PENSIERI DI UN ANIMALE QUALUNQUE

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Facile a dirsi più difficile a farsi.

Mi piacciono gli sciogli lingua, ancora di più quando faccio fatica anche solo a pensarli.

CONTORTA. Spesso mi sono sentita dire che sono una persona contorta, è vero.

Voglio un uomo con la U, ma voglio non si deve dire. Questione d’educazione.

Lo voglio con una determinata cultura, e poi m’accorgo d’essere la prima con lacune senza fondo. Magari un fondo ce l’hanno ma che fatica guardare giù.

Insomma, non so nemmeno io cosa voglio.

Difficile scegliere quando hai le idee confuse.

Ancora di più quando non è che puoi scegliere, ma ti devi adeguare.

Devo comprarmi un gatto. Ecco quale fine farò.

Io, un gatto che sputa peli e una lettiera, e poi magari farò come quel dj della radio. Quello che ha portato il gatto al mare, quello che legge nella mente del suo animale.
Quello stesso animale che arrivato in spiaggia ha pensato “Ma questa lettiera infinita?”.

EHNNIENTE.

Scema io, con o senza animale domestico.

Che poi i gatti non mi piacciono neppure, insomma, sono troppo autosufficienti. Fra un po’ ti portano anche la spazzatura all’angolo della strada, dai non si può neanche pensare:

“Padrone, esco a fare un giro, ti porto fuori il sacco?”
“Grazie Felix!”

MA ANCHE NO. Pazza, sono una pazza.

Mi faccio certi film che guarda…É il finale che purtroppo è sempre lo stesso, del resto un saggio lo diceva, il più bel finale non è ancora stato scritto.

Io non lo so cosa mi passa per la mente, io so soltanto che a volte partono certi flash.
Marta, e un gatto. NAH. Cosa diavolo mi salta in mente?

Meglio un cane.

Che poi dovrei curare. Portare a spasso, dal veterinario e magari dall’estetista, e poi c’è quello che lo lava, quello che l’asciuga, quello che gli fa i massaggi.
Diventerei dipendente del doggy style, e a me me certe etichette vanno strette.

No. Anche questa ipotesi non va bene.

La coda sta ripartendo, è meglio che mi concentri sulla guida e tralasci questi pensieri inconcludenti.