STANCA

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La stanchezza inizia a farsi sentire.

L’attesa delle vacanze si sta (non troppo) lentamente insinuando nella mia mente, che poi, per farmi apparire una persona bizzarra ci vuole poco.

Spesso, m’imbatto in errori ortografici da pelle d’oca, e no, non perché stiano suscitando emozioni primordiali, ma tutta un’altra cosa , che no, non intendo scrivere, sono tornata da poco e non voglio sparire nuovamente.

Ma, dicevo.

Sono stanca del lavoro, dell’ufficio e di tutto ciò che ruota attorno.

Clienti, fatture e scocciature.

Ecco che a tre giorni dalle ferie arrivano quelli che sentono la mancanza del commercialista e s’inventano “cazzi e mazzi”.

Sono i peggiori, credetemi.

Non li vedi tutto l’anno e appaiono come d’incanto a pochi giorni dalla chiusura.
Che poi, chiedessero qualcosa di fattibile, nessun problema.

Il fatto è che vogliono il mare e hanno paura dell’acqua.
Insomma, le metafore non m’abbandona.

Rispondo via mail.

Faccio un errore ortografico, IMPORTANTE, io, che sono la prima rompiscatole su queste cose, il cliente me lo fa notare scrivendo una vera e propria minchiata, detta così, senza peli sulla lingua.

Io sono stanca, tu no, sei appena tornato dalle ferie.

Ma non ci faccio caso, guardo e passo, ignoro.
Lui sottolinea e me lo fa notare, mi deride, ecco che la scimmia si sveglia:

“Hai ragione, ho sbagliato, sento l’avvicinarsi delle ferie.
Ma sbaglio o anche tu hai sbagliato il condizionale?
Comunque non c’è problema ho perfettamente capito la tua domanda.
Ah! Ne riparliamo dopo le nostre ferie…Ci risentiamo a settembre.
Sì. lo so che tu le hai già fatte e sei bello fresco.”

Con la mia solita nonchalance riattacco.

Ti ho dato del pirla ma ci vorranno ancora dieci minuti buoni prima che tu capisca cosa volevo realmente dire.

Ah! Buon Lavoro, a chi come me staccherà tra qualche giorno!