AMICA GONFIA

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Con questo caldo, o almeno con il caldo di qualche settimana fa, sarà capitato anche a voi, d’arrivare a sera ed avere le gambe gonfie, oppure di svegliarsi con le gambe pesanti, di sentire il peso della notte, o meglio della dormita senza lenzuola.

Ma no.

Il mio problema, se così si può chiamare è un altro.

Ho un’amica gonfia.

No, non intendo sovrappeso, è gonfia, nel senso che è in attesa di un pargolo, un intruso, un figlio.

Bene.

E fin qui, nulla di strano, non è la prima volta che affronto questa situazione, non sarà nemmeno l’ultima.

Il mio problema, che poi, è più un dilemma è un altro.

Chi mi conosce lo sa, non sono mai stata una da cuoricini e messaggi sdolcinati, io sono fatta a modo mio, i sentimenti li manifesto alla mia maniera e se impari a conoscermi ti renderai conto che no, non sono per niente fredda.

Ma.

Ieri parlavo con un’altra Amica, era di ritorno dall’ ospedale dove era andata a trovare un’altra partoriente e le ho chiesto:

“Le hai fatto le congratulazioni?”

E lei mi dice: “si”

Ecco.

Questa risposta mi ha fatto partire un trip mentale che guarda, ciano mondo incantato!

Allora, parliamone!

Perché si fanno le congratulazioni quando nasce un bambino?
Insomma?

Per la mamma, anzi per la neo mamma è un trauma! Sia a livello fisico e qui, le battute si sprecano, sia a livello mentale.

Ogni volta che un’Amica o conoscente mi dice “Marta!!Divento mamma!!” la mia espressione da ebete s’acutizza, non perché non sia felice per la Lei in questione, per carità, se lei è felice, e se le voglio bene, perché non dovrei esserlo? Il mio dilemma nasce subito dopo con:

“Caspita…Sono l’ unica che crede di non essere in grado di badare a se stessa? Com’è possibile che così tante ragazze stiano sognando di diventare mamme ed a me l’idea fa ribrezzo?”

Boh.

Comunque.

“Congratulazioni” Di preciso, per cosa?

Per aver assunto nuove responsabilità? Per  avere un esserino che si farà capire solo a decibel, che non ti permetterà di dormire, che vomiterà su ogni tuo vestito nuovo o vissuto?

Insomma.

Io alla prossima partoriente dirò la stessa cosa che ho detto all’ultima.

“Ti voglio bene, ma no, non contare su di me!”

Non ho esperienze, e già questo basta, si sa quando si diventa mamme soprattutto del primo figlio non sono certo i consigli di una non mamma ad essere utili.

Che poi.

Io sono alternativa e quelle poche persone che vedo con piacere lo sanno.

Ecco.

Cara Amica che tra qualche mese partorirai, sappi che, ti voglio bene a prescindere, ma lo sai come sono, no?