E anche quest’anno la Quaresima è andata!

Evviva!
Anche quest’anno sono uscita circa meno quasi indenne da questa quarantena chiamata Quaresima.

Per me è il cioccolato, l’alimento vietato per 40 lunghissimi giorni, e 40 notti, va da sé!

Mi sono sentita dire di tutto. Come ogni volta che la sottoscritta prende una decisione ponderata ecco che arrivano infiniti suggerimenti su come e dove sgarrare che “tanto…”.

Tanto nulla.

Integerrima e sicura della mia scelta sono riuscita a superare questo lungo periodo, è stata dura.
Per me poi.
Figlia di un pasticcere vedevo cioccolato anche in mezzo alle farine integrali.
Io sono una cosa vergognosa, lo ammetto.
Per me il cioccolato è una questione fondamentale.

I dottori dicono che fa bene anche all’umore, chi sono io per non seguire le loro indicazioni?

E niente.

Avevo comprato due uova di cioccolato, uno fondente e uno al latte, così per non sbagliare.
Li ho mangiati.
Tutti e due.
La Quaresima è passata, la mia scemenza no, quella resta.

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LA MIA SETTIMANA IN MALATTIA

Dopo dodici anni di lavoro per la prima volta nella mia vita lavorativa ho preso una settimana di malattia.

Tralasciamo il motivo che mi riporta alla memoria una figura professionale assai barbina che per molti è un amico e per altri è un perfido.
Sì, sono tornata dal dentista. Eh vabbè.

Ho passato le giornate a scrivere, telefonare, provare a crearmi nuovi contatti, mettere le basi per un futuro. Una figata. Ma vabbè, anche questa è un’altra storia.

Hai presenti i postini che sfrecciano sui loro bolidi che non sono altro che motorini super rumorosi.
Ecco.
Dalla finestra della mia camera mi sono ritrovata ad osservare come il mondo funzioni alla perfezione e siamo sempre e solo noi a incastrare male le cose da fare.

I postini si muovevano come un formicaio perfetto.
Avanti, indietro, avanti e indietro.
Non so perché mi sono fermata a pensare a questa cosa.

E poco dopo, in facebook, ho visto le immagini dei driver della posta che pensano di avere tra le mani un missile e si ribaltano come nulla fosse.

Ecco.
Ho iniziato a ridere come una stupida.
Il postino ha suonato alla porta:
“Marta! Tutto bene?”

“Sì, stavo guardando le immagini dei tuoi colleghi…”

“Lascia stare…parlano di innovare il parco trasporti e poi danno le macchine a perfetti imbecilli! E io intanto devo andare avanti con questo bolide che segnala il mio arrivo a chilometri di distanza.”

Desolata.
Si stava meglio quando si stava peggio. Ma davvero?
Ecco.
Ho smesso di ridere. Ancora una volta l’opportunità di migliorare alcuni si è scontrata con l’opportunismo di altri.

E comunque quelle immagini sono davvero spassose. Fino a quando non incontri il postino del paese che acqua, sole, vento e tempesta DEVE consegnarti la posta con il motorino.

QUARESIMA

Ehi! Da oggi inizia la quaresima.

Sì, sono in ritardo.
Mi sono accorta adesso.

Vuoi la fortuna oggi ho rispettato le regole.

Niente carne e solo pesce e via di fioretti.
Niente dolci e vizi e stravizi. A sto giro la vedo difficile, ma intanto ci provo.

Giorno 1 superato con successo!

Ah! Da domani tutte le volte che avrò voglia di mangiare un cioccolatino scriverò un post.

La mia penitenza che si riversa su di voi!
La #SaggiaMarta è diventata #SadicaMarta

MACCHINA PULITA

Ho dedicato la mia domenica mattina al lavaggio della macchina.
E solo questa azione potrebbe portarmi a ricevere ondate di applausi che potrebbero rischiare di assordarmi.
Ma tralasciamo.

