THE POST

Film, eccchefilm.

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Mi aspettavo una protagonista che tirasse fuori le palle fin dall’inizio, e invece no.
Ha tirato fuori il carattere solo alla fine, QUANDO C’ERA DAVVERO BISOGNO.
La storia la conoscevo, a grandi linee, frutto di qualche refuso storico immagazzinato chissà quando, il punto di vista di LEI, la protagonista, invece l’avevo sempre ignorato, mai preso in considerazione.

Una donna che (nonostante l’epoca) si è trovata, in seguito ad una serie di coincidenze tristi, a capo di un’azienda.
Per i più doveva essere ( e restare) la donna di casa, intricata tra faccende domestiche e figli da crescere, invece lei no. Lei dirige un giornale, non uno qualsiasi ma il Washinghton Post.

Insomma.

Come nelle migliori aziende il leader deve prendere decisioni che potrebbero causare reazioni e conseguenze anche su chi sta sotto di lei.
La pressione è alta, le scelte sono inerenti argomenti spinosi, scottanti, la guerra del Vietnam, mica robina, ma roba grossa.

Ecco. Lei ha fatto una scelta, davanti alla sua sliding door (che non per forza di cose dev’essere una scelta d’amore) sceglie di rischiare.

Se fossi un uomo direi che ha tirato fuori le palle, ma sono una donna e dico che si è rivoltata l’utero e ha iniziato a far girare le ovaie in senso contrario, (a molti, non solo ad alcuni).

Perché è così che funziona il mondo, DEVI DIMOSTRARE CORAGGIO, se rischi puoi (anche) vincere.
Lei ha vinto, e no, non è mai troppo tardi.

Se non ti ho ancora convinto, ti dico che troverai una Meryl Streep da lacrima facile e un Tom Hanks che ti farà pensare… “Ahperò! Chefffascino!!!”