CALCOLI e TRISTEZZA

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Facciamo un attimo i conti.

Ho appena ricevuto una mail.

Una di quelle brutte brutte brutte.

Una di quelle mail che ti parlano di statistica di ore consumate, di percentuali insomma.

Io mi spaccio per assidua lettrice, sia ben chiaro, lo sono davvero, è solo che ci sono alcuni mesi che boh, non mi va, non trovo il tempo trovo mille scuse.

Ecco.

Poi arrivano queste mail e ti vien voglia di prendere il telefono, chiamare l’ufficio statistica di kobo e digli che “Oh! Ma non avete niente da leggere piuttosto che scrivere a me?”

E poi.

M’avessero fatto un complimento l’avrei presa diversamente…e invece no, un rimprovero…Mi hanno detto che nel mese appena trascorso ho letto di meno rispetto al precedente.

E vabbè.

Mi rifaccio…

Spero, nel frattempo però ho letto un libro carinissimo, e tiè, qualcosa ho imparato.

E poi, io l’ho sempre detto che la matematica non mi piaceva, io l’ho sempre detto che i dati certi e provati a me non piacciono, perché poi i risultati sono questi, insindacabili, e per una come me avere un risultato insindacabile non è per niente appagante.

Io che cerco sempre il pelo nell’uovo.

Io che rigiro la frittata per trovare valide giustificazioni.

Io che oggi forse mangio uova, mi sa che è un messaggio subliminale della mia mente.

 

 

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