L’ESPERIENZA INSEGNA

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Esistono frasi fatte che lasciano il tempo che trovano.

E poi ce ne sono altre che, se fino a ieri pensavi fossero campate per aria, oggi ti accorgi che in fondo, qualche verità la nascondono.

La frase “l’Esperienza insegna” è il mio esempio del giorno.

I fatti:

É da un bel po’ di tempo che mi è partito il trip del  – vado a mangiare al giappo – non ha nulla a che vedere con il fatto che io voglio passare lì le mie prossime vacanze.

A me il giapponese piace.

Io non bevo la birra italiana perché ad oggi non ho ancora trovato quella che mi piace.
Sono andata al giappo e ho assaggiato la loro birra, ma quanto buona è?

É alcolica. Tanto alcolica, almeno per me.

Ricordo che i postumi dell’ultima volta sono stati impegnativi, mi ostino ad uscire a cena in settimana, con il risultato che il giorno dopo, la sveglia suona (mortacci sua).
Non ha importanza se la mia testa vive in un altro mondo, devo andare in ufficio per forza di cose.

Che poi.

Forse il problema è che  – ormai ho una certa – e bere troppo, mi fa male. O meglio, bere troppo alcool una sera qualsiasi durante la settimana fa male.

Ed ecco che l’esperienza arriva in mio aiuto.

L’ Esperienza insegna.  Ieri sera sono andata al giappo, di nuovo, in un giappo nuovo per me). E non ho toccato alcool. NIENTE, ZERO, manco un sorso di vino.

Brava Marta.

Oggi va così, mi faccio i complimenti da sola.

 

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COLLEGHE SENZA CUORE

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Ci sono le persone fortunate, quelle che si ritrovano intorno (nel mondo del lavoro) persone simpatiche estroverse e sincere, e poi ci sono io.

Io che non godo di queste caratteristiche, forse perché non sono in grado di attirarle a me.

Che poi.

In questo periodo faccio veramente fatica a contornarmi di persone che VERAMENTE vogliono ( o muoiono dalla voglia) di starmi vicino.

É quasi Estate, ne siamo consapevoli.

Siamo quasi nella stagione in cui se non ti lavi, puzzi.

Oppure sei come me.

Ti lavi e puzzi.

Ecco.

Oggi, o meglio, anche oggi, da ormai qualche giorno, in ufficio si respira quest’aria pesante per colpa mia.

E la collega è bugiarda, perché per non ammettere che la puzzona sono io dice di non sentirlo.

Salvo poi cambiare colore ad ogni mio passaggio, salvo poi sentirla dire: “Mi fa male la testa!”

E ti sfido io… PUZZO!
Non so più cosa fare un’altra volta, vivo con il terrore.

Salcazzo perchè ogni anno, in questa stagione, o almeno in questo periodo dell’anno, io non riesca a tenere a bada le mie ascelle.

Ora scappo, devo correre dal farmacista a comprare un deodorante, o meglio, l’ennesimo deodorante che promette miracoli.
Nel frattempo continuo imperterrita con le mie tre docce (veloci) al giorno.

Passerà, vero?!?

 

Oggi sono così: problemi pochi, ma belli seri!

RI-BLOGGO. NEOGRIGIO

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E poi succede che scorrendo la bacheca ritrovi un vecchio amico.

E poi succede che scorrendo la rubrica ritrovi un’emozione.

Perché i treni si prendono quando passano, perché ognuno di noi prima o poi si è trovato nella situazione di buio totale.

Io mollo.

E poi non sai cosa c’è dopo.

Non sai quali conseguenze può avere la tua scelta.

Sai soltanto che ce ne saranno.

MA DOVE STA SCRITTO CHE NON PUÒ ESSERE QUALCOSA DI BELLO?!?

Eh niente.

Io ci credo.

Non è detto che sia sempre e tutto nero.

Lui è NEOGRIGIO.

RI-BLOG.MISSIONE CUCINA

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É una questione di priorità.
Se ti dicessi che la frutta è circondata da un qualcosa di dolce è completamente diverso rispetto a “questo dolce ha anche un qualcosa di sano.”

É una questione di proporzioni.

E nella pasticceria per essere stimati si deve essere precisi, prestare attenzione alle proporzioni e alle dosi. Piccoli ( o grandi) chimici.

A me piacciono anche le dosi non troppo precise, insomma, l’ago della bilancia può ricadere un po’ di più di qua (o di là) e non mi lamento.

Gustadegustablog, un dolcetto sano.

PERSONA CATTIVA

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Sono una persona cattiva.

Dall’ultima volta che mi sono sentita dire questa frase sono passati circa tre giorni.

“Marta, sei una persona cattiva.”

Non sono solo cattiva sono anche piena di speranza e di pazienza, tant’è che alla simpatica critica ho risposto con un:

“Lo so e non mi dispiace.”

Pensavo fosse finita lì, o almeno per me era così.
Consapevole del mio limite riconosco di essere una persona umana con pregi e difetti.
E invece no.

“Non puoi rispondere così alle clienti, sei veramente una stronza.”
“Perché non posso? Io non sono e non voglio essere al servizio di nessuno, se vuoi una mano puoi chiedere, ma io di default non devo fare il lavoro al posto tuo perché tu non hai voglia di LEGGERE”

Esatto, il problema è stato proprio questo, che poi.
Per me non era un problema, ma pare che dall’esterno sia stato visto così.

La scena:
Cliente simpatica come un fuoco di Sant’Antonio sulla pianta del piede, arriva in ufficio alle otto e trenta, insomma, all’alba e vuole a tutti i costi parlare con me.
Io al mattino sono più intrattabile rispetto al resto della giornata, vivo un fastidio verso il risveglio che in pochi conoscono, ma non puoi arrivare alle otto e trenta e pretendere l’impossibile.
Ha in mano dei documenti ricevuti per posta (cinque giorni fa) e mi chiede cosa sono.
Ora.
Non ho la sfera di cristallo, le chiedo da chi li ha ricevuti, fa la simpatica e mi risponde dal postino.
Iniziamo male.
“Quando hai aperto la busta hai letto qualcosa? Oppure hai firmato la ricevuta ad occhi chiusi?”
“Non ho letto, perché non ci capisco niente.”
“Se me li dai provo a leggere, così vediamo di cosa si tratta.”

Ora.

Partiamo dal presupposto che se vieni dal commercialista è perché hai ricevuto qualcosa che riguarda il fisco e di cui non capisci nulla.
Almeno, questo dovrebbe essere un buon punto di partenza.
E invece no.
Al peggio non c’è limite.
Cinque giorni fa ha ricevuto il rinnovo della tessera fedeltà di un grande magazzino, la informano che le procedure sono cambiate e tutto il resto, firma e rispedisci utilizzando la busta preaffrancata.
“Ti servono vestiti nuovi?”
“Ma che domande mi fai? Sono venuta dal commercialista, non per un consulto finanziario…”
“Lungi da me darti consigli su come spendere i tuoi soldi, ma se solo avessi impiegato un minuto in più a leggere ciò che c’era scritto ti saresti accorta che se vuoi, puoi rinnovare la tua carta fedeltà senza perdere i punti accumulati..”
“Io ho visto la busta verde.”

“Io invece anche oggi non ho visto il sole, comunque tranquilla, manca poco e sarai fuori dal tunnel”

Torno al mio posto, una collega mi segue, mi guarda e mi dice:

“Marta sei una persona cattiva, ma hai fatto bene.”