LA PRIMA VOLTA. FIRST TIME. PRIMERA VECES.

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Io così. Senza parole.

Ho vissuto un’altra prima volta.

Non è un contro senso, non è che non posso vivere per la seconda o terza volta una prima volta.

No, non mi sto incartando, o forse sì?

Comunque.

In preparazione dell’avverarsi del mio prossimo sogno, ho deciso d’iniziare a svolgere alcune attività autonomamente.

Per la prima volta nella mia vita sono andata al cinema da sola.

E non mi sono sentita fuori posto, fuori luogo, fuori tempo.

Certo, a parte quei due vecchietti cazzuti che hanno occupato il mio posto, e dopo che l’ho fatto notare la “sciura” risponde:

“I numeri sono segnati su tutte le poltrone, non solo su queste…”

“Certo, e sa a cosa servono? Ad evitare di sedersi nel posto sbagliato! E le dirò di più, la lettera che trova davanti al numero sul suo biglietto, non è un errore, indica la sua fila, che no, non è questa.”

“Quindi?”

“Quindi adesso si sposta (avrei voluto aggiungere alza le sue chiappe flaccide e se ne va.”

“Che maleducati questi giovani.”

“…”

Non ho risposto, ho lasciato perdere, per nulla al mondo mi sarei rovinata questa prima volta.

E poi succede che a metà film questi se ne vanno perché “troppo volgare”.
E poi succede che il nonnetto dimentica la sciarpa.
E poi succede che devono aspettare la fine del film per rientrare perché mancava poco meno di mezz’ora ed eravamo quasi alla fine.
E poi succede che sento la sicurezza dire: “É inutile che insistete, finché la sala non si è svuotata non potete entrare, per cortesia fatevi da parte che vi avviso io.”

Sorrido. Così giusto per e penso alla morale del film.