L’UOMO NERO

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta in una vignetta di quelle circamenoquasi simpatiche.

Non riesco a ritrovarla ma il senso era più o meno questo:

“Da piccoli ci dicevano di fare le brave perché altrimenti arrivava l’uomo nero, siamo diventate grandi, e forse no, non siamo state brave, considerando tutti gli uomini neri che stanno arrivando.”

Insomma, pare che le regole fondamentali vengano impartite da quando siamo piccoli, e poi crescendo ci vengono più o meno in mente, e le applichiamo.

Ecco.

Quindi chiariamoci, se arrivano tutti questi uomini neri, è anche un po’ colpa nostra, da piccole eravamo birbanti, e com’è che si dice? La ruota gira, e prima o poi tutto torna.

Ecco.

Siamo diventate grandi e la ruota ha finito di girare.

Comunque quando ero piccola io, arrivavano gli zingari, e niente, avete presente quanti accampamenti ho visto nel corso del tempo? Insomma, erano nomadi, oggi so che è normale vederli prima o poi, incontrarli, ritrovarli, ma all’epoca non lo sapevo, cresco e ci penso.

Nomadi.

Sono nomadi, la ruota gira, forza fai uno più uno, il karma a ‘sto giro non c’entra!

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Informazioni su Marta

Impiegata per dovere sognatrice per passione
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4 risposte a L’UOMO NERO

  1. Come parole di polvere ha detto:

    È vero marta…..post geniale💚

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  2. kikkakonekka ha detto:

    Che poi nomadi… essere nomadi non significa fermarsi, significa proseguire lungo un cammino.
    Questi invece di nomade hanno ben poco.

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  3. Erik ha detto:

    la cosa più agrodolce di questo post è che se mi fermo a pensare noto che tutti i popoli sono stati educati fin da piccoli con lo stesso metodo… la paura…

    la paura è lo strumento educativo più globalizzato che esista

    ed è la stessa arma dalla quale oggi urliamo di volerci difendere senza renderci conto che è quella con cui educhiamo i nostri figli…

    forse è inevitabile, forse non è con la stessa misura, ma di fatto cosa ne sappiamo noi degli effetti che la paura può fare su un bambino o su una bambina??

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  4. Paola ha detto:

    Il punto non è l’uomo nero che arriva, ma come viene gestito quando è arrivato

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