro!

Ammesso che questo problema nella testa è pressoché irrisolvibile, ecco che io detesto comprare le scarpe. Per mille motivi, validi, anzi no, validissimi.

Sono taccagna, non mi piace andare a fare shopping, mi scoccia quel spogliati, prova, rivestiti, mi da fastidio stare nei camerini con quella cazzo di luce che ogni volta mi causa la necessità di vedere un terapeuta (bravo possibilmente)… Insomma, a me andare a fare shopping non piace.

Poi succede che sto andando a comprare la marmellata e tac. Vedo quelle scarpe che cazzerola, mi servono proprio.

Le compro, le indosso.

Il giorno dopo ci vado in ufficio.

Succede che piove, si scivola, io inciampo.

E niente. Le scarpe non le dovevo comprare! E’ il karma!

 

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LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #90

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ALLA FINE L’HO LETTO.

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Alla fine l’ho letto, l’ho scelto e sono arrivata fino in fondo.

E’ un libro leggero, anzi no, è un libro profondo, no, sto ancora sbagliando, la definizione più corretta è:

” E’ un libro a tratti profondo a tratti no. E con no, non voglio dire scontato o superficiale, semplicemente leggero, a volte.”

E’ una questione di punti di vista.

Nella vita ci sono dei segni, che ci crediate o no, che ci dicono quale strada seguire, che ci fanno capire quanto siamo unici nelle nostre diversità.

Sembrano cazzate (lo vedi che è leggero?!?). Sono cose fondate (lo vedi che è profondo?!?).

Questo libro m’ha lasciata così: “Eh, quindi?”

Quindi niente. La parola Fine non è ancora stata scritta, e per inciso non sarò io a scriverla, o almeno non intenzionalmente, credo, certo ho dei valori che forse non sono fondati per tutti, ma per me lo sono.

Disorientata.

Questo libro m’ha lasciato così.

Una cosa è certa, una cosa l’ho capita.

E’ sempre una questione di punti di vista, a prescindere da quale sia il tuo, devi fare una cosa, importi su te stesso, crearti dei valori e perseguirli, forse allora, avrai un significato in mano, qualcosa di sostanzioso seppur non tangibile.

Oggi va così.

 

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PECHINO EXPRESS. SEMIFINALE

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E’ quasi arrivato l’inverno, più in generale oserei dire che è arrivata quella stagione in cui non ti senti in colpa se stai stravaccata (esattamente nel senso del termine) sul divano in tenuta anti sesso, pigiama e calzini di lana modalità Christmas time.

Bene ma non benissimo.

Finisci per guardare la televisione ed addormentarti sul più bello, perché il tepore ti culla, perché s’è fatta ‘na certa, perché ogni scusa è buona.

Ma, qualcosa ho visto.

Il Costa, oramai divenuto internazionale, inizia la puntata rinvangando ricordi della strada percorsa.

“Avete attraversato mondi diversi, il mare delle Filippine, le montagne di Taiwan, i palazzi di Tokio.”

Bello.

“Solo se saprete superare i vostri limiti potrete arrivare fino in fondo.”

Non sono proprio d’accordo, ma poco importa.

I km da percorrere nella puntata sono 416, si passerà da Naghaama e poi per Fujishima… Io sono pronta!

Al via la gara e con essa la prima missione! Le menti diaboliche che si nascondono dietro la cinepresa dimostrano che sì ancora una volta i gareggianti si dovranno integrare con la cultura che li sta ospitando.

Non va proprio benissimo.

Ad ogni coppia viene consegnata una busta, ora dovranno trovare qualche buon’anima che permetta loro di accedere al sito internet indicato e scovare l’indizio, questa missione è il prologo di un’altro rimescolamento delle coppie.

Zaini in spalla via!!

Le #Clubber trovano presto l’aiuto, arrivando però al primo punto non per prime, le #Caporali sono già lì, come sempre del resto.

Prossima tappa, il lato opposto del lago, dove le nuove coppie dovranno offrire ai malcapitati ricercanti un po’ di tranquillità dei “buonissimi” mochi, dolce tipico giapponese.

L’obiettivo è quello di farli mangiare tutti alla stessa persona, così da non avere minuti di penalità.

Una volta ingozzati i passanti i ragazzi dovranno tornare dal loro giudice, attendere il lento scorrere dei minuti di penalità e ripartire verso il castello di Hikone.

Durante il viaggio viene dato il primo stop alla gara, è ora di trovare un alloggio, e qui partono le tragedie.

L’Elia, si sbizzarrisce con la fantasia, cerca l’alloggio dalle onoranze funebri, magari anche no, nonostante questo una botta di fortuna è lì dietro l’angolo ad attenderli, trovano un’italiana che aiuta loro con la traduzione e gli permette di trovare un alloggio.
Per la prima volta i due, Elia de le Caporali, e Francesco de i Maschi cenano in un ristorante. INCREDIBILE!

Certo, sempre meglio di Ema, che accolta con uno dei Compositori in questa famiglia tipica, se esce con un CIN CIN. Pene. In giapponese CINCIN significa Pene. Male, ma non malissimo, grazie a quello intelligente dei Compositori si riprende dalla gaffe e inizia a mangiare, contegno Zia! Serve contegno!

Il Giappone o meglio Naghama è patria dei caleidoscopi, qui il popolo diventa matto per questo aggeggio.
La prova consiste nel riconoscere quindici personaggi famosi, Elia si dimostra una chiavica, deve fare tutto il povero Francesco.

Riconosciuti i quindici noti le nuove coppie devono ripartire verso il Castello di Nagahama, ad attenderli troveranno la prova vantaggio.

Divertente, cartonata, insomma, esattamente come i giapponesi.
Partecipano tutti, ma ricevono un vantaggio solo le prime due coppie che arrivano alla RedFlag.
Mi sembra di guardare giochi senza frontiere, mi riprendo un secondo dal tepore e dal mio rincoglionimento dovuto al sonno che lentamente ahimè avanza.

I concorrenti vestiti da palle giganti giocano a calcio, vince chi fa più goal.

Durante il primo intervallo, mentre il Costa legge i risultati temporanei i concorrenti si impegnano nel costruire strategie.

Riparte la partita, Francesco rotola, si taglia il labbro e…
Contro ogni previsione, e considerando che la Elia è più una zavorra che una compagna di viaggio vincono loro: Francesco ed Antonella.

 

Bene ora non gli resta che attendere l’atra metà della mela alla stazione con il Costa a fare da giudice, la prima coppia che si ricongiunge ottiene una spettacolare esperienza per la serata, ed una partenza avvantaggiata l’indomani.

La prima ad arrivare è lei Jill, niente, lo sconforto colpisce ancora i maschi, che subito si rifanno trovando un parcheggio fantastico!

Ritornano in scena anche i mochi, il conduttore, impegnato a mangiarsi uno spiedino di mochi grigliati da lo stop alla gara.

Tutti giù dalle macchine e ricerca alloggio.
Dormo con loro!

Ed ancora una volta perdo il finale, ma tanto so già che arriverà MCHAN84 e mi dirà com’è andato…
Grazie! 🙂

 

 

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