ROMA

Roma è una città che puzza.

Roma puzza di storia , e lo fa senza pudore, nasconde angoli scenografici, dove ti giri ti giri trovi un qualcosa da ricollegare a questo piuttosto che quell’avvenimento.

Il mio è stato un week end lungo fuori porta, è durato quattro giorni.

Per queste giornate sono rimasta con il naso all’insù a bocca aperta per buona pace di mosche e zanzara chikungunya.

E’ stato facile orientarmi, lì si hai la possibilità di scegliere punti di riferimento imponenti e visibili da più prospettive.

Questa volta il mio punto zero era piazza Venezia, ci sono arrivata da tutti i lati, ho macinato chilometri e mi sono goduta l’aria pesante della città e la vista magnifica dal fontanone del Gianicolo, o dal giardino degli Aranci, o dal Campidoglio, insomma avevo facoltà di scelta.

Roma vince dieci a zero. Sì lo so, i paragoni non si fanno mai, ma è poco più di un mese che ho rimesso piede su territorio italiano dopo aver bellamente fatto un tour America-canadese, suvvia.

E comunque, i miei paragoni non vanno a vuoto. Hanno un senso, magari solo per me, ma ancora una volta questo quanto basta.
Credevo, ed ora mi sono convinta, che noi italiani siamo degli incapaci.
Non siamo in grado di valorizzare a dovere quei quattro palazzi, chiese e giardini che fanno da cornice alle nostre arrabbiature.

Insomma.

Se anche noi facessimo come loro, allora sì che potremmo diventare la nuova America.
Noi abbiamo anche la storia, e non è poco, almeno credo.
Certo, noi italiani, dovremmo imparare da loro americani a valorizzare quei quattro massi che ci ritroviamo, magari mai ci riusciremo, ma almeno potremmo provarci.

Sono super gasata, insomma, ho camminato sull’Appia antica,passando da un ciotolo all’altro come fece Nerone, e come fecero tanti altri, insomma, mi sono fermata ad ammirare il tempio prima, e le case private a protezione della torre poi, ho osservato le mura che nonostante i terremoti stanno lì da tremila anni, e notato che anche il sistema fognario non è minimamente cambiato.
Io non c’ero quando è stato costruito, ma guardando a terra in giro per la città ho immaginato che no, nulla da allora è cambiato, o almeno lo spero, perché se quello è il modo di ripulire e mantenere il sistema, forse sarebbe meglio fare un piccolo ripasso sul come e dove.

Sono passata per via dei Serpenti, questa via ha sempre catturato la mia attenzione, credevo di trovare chissà cosa, niente, ci sono due chiesette, come in ogni angolo della città, lì dietro  trovi una scalinata che ti porta direttamente in piazza Venezia, passando per la colonna dei mercati Traianei, cosucce insomma.

Sono rimasta stupita di aver (ri)trovato una città non a misura di disabile, ecco, questa cosa forse è una delle note negative.

Sono passata per via del Babbuino, ad uso esclusivo taxi, arrivi dritta in piazza del Popolo, puoi salire sulla scalinata e vedere il panorama dalla città, se preferisci puoi restare sotto l’obelisco ed ammirare le due chiese gemelle.

Sono passata per via del Corso ed ho trovato vicoletti ricchi di negozietti artigianali e piccole botteghe pronte a viziare e rifocillare i turisti.

Sono arrivata a Castel Sant’Angelo ed ho potuto ammirare la sua imponenza e quel piccolo angelo, l’ho visto  di giorno e di sera, uno spettacolo unico.

Ho trovato la Corte di Cassazione, l’edificio a ridosso del lungo Tevere sembra essere fuori posto.

Sono partita da San Pietro, dal punto esatto in cui si notano le colonne perfettamente allineate, ho immaginato di essere un gambero per poter camminare all’indietro ammirando sempre più in lontananza questa piazza, che poi, chiamarla piazza è riduttivo.

Ho visitato l’Eur, ho notato le costruzioni che fece Mussolini, ancora oggi trasmettono rigore ed ordine, quella stessa persone che s’affacciava per il saluto fascista dal balcone in Piazza Venezia.

Ho costeggiato il Parlamento e palazzo Chigi, ho ammirato l’arroganza del fronte e del retro dei palazzi, sono arrivata a Piazza Venezia, di nuovo.

Io non so cosa ci sia in questa piazza, so soltanto che se devo sceglierne per forza di cose una, io scelgo questa.

 

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