BUM!

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Non sempre servono tante parole a volte ne basta una.

Quella che ho usato io è stata MAMMA.

Ebbene sì, l’Amica gonfia s’è sgonfiata! Di botto, oddio credo che non sia stato esattamente un botto, credo che la preparazione sia durata un po’, non so ancora quanto, ma di certo è durata un po’.

Quando la vedrò le potrò dire: “Ecco, adesso vedo la faccia!” non per altro, ma perché ho una seria difficoltà con le ecografie, era impossibile capire dove fosse la faccia il naso e gli occhi, considerato che la foto ricevuta  all’epoca era un primo piano.

Oggi posso vedere quel piccolo fagotto in faccia.

E sono invidiosa.

Ora, non so di preciso il peso, ma penso.

Io sto facendo una faticaccia incredibile per perdere peso, tra dieta, esercizio fisico e motivazione, mi sto impegnando di brutto.

E poi c’è lei, che di botto spara fuori tre chili e passa e via, sale sulla bilancia ed il sorriso non le passa, neanche a cannonate.

Ora.

Non so se avrà avuto modo di salirci, sulla bilancia intendo, non so se rientri tra le sue priorità ora, non credo, insomma, ha un fagotto a cui render conto.

Lo deve nutrire, cambiare, pulire, lavare.

E tutto questo lo farà con quel sorriso stampato in faccia, con la soddisfazione che mettere al mondo ‘na creatura dà, anche, soddisfazioni.

E niente.

Buona vita Amica.

Purtroppo per me, la serie Amica gonfia è terminata. L’Amica ha fatto il botto!

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AMERICA.11

La giornata parte senza programma, dipende dal tempo, ci mancano poche cose da vedere, o almeno rispetto a quelle che c’eravamo messe in testa.

Il tour di Central Park in bicicletta non m’ha soddisfatto quindi ci dirigiamo verso il museo naturale per poi notare la coda mostruosa e glissare verso una delle tante entrate di Central Park.

Sono nuovamente psicologicamente pronta per vedere topi, so già che succedere, ma allo stesso tempo sono contenta di rivedere scoiattoli, so già che succederà anche questo.

Ancora una volta resto meravigliata di come bastino pochi passi per ritrovarsi immersi nella natura e non sentire tutto il caos, ed i rumori che affollano questa metropoli.

La nostra passeggiata per Central Park non segue regole precise, ci stupiamo ad ogni angolo, è strano ma la sensazione che mi trasmette questo posto visitandolo a piedi sono completamente diverse rispetto a quelle trasmesse quando sono venuta con la bicicletta.

Proseguiamo la nostra giornata con un po’ di sano shopping, souvenir pochi, i prezzi non sono sempre accessibili e poi non abbiamo ancora trovano 99 cent, lo troveremo domani o forse dopo, insomma per adesso ci accontentiamo.
Pausa pranzo in relax e via, di nuovo a passeggio per visitare la città.

Sbirciando la guida e la cartina della metro scopriamo che la funivia per Roosvelt Island è vicinissima a noi.

Bene, oggi giornata naturalistica.

Prendiamo la funivia ed atterriamo su questo isolotto, scopriremo poi che è popolato da ospedali soprattutto psichiatrici, che non è una meta molto turistica, che in giro ci sono più pazzi rispetto che dall’altra parte del fiume.

Bene, ma non benissimo.

Ceniamo e torniamo in hotel, anche oggi abbiamo scoperto qualcosa, anche oggi siamo a pezzi, anche oggi siamo soddisfatte.

PASSI DEL GIORNO28573