PILLOLE DI FELICITA’: PASSATO IN SOSPESO

Ed ecco a voi il nuovo capitolo! Scritto in collaborazione con NEOGRIGIO

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-Si zia! Si tutto bene… tranquilla… davvero…
-Da quando hai fatto quell’incidente in Sicilia ogni volta che non mi rispondi al telefono penso al peggio.
– Non devi preoccuparti zia, e poi lo sai no? Se mi dovesse capitare qualcosa verresti a saperlo immediatamente!
-Certo cara. Ma poi? Com’è proseguita la vacanza? Dai su racconta!
-Beh, Ferenc per fortuna si è ripreso prima del previsto, dopo una settimana siamo stati entrambi dimessi senza eccessive conseguenze, la decisione di rimanere è stata naturale. L’unico problema è stato chiedere ulteriori giorni di ferie, lui non ha avuto problemi in questo, io invece ho dovuto penare un po’ ma alla fine mi sono state accordate anticipando quelle non ancora maturate.
-Brava Lucia! E’ questo lo spirito con cui ho cercato di farti crescere, è così che voglio sentirti.
-Mi manchi zia. E poi mi fai ripensare a quei momenti. Ero felice! Finalmente ho capito cosa si prova ad esserlo, è una sensazione bellissima. Pensa che usciti dall’ospedale siamo andati subito al B&B che avevamo prenotato, ci hanno accolti a braccia aperte, si sono presi cura di noi nonostante il paese fosse in fermento per la festa degli aquiloni, sono stati veramente ospitali e abbiamo trascorso dei giorni meravigliosi.
-Cos’è la festa degli aquiloni?
-E’ un evento che si tiene una volta l’anno, sta diventando una tradizione, richiama professionisti da tante parti del mondo e accoglie una moltitudine di turisti. Che bello zia! Guardavi il cielo e vedevi tante macchie colorate di tutte le forme possibili, come in un sogno. Siamo tornati bambini, camminavamo sempre con il naso all’insù. E poi non puoi neanche immaginare le prelibatezze che ho mangiato: pesce di ogni genere, ed i dolci: cassate, cannoli…
-E la colazione? Ricordo che anni fa, quando lo zio mi portò in Sicilia, la colazione era qualcosa di speciale!
-Oh si zia, ogni mattina una granita diversa: al limone, alla fragola, alla mandorla, all’anguria e a chissà cos’altro, e io ci inzuppavo anche quelle prelibate brioches. E poi i cornetti, qualche piccola pasta, che loro chiamano piccola ma non ha niente a che vedere con la nostra piccola pasticceria…
-Senti piccola, ma…
-Dimmi zia!
-Come mai mi ha chiamata Marco?
-Eh… zia…Scusa devo andare! Stanno suonando alla porta! Ci sentiamo presto…ah! Non dimenticarti che ti voglio bene.
“Prima o poi dovrò affrontare anche questa questione” pensò Lucia riattaccando la cornetta e correndo verso la porta di casa. La aprì con estrema sicurezza.
-Ferenc, amore!?? Sei tu??
-Ciao Lucia….
-Marco! Che…che ci fai tu qui? Come hai fatto a trovarmi?
-Pensi davvero che sia stato difficile? Ti prego adesso, fammi entrare e chiariamo tutto! Non hai ancora risposto a quella mia domanda. Non me ne andrò finché non lo farai.

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Informazioni su Marta

Impiegata per dovere sognatrice per passione
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