Evitiamo di pensare anche alla fatica e al disagio – non solo fisico – nel:
(l’ordine è del tutto casuale)
Sposta in avanti i sedili, non troppo avanti. Poi spostali indietro, ma non troppo indietro.
Gestisci l’aspiratore, non perdere tempo (è limitato e costa gettoni!), togli gingilli e suppellettili che “ma questo?!?”
Pulisco i vetri. Spolvera, sistema e lucida i cerchioni.
Ecco.

Ho fatto questo.
Durante questa enorme fatica, perché per me pulire la macchina è faticoso mi cade l’occhio sulla macchina a fianco.

Ho pensato ad un esaltato della macchina che quando nota un granello di polvere sceglie di fare la disinfestazione.
Ecco, esattamente il mio opposto.
Per me era pulita, il proprietario pensando il contrario ha iniziato a fare tutto il necessario come se la sua macchina fosse zozza quanto la mia.

Ecco.
Non era solo.
In macchina aveva una zavorra.
Che detta così potrebbe sembrare tutto o niente.

Ecco.
La Lei in questione, comodamente seduta in macchina guardava imperterrita il cellulare. Avvolta nel piumino, perché nonostante il sole alto in cielo e la giornata limpida, il venticello era pungente.

Lui puliva, strofinava e ripassava e lei il nulla. NULLA.
Fino a quando scende dalla macchina e io, mentre riprendevo fiato, e spostavo un ciuffo di capelli selvaggio che mi si era appiccicato alla fronte, penso “finalmente fa qualcosa..”

“Ti sbrighi?”

Ecco.
Fossi stata in lui le avrei lanciato uno straccio e con tutto l’aplomb che mi rappresenta le avrei suggerito di dare una mano.

Lui no.
Imperturbabile come un vero possente, maestoso e tenace casalingo le risponde.
Non ancora, ma non ti preoccupare, non ti chiedo di aiutarmi

Io boh.
Sono rimasta così.

Non so perché c’era Lei che tanto non ha alzato un dito.
Sono stata solo una spettatrice che atterrita ha proseguito nel suo disagio fino a quando la macchina non è tornata a splendere. Oddio, splendere. Diciamo che ha riacquisito un colore normale e non è invasa dalla polvere.

Io quando vedo mie simili così resto atterrita.
Non vuoi lavare la macchina, non andare all’autolavaggio a prendere freddo.

Sbaglio io?

‘NA FATICACCIA

Ma a te, quando viene l’ispirazione per un titolo, commento, slogan?

Lascia stare. Nei momenti più improbabili! Non sono mica fortunata come te che ti basta fare due giochi di parole nella mente – talvolta a voce alta – e tutto appare e si risolve come per magia.

Ecco.

Me l’hanno gufata.

Di base. La creatività.

Però non vale.
Che colpa ne ho se con i miei giochi di parole riesco a risolvere o proporre alternative – quasi sempre valide – per incuriosire il lettore.
Perché?

Ci sono domande che sono senza risposta evidente.

E poi c’è il karma.

Ecco.

Mi stavo lavando.
Insaponata come se non ci fosse un domani mi viene in mente che forse potevo scrivere così, o forse se avessi cambiato l’ordine dei paragrafi, ma forse…

Presa da un raptus creativo e in fermento per non farmi sfuggire l’idea scelgo di uscire dalla doccia, nuda come un verme e scema come pochi.
Con passo leggero come una piuma, in punta di piedi pensando di gocciolare un po’ di meno scelgo di dirigermi in salotto.

Prendo il telefono, apro il blocco note e annoto.

Tanto a stretto giro avrei finito il lavaggio completo e sarei potuta tornare al mio articolo in fase di scrittura, no?

No.

Non salvo.
Sono un’idiota, lo so.
Ho perso il treno, l’illuminazione, l’idea.

Non mi arrendo.

Il testo così com’è, non è male.

Preparo la mail per l’invio.

Procedo. Cliccando invio.

Spengo il pc e …
L’illuminazione fa capolino nella mia testa.

Ecco.

Io e il mio tempismo dobbiamo lavorare.
Per la cronaca, il testo è andato comunque bene!