FUNERALE

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In questo periodo vivo con estrema difficoltà il fatto di dover convivere su questa terra con donne che hanno da un po’ passato gli anta.

E per “anta” intendo un decennio particolare, insomma, il mezzo secolo. Quelle donne che sono alla “seconda adolescenza”, perché la seconda giovinezza era nel decennio precedente.
Insomma, le sessantenni.

Ecco.

Ho partecipato ad una funzione funebre.

Io non sono per niente sportiva, io partecipo per vincere, ecco perché spesso evito di partecipare, ma.
Tralasciamo i miei limiti o presunti tali.

Ho partecipato ad un funerale.

Mi sono resa conto di essere una persona insofferente.

Dietro di me, in chiesa, c’era una di quelle signore che conoscono tutte le canzoni.

Ecco.

Se conosci il testo, conoscerai anche la melodia, no?
No.

Questa simpaticissima signora cantava a caso, rigorosamente in anticipo:

  • Per far vedere a quelle come me che Lei le canzoni le conosce?
  • Per prendersi un nonsoqualeipotetico premio?
  • Per confondere chi della canzone ha un vago ricordo da bambina?

Io non lo perché, so soltanto che io ho fatto scena muta, nessun problema, per carità.

Ma che fastidio!

Insofferente, sarà la Primavera.