VACANZA AMICA (S)GONFIA

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Qualche tempo fa ho rivisto la mia amica che si è sgonfiata.

Si parlava di vacanze.

Lei per ovvie motivazioni andrà in vacanza con il pargolo a Giugno, insomma, entrerà a far parte di quella categoria che passa le calde serate di Giugno passeggiando avanti e indietro sul lungomare di una spiaggia qualsiasi italiana aspettando che il pargolo s’addormenti crollando poco dopo in albergo.

Perché si sa, il mare stanca, figurati se devi strabuzzare gli occhi e prestare la massima attenzione al pargolo prima che (l’ordine è causale):

  • inizi a mangiare sabbia;
  • si sotterri nella sabbia bagnaticcia;
  • scelga di iniziare a gattonare e lo faccia nella direzione di quella distesa blu;
  • scelga di liberarsi dal pasto in un momento non adatto;
  • voglia stare al sole e non sopporti i cappellini bandane e via dicendo.

Insomma, si goda la libertà che solo il mare può dare.

E niente.

Tutti questi compiti possono essere difficili, non lo metto in dubbio, ma alla radio ho sentito che per via di quella storia della parità dei sessi e dei valori e di tutto il resto anche i papà stanno rivendicando il ruolo.

Insomma anche loro si sono organizzati con i PAPI CAMP.

Che per come la vedo io, più che un papi camp la vedo come un “ciò che succede qui deve restare qui. Parola di lupetto.”

Io non oso immaginare come funzioni un rapporto solo papà figlio. Da soli. Al mare. Sotto il sole, durante il riposino, di giorno, di notte.

Pare che questa sia la nuova moda.

Chissà come andrà.