MAI FARSI SOPRAFFARE DALLA RABBIA!

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Dai, forza! Non è un inno alla lotta.

Non è da me incitare la folla alla rivolta, anche perché se ben ci pensi, io sono la prima che resta comodamente stravaccata sul divano.

Arriviamo subito al punto.

La notizia è:

Distributori automaticiuccidono dalle 10 alle 13 persone. Si rovesciano, semplicemente, e schiacciano il consumatore.”
Fonte: www.nextme.it
Fonte 2: K! (come segnalatore della pagina)

Insomma.

Quante volte presi dall’acquolina ci siamo inverminati davanti alla merendina che impassibile resta incastrata tra un piano e l’altro non curante delle nostre imprecazioni e del nostro evidente disagio?

Cosa fare?

Rinunciare alla merendina? Giammai! Ed allora eccoci che iniziamo a considerare la macchinetta come il nostro peggior nemico, iniziamo ad inimicarci parenti, conoscenti e colleghi, esatto!, perché la maggior parte delle volte queste dannate macchinette le trovi in locali pubblici dove dovresti, e sì il condizionale è d’obbligo, mantenere un certo aplomb che…perdi!

Ed allora ecco che il nonnino nella sala d’attesa dell’ospedale ti guarda male e si chiede perché lui è ricoverato lì e tu no, non ancora almeno.

Ed allora ecco che il collega che non ti sopporta ti guarda con aria d’ammirazione ed attende trepidante l’arrivo del big boss così da poter mostrare al superiore il tuo vero modo d’essere.

Disagio.

Queste merendine incastrate nelle macchinette creano profondo disagio.

Inizi a prenderle a calci, dai delle sonore battute di cinque sulla fiancata semplicemente per provare a far scendere quella cazzo di merendina di merda! E niente, l’oggetto del desiderio resta incastrato, manco pe’ lu cazzo si smuove!

Tu sbraiti, salti, ti trasformi in un Hulk dei poveri ed ecco che taaac.

Se hai il karma contro la macchinetta aumenta il numero della notizia di poco fa.

E niente.

Tutto questo per dire, ci vuole culo, ragà! Ce vuole culo…

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IO CURIOSA, A VOLTE ESAGERO.

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Sono una persona curiosa, è vero. Tante volte è anche bella come cosa. Spesso mi perdo in una sfilza di domande, metto la mia fantasia in modalità on, spingo sull’ acceleratore e… e… sti gran cazzi, mi schianto.

Ieri ho letto una notizia.

Divertente, per carità, però mi sono immedesimata in ‘sti poveri cristiani che…mamma mia!

Insomma.

Sono una persona che tendo ad immaginare scenari quando mi viene raccontato qualcosa, insomma, non mi fermo alla notizia fine a se stessa, ma immagino la scena, l’ambientazione, il circondario, tutto insomma, proprio tutto.

Ecco, ieri mi sono resa conto, per l’ennesima volta, che sono i dettagli a fare la differenza, più del complesso insomma, i dettagli un piccolo dettaglio.

Una noce di cocco.

La notizia era:

Centocinquanta persone l’anno muoiono per colpa di una noce di cocco.

Caspita! Mi sono detta, tu, fai fatica, nel senso che tiri la cinghia, mangi pane ed acqua, per mesi non ti concedi nessun lusso per mettere via soldi ed affrontare quella vacanza tanto sognata, insomma, quando si dice inseguire un sogno a tutti i costi… Ecco e poi?

Arrivi al villaggio, ti offrono un aperitivo di benvenuto, non hai ancora creato anticorpi per l’elevato tasso alcolico, vedi un’amaca, decidi di sdraiarti per immedesimarti meglio nel luogo, cade una noce di cocco, ti prende in testa e vai a far parte della statistica delle persone sfigate.

Eh niente.

Può capitare.

Continuo a leggere la notizia e scopro che.

Ci sono tecniche ben precise che aiutano una persona a sedersi prima, sdraiarsi poi su di un’amaca.

Insomma.

Io ho sempre agito d’istinto, mai e poi mai avrei pensato che esistevano tecniche e regole ben precise per sdraiarsi su di un’amaca.

Siediti, allunga prima una gamba, cerca l’equilibrio, accertati di essere perpendicolare al terreno, alza l’altra gamba ed augurati di non ribaltare, ma tranquillo, quella è un’altra statistica.

Eh niente.

Ho pensato che io sto bene anche su di un divanetto.

SINGLE E FELICE (ma non troppo) # 15

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-Carpe Diem

-chittesencula.

Ricevere un messaggio così di prima mattina non è mai bello. Ma io ho le amiche che mi merito.

Ecco che ad una mia esternazione simile, al posto del solito classico Buongiorno alla mia amica, (la fidanzata di Cuore)  piace iniziare la giornata con parole messe lì, così ad cazzum. Ed ecco che ancora una volta non mi lascio sfuggire l’occasione e rispondo a modo mio.

Lei è la prima, io la seconda, si, dei due messaggi scritti poco fa.

Ora.

Non sono triste perché no, è difficile abbattermi.

Non sono felice perché no, non è questa la felicità, insomma, mi piace rincorrerla sta cacchio di felicità.

Sono così, ‘na via di mezzo.

Sì, proprio io che ho imparato da poco a vedere le sfumature, e sì, il prossimo passo sarà iniziare ad apprezzarle.

Ma non oggi, oggi va così.

  • Amica che c’è!?!? Non puoi avere già gli zebedei impazziti di mattina… Presto per giunta.
  • Amica! Quante volte ti ho detto di non chiamarmi appena sveglia. Solo se sei il Lui che vorrei puoi, altrimenti no,non puoi, anzi, non devi.
  • Ok, Amica.Ti chiamo dopo.

E niente fuori c’è il sole.
Io sono di pessimo umore.

-Scusa Amica. Buongiorno anche a te.
-Single, sei troppo single.
-Tu sei perfetta per risollevarmi il morale. Sparisci. A dopo.

 

QUALCOSA – CHIARA GAMBERALE

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Ci sono libri che non ti lasciano niente…Altri che ti lasciano Qualcosa.

Ho usato, circa meno quasi, queste parole per iniziare la mia recensione di questo libro.

A me ha lasciato tanto, talmente tanto che alcune frasi del libro faranno parte dei miei scritti a mano, ma.

Considera che di base non sono esattamente una persona normale, o almeno mi piace definirmi anormale.

Ecco perché ogni volta, anzi, quasi ogni volta che finisco un libro, cavalco l’ onda dell’ entusiasmo ed inizio a consigliarlo a destra e a manca. Errore.

Si, lo so, sono in difetto…Perché i libri non si consigliano, i libri ti scelgono.
Ogni volta ci ricasco ed inizio con…

“Ma l’hai letto? Mi sono ricreduta…No vabbè va…”

Insomma.

Per questo in particolare devo ringraziare Eleonora che grazie alla collaborazione con la casa editrice Longanesi mi ha permesso di leggere questo libro.

La mia recensione la trovate qui.

Ovviamente ancora una volta scritta a modo mio!

LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #65

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