CROSSFIT LEZIONE #1

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Ho iniziato, ufficialmente questo nuovo sport.

Lo so, nel post di ieri ho scritto da domani, ma l’ho scritto domenica, quindi come ragionamento era giusto, poi l’ho pubblicato lunedì ed è rimasto da domani anzichè diventare da oggi, o meglio da ieri.

Bene.

Il limite mentale è ancora lì, presente e ben evidente.

Quello fisico beh.

Ho fatto solo una lezione, o meglio tre quarti di lezione.

Morta.

Sono morta, e no, non ho sbagliato a scrivere il mio nome, non ho saltato una vocale inserendone un’altra così a caso, sono morta davvero.

Il Crossfit è pesante, è anni luce distante da ciò che pensavo, immaginavo, speravo.

Però.

SI, c’è un ma, mi piace!

Esatto hai letto bene, ricordati, io sono l’incoerenza fatta a persona.

Mi piace perché per un’ora non penso a niente se non a come muovere i miei muscoli, sono concentrata sul mio corpo, sento ogni grammo di adipe sciogliersi ad ogni movimento, sento il muscolo contrarsi, e poi ancora ed ancora.

Ragazzi, è una figata pazzesca.

Mi piace, si! Per adesso, forse sto ancora viaggiando sull’onda dell’entusiasmo, ma per adesso mi piace un sacco!

Ah!Dimenticavo di dire che:

-Non piego le braccia;

-Camminare mi viene difficile;

-Alzare pesi mi è impossibile.

Ma solo per oggi, da domani l’acido lattico inizierà ad abbandonarmi, e lì si che sarà bello davvero, forse!

ELEFANTE

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pixabay

Lo sapevi che l’elefante è l’unico mammifero a non saper saltare?

No non c’entra un piffero la mole, non può farlo e basta, così come un canguro salta solo se la coda parte da terra, così come la giraffa non può parlare… così come tanti altri animali hanno la loro caratteristica speciale.

Ecco.

L’elefante non può saltare.

Così come io oggi non posso muovermi, perché l’acido lattico mi sta logorando ogni muscolo conosciuto e sconosciuto.

Esatto.

Crossfit, che sia ben chiaro, sta diventando la mia nuova malattia, mi sta dimostrando che no, non sono così acculturata da conoscere ogni muscolo del mio corpo, che no, ce ne sono un sacco di sconosciuti, che sì, oggi sento tutti, e tutti insieme.

Ora.

Le braccia restano semi piegata, come.. come per esempio quando fai la flessione, ecco le mie braccia sono così da h ventiquattro e no, non è bello; prendere un faldone dallo scaffale in ufficio si sta rivelando difficile, mi devono servire, e poi non posso lamentarmi, servita e riverita, in ufficio, come dire cornuta e mazziata in qualsiasi altra parte.

No.

Essere servita in ufficio significa che tu devi dare il mille per mille. Otto ore seduta ad inserire dati, elaborare numeri, verificare conti, se non ti muovi, se non ti alzi, è ovvio che devi dare ancora di più, no?

Domani passerà, non credo che l’acido lattico mi resti in corpo a vita, o almeno così dovrebbe essere. Io spero, poi si sa… La speranza è l’ultima a morire, no?