SHIBUIA

Descrivere con il termine affollato questo quartiere potrebbe essere riduttivo.
SHIBUIA è un formicaio umano.
Ecco forse così riesco a rendere l’idea.
Ho visto tante foto, ero piuttosto preparata a questo momento, ma ciò che ho visto supera di gran lunga le aspettative.
Se da un lato alcuni elementi sono sopravvalutati, dall’altro vivere questo luogo è veramente claustrofobico.
Il rovescio della medaglia è che qui… È una figata pazzesca.
Milioni di persone che camminano incrociandosi in maniera perfetta.
Sono i turisti che rovinano la coreografia, ancora non ho capito come devo fare per evitare scontri, perché gentili sti giapponesi, ma se ti scontri con uno di loro neanche si scusano.
Mi piace pensare che io, in quanto turista, sono un’intrusa in questa macchina perfetta.
Qui, tutto funziona a meraviglia, il senso civico è a livello ottimale.
Mi sono accorta che la mancanza di cestini della spazzatura è di vitale importanza per limitare gli odori dell’aria.
Incontrare persone che in mezzo alla strada raccolgono uno scontrino appallottolato è un qualcosa di eccezionale, almeno per me.
Che poi, basterebbe così poco.
Evitare di gettare cartacce a terra, ribellarsi contro i cestini strabordanti e presenti ad ogni metro quadro, almeno da noi.
Qui no.
I cestini non ci sono, eppure la pulizia regna sovrana.
Ho ancora un giorno per scoprire la formula magica.
Altrimenti mi toccherà depennare, ma solo a matita, il Giappone dalla wishlist.