LA MIA SETTIMANA IN MALATTIA

Dopo dodici anni di lavoro per la prima volta nella mia vita lavorativa ho preso una settimana di malattia.

Tralasciamo il motivo che mi riporta alla memoria una figura professionale assai barbina che per molti è un amico e per altri è un perfido.
Sì, sono tornata dal dentista. Eh vabbè.

Ho passato le giornate a scrivere, telefonare, provare a crearmi nuovi contatti, mettere le basi per un futuro. Una figata. Ma vabbè, anche questa è un’altra storia.

Hai presenti i postini che sfrecciano sui loro bolidi che non sono altro che motorini super rumorosi.
Ecco.
Dalla finestra della mia camera mi sono ritrovata ad osservare come il mondo funzioni alla perfezione e siamo sempre e solo noi a incastrare male le cose da fare.

I postini si muovevano come un formicaio perfetto.
Avanti, indietro, avanti e indietro.
Non so perché mi sono fermata a pensare a questa cosa.

E poco dopo, in facebook, ho visto le immagini dei driver della posta che pensano di avere tra le mani un missile e si ribaltano come nulla fosse.

Ecco.
Ho iniziato a ridere come una stupida.
Il postino ha suonato alla porta:
“Marta! Tutto bene?”

“Sì, stavo guardando le immagini dei tuoi colleghi…”

“Lascia stare…parlano di innovare il parco trasporti e poi danno le macchine a perfetti imbecilli! E io intanto devo andare avanti con questo bolide che segnala il mio arrivo a chilometri di distanza.”

Desolata.
Si stava meglio quando si stava peggio. Ma davvero?
Ecco.
Ho smesso di ridere. Ancora una volta l’opportunità di migliorare alcuni si è scontrata con l’opportunismo di altri.

E comunque quelle immagini sono davvero spassose. Fino a quando non incontri il postino del paese che acqua, sole, vento e tempesta DEVE consegnarti la posta con il motorino.