RI-BLOG. MISSIONE CUCINA

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Chi l’ha detto che per creare ricette gustose, spaziali, particolari, innovative, (insomma aggiungete tutti gli aggettivi che volete) dovete per forza di cose dilapidare un patrimonio e ripulire un supermercato?

Che poi.

Mica è necessario che le due componenti siano direttamente collegate.

A volte, basta avere una buona connessione internet, fare un giro in un blog ricco e via.

Sperimentare, sperimentare, sperimentare.

Ravanelli e purè.

Due ingredienti basici che possono diventare sfiziosi, come? Paola racconta.

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LA PRIMA VOLTA. FIRST TIME. PRIMERA VECES.

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Io così. Senza parole.

Ho vissuto un’altra prima volta.

Non è un contro senso, non è che non posso vivere per la seconda o terza volta una prima volta.

No, non mi sto incartando, o forse sì?

Comunque.

In preparazione dell’avverarsi del mio prossimo sogno, ho deciso d’iniziare a svolgere alcune attività autonomamente.

Per la prima volta nella mia vita sono andata al cinema da sola.

E non mi sono sentita fuori posto, fuori luogo, fuori tempo.

Certo, a parte quei due vecchietti cazzuti che hanno occupato il mio posto, e dopo che l’ho fatto notare la “sciura” risponde:

“I numeri sono segnati su tutte le poltrone, non solo su queste…”

“Certo, e sa a cosa servono? Ad evitare di sedersi nel posto sbagliato! E le dirò di più, la lettera che trova davanti al numero sul suo biglietto, non è un errore, indica la sua fila, che no, non è questa.”

“Quindi?”

“Quindi adesso si sposta (avrei voluto aggiungere alza le sue chiappe flaccide e se ne va.”

“Che maleducati questi giovani.”

“…”

Non ho risposto, ho lasciato perdere, per nulla al mondo mi sarei rovinata questa prima volta.

E poi succede che a metà film questi se ne vanno perché “troppo volgare”.
E poi succede che il nonnetto dimentica la sciarpa.
E poi succede che devono aspettare la fine del film per rientrare perché mancava poco meno di mezz’ora ed eravamo quasi alla fine.
E poi succede che sento la sicurezza dire: “É inutile che insistete, finché la sala non si è svuotata non potete entrare, per cortesia fatevi da parte che vi avviso io.”

Sorrido. Così giusto per e penso alla morale del film.

QUANTI OSCAR?

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Bah. Sarà che io di film c’ho sempre capito poco o nulla.
Sarà che io di grafica, design, sceneggiatura… Insomma, di tutte queste robe qui, non è che ne vada particolarmente ghiotta.
Forse ho un bug culturale, grande, molto grande.

Sono andata a vedere “La forma dell’acqua” e sono uscita con un “mah!”

Ho pensato alla morale.

Nulla da dire verso i protagonisti, trasmettere emozioni a normodotati senza usare la parola non è per niente semplice, e secondo me, ci sono riusciti.

Delineare una linea, non troppo sottile, tra il buono e il cattivo. Anche questo è stato fatto.

Riconosco un sacco di meriti a questo film, ma no, non lo considero un capolavoro.

Io per quanto poco ci possa capire.

É una storia d’amore, o meglio.

É la dimostrazione di quanto l’amore vinca su tutto, sempre e a prescindere.
L’ Amore non è per niente qualcosa di scontato, lo si deve conquistare, ma una volta avuto ecco, tutto cambia e gli ostacoli si superano.

Forse è considerato un capolavoro perché tratta di un argomento detto e stra detto?

Forse esprimono la morale in una maniera particolare?

Non mi capacito di tutti i premi, però se sono stati riconosciuti ci sarà un motivo, che a me resta ignoto.

Sì, bello, ma non bellissimo.

LE RUBRICHE DI MARTA: SINGLE E FELICE (ma non troppo) #41

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  • E quindi?!? Com’è?
  • Interessante, poi?
  • Poi basta.
  • Dai Amica, sputa il rospo, arriva al nodo, sciogli i capelli…
  • Balla con me balla balla.
  • NO. Amica fermati! Stavo parlano seriamente!
  • Beata te.
  • Quindi no?!?
  • Quindi Boh! É interessante, ma ho come l’impressione che abbia paura, più di me intendo, quindi boh.
  • Quindi se scappi ti spacco le gambe.
  • Ecco, così poi dovrò preoccuparmi delle mie gambe e non della mia mente, ehi! Amica, bell’idea!
  • Idiota.
  • Sempre idiota, è l’ingrediente necessario per rendere frizzanti le mie giornate, lo sai. E se non sono io l’ IDIOTA della situazione, vado alla ricerca di persone che racchiudano il requisito.
  • Praticamente sarei io.
  • Brava Amica, sei ANCHE perspicace
  • Senti Amica, non sviare la questione, raccontami… É una richiesta esplicita, niente ordini (lo so come reagisci alle imposizioni).
  • Non c’è niente da dire.
  • Quindi la rubrica non è finita.
  • Eh no. Mannaggia. Mi sa di no.

PENSIERI DI UN ANIMALE QUALUNQUE

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Facile a dirsi più difficile a farsi.

Mi piacciono gli sciogli lingua, ancora di più quando faccio fatica anche solo a pensarli.

CONTORTA. Spesso mi sono sentita dire che sono una persona contorta, è vero.

Voglio un uomo con la U, ma voglio non si deve dire. Questione d’educazione.

Lo voglio con una determinata cultura, e poi m’accorgo d’essere la prima con lacune senza fondo. Magari un fondo ce l’hanno ma che fatica guardare giù.

Insomma, non so nemmeno io cosa voglio.

Difficile scegliere quando hai le idee confuse.

Ancora di più quando non è che puoi scegliere, ma ti devi adeguare.

Devo comprarmi un gatto. Ecco quale fine farò.

Io, un gatto che sputa peli e una lettiera, e poi magari farò come quel dj della radio. Quello che ha portato il gatto al mare, quello che legge nella mente del suo animale.
Quello stesso animale che arrivato in spiaggia ha pensato “Ma questa lettiera infinita?”.

EHNNIENTE.

Scema io, con o senza animale domestico.

Che poi i gatti non mi piacciono neppure, insomma, sono troppo autosufficienti. Fra un po’ ti portano anche la spazzatura all’angolo della strada, dai non si può neanche pensare:

“Padrone, esco a fare un giro, ti porto fuori il sacco?”
“Grazie Felix!”

MA ANCHE NO. Pazza, sono una pazza.

Mi faccio certi film che guarda…É il finale che purtroppo è sempre lo stesso, del resto un saggio lo diceva, il più bel finale non è ancora stato scritto.

Io non lo so cosa mi passa per la mente, io so soltanto che a volte partono certi flash.
Marta, e un gatto. NAH. Cosa diavolo mi salta in mente?

Meglio un cane.

Che poi dovrei curare. Portare a spasso, dal veterinario e magari dall’estetista, e poi c’è quello che lo lava, quello che l’asciuga, quello che gli fa i massaggi.
Diventerei dipendente del doggy style, e a me me certe etichette vanno strette.

No. Anche questa ipotesi non va bene.

La coda sta ripartendo, è meglio che mi concentri sulla guida e tralasci questi pensieri inconcludenti.