È QUANDO PASSEGGI

Che la nostalgia regna sovrana.
È quando passeggi che riesci a trovare quei posti fantastici che richiamano casa.
Poi non fa nulla se sul lungo fiume ci sono sedute coppiette che in abito tradizionale devono mantenere una determinata postura, chiappe strette e schiena dritta.
È incredibile come alcune di loro, ma anche alcuni, riescono a camminare facendo passettini piccoli e con ciabatte di un numero in meno.
Esatto.
Qui funziona così, il kimono dev’essere talmente stretto che ti riduce la possibilità di muoversi.
Se inciampi so cazzi. Seri.
Cadi per terra, spacchi il naso.
Ecco. Ora ti è chiaro perché sti giapponesi hanno tutti il naso schiacciato.
Semplice, no?
Le persone sono timide, educate e rispettose. Tutti. A parte i turisti.
Come sempre del resto.

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KYOTO GIORNO 2

Hai presente quando in televisione vedi tutti quei tori rossi?
No, non ho sbagliato a scrivere.
I tori rossi, quelli di Kyoto.
Sono arancioni e s’arrampicano su di un pendio.
Creano atmosfera e regalano all’ambiente quel non so ché.
Visto dal vivo regalano a tutti i turisti la stessa reazione:
Bocche spalancate e come se fosse un effetto placebo, un silenzio assoluto, quasi assoluto.
La gente che visita il popolo è pari ad un formicaio.
È come vedere un sacco di animaletti che spaziano a destra e sinistra senza un ordine preciso.
Noi, abbiamo scelto di fare un percorso alternativo… ‘Na faticaccia ad arrampicarsi e poi… Wooow.
Siamo arrivati in cima, abbiamo fatto la scalinata al contrario potendo così ammirare tutte le scritte sui tori.
Peccato che non capisco il cinese.
Peccato. Davvero.
Perché poi il problema non si pone solo quando devi leggere una scritta qualsiasi.
La difficoltà più grande è quando al ristorante o in qualunque altro posto devi ordinare da mangiare.
Prova tu a soddisfare un bisogno di prima necessità facendo estrema fatica a comunicare.
È complicato. Di brutto.
Poi ci fai l’abitudine, se non ci sono le foto scegli.
Chiudi gli occhi e mangi. Non ti piace? Nessun problema! Chiudi gli occhi e immagina di mangiare quello che vuoi… Polenta e stinco, per esempio.