CIBO

Tra le mille mila credenze sui giapponesi, esiste quella che qui, mangiano solo sushi.
Sbavare ad una bancarella è il mio mood dell’ultimo periodo, anche a casa ero così.
Qui sto mangiando, o meglio assaggiando un sacco di altre pietanze che nulla hanno a che vedere con il pesce.
La carne di Kobe, definita tale perché appartiene ad animali macellati in una determinata circoscrizione, risulta al palato molto morbida, saporita e… Insomma ne vale la pena.
Costa uno sfottio, ma è il nulla paragonato all’orgasmo sensoriale sprigionato dal primo boccone.
Del resto il cibo è come il sesso, composto da momenti di massimo piacere si accompagna ad altrettanti di godimento.
Da assaggiare? Beh sì! Attenzione al contorno, chips di aglio che, buone, per carità, ma poi con la fiatella? Come la mettiamo?!
I ristoranti in cui sto andando non hanno nulla a che vedere con i nostri, la socializzazione qui, non è nel podio della scala dei valori, è un semplice valore aggiunto.
Soba è Udon come se non ci fosse un domani.
Tempura di pesce, qualsiasi tipo di pesce.
Spedini di granchio, calamari, pelle di pollo…
Io sto facendo così, non mi pongo il problema del “cos’è questo?” non lo posso sapere, non resta che assaggiare.
Certo.
Con me vinci facile, ci vuole poco per strapparmi un sorriso, piatto pieno ed invitante e il gioco è fatto.