PILLOLE DI FELICITA’: NASCI, MUORI…RINASCI

E con non poche difficoltà siamo riusciti a dar alla luce il nuovo capitolo, scritto in collaborazione con NEOGRIGIO

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Lucia non vide più nulla davanti a sé. Le gambe, i piedi, sembravano ormai andare per conto loro, non poteva controllarli, non poteva fermarli, non voleva fermarli.

Macinavano come se fossero mulini, era un cingolato che spostava ogni cosa le si frapponesse davanti. Non si accorse nemmeno di aver spazzato via diverse persone il cui unico sbaglio fu quello di ritrovarsi davanti il suo cammino. Non sentì neanche l’urto della sua spalla contro la loro. Non sentì neanche lontanamente le loro proteste.

Ma non erano solo le gambe. Lucia si sentiva accaldata, le bruciavano le orecchie, le scoppiava la testa, quasi come se le uscisse del fumo, come vedeva nei cartoni animati, sentiva il cuore pulsare, sentiva solo quello in realtà.

Finché non vide più nulla.

Marco era appena uscito dalla sala parto, ancora scosso ed emozionato da ciò a cui aveva assistito, ancora sorpreso di essere diventato padre. Si accorse solo dopo qualche minuto del gruppo concitato di gente alla sua destra. Alcuni erano in ginocchio, gli altri piegati in giù, ma tutti sembravano preoccupati. Qualcuno si era sentito male. “Per fortuna è già in ospedale” pensò, ed infatti vide subito arrivare un medico ed una infermiera che spingeva davanti a sé una barella.

Presero la donna riversa a terra e la portarono via. Marco non voleva crederci, era avvero Lucia quella? Si mise a correre come mai aveva fatto in vita sua e riuscì ad avere la certezza del suo pensiero un attimo prima che svanissero tutti dietro le porte di un’ascensore.

Dove la portano?

Chiese concitato ad un uomo che aveva assistito alla scena e aveva aiutato il personale medico a portarla via.

In cardiologia. Sembra abbia avuto un infarto. Poverina…speriamo che vada tutto bene.

Marcò impallidì. Si sedette come un sacco buttato dall’alto su una sedia e a capo chino piagnucolò: “è colpa mia, è tutta colpa mia”. Ci vollero dieci minuti prima che riuscisse a raccogliere le forze e a salire al quarto piano, al reparto di cardiologia. Era appena diventato padre ma il suo unico pensiero era quello di non perdere la donna della sua vita.

Ed è quando stai vivendo l’apice della felicità che ti ritrovi a vivere momenti di tristezza acuti. E’ una lotta interiore, resti ancorato al passato, con le sue abitudini e certezze o ti butti a capofitto nel futuro con tutti i rischi del caso?

Scegliere se essere felice per la nuova nascita o rispettare il dolore per la perdita dell’amica d’infanzia, non esiste una risposta.
Ci sono legami che nel corso della vita cambieranno forma, ma non smetteranno mai d’esistere…

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