Cosa pensa la cassiera dell’Esselunga?

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Pixabay

Facile no?

Ieri sera sono andata a fare la spesa. E già questo è sintomo di poca pazienza.

Mi basta pronunciare la frase supermercato per diventare idrofoba, aiuto!

Arrivata alla cassa sorridevo. Sì, è vero, potrebbero avermi presa per pazza, ma no, con la gente che avevo intorno io ero quella più sana, ed anche qui. Ho già detto tutto.

Comunque.

Qualche giorno fa parlando con un altro blogger, mi sono resa conto che no, non sono l’unica che si accorge di quanti mondi diversi vedano le cassiere dell’ Esselunga.

Ora.

Non è che loro siano tutte delle sante, ma neanche tutte delle pazze scatenate.

Insomma.

Anche loro sono spesso, come tutti noi, comuni compratori di merce varia e variegata, facilmente condizionabili dagli umori circostanti.

No, non sto dicendo che loro sono suscettibili all’arroganza dell’uomo in carriera che non deve chiedere mai, neanche una borsetta per capirci, oppure sono comprensibili verso una ragazza che davanti allo scaffale dei cibi per single piange copiosamente, perché lei, è lì, ma vorrebbe essere di fronte a quelle del due per uno, una capanna è per sempre.

Ecco.

Mi piacerebbe raccontare cosa vedo io, cosa penso io, quando in coda al supermercato noto certi soggetti, che “tienimi o gli do una testata!”.

Io sono portatrice sana di zero pazienza.

Io sono altamente condizionabile dagli umori circostanti, se negativi ovviamente.

Io odio andare a fare la spesa, in qualsiasi stagione, in qualsiasi regione etc etc.

Se devo trovare un modo per farmi andare bene questa incombenza, che mannaggia mia madre adora, devo per forza di cose trovare una motivazione valida per andare all’ Esselunga con un sorriso.

Salvo poi arrivarci e perdere la vena poetica.

 

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24 pensieri su “Cosa pensa la cassiera dell’Esselunga?

  1. neveesogno ha detto:

    Proprio ieri sera la cassiera dell’Esselunga, arrivata all’ ultimo “swish” sul lettore, il mio, alle 20.01, ha ceduto ad una confessione: le feste rendono i clienti cordiali e nevrotici allo stesso tempo, pensa quando entrano sorridono, arrivano alla cassa stracolmi di roba e non riescono nemmeno a formulare un “buona sera, signorina”
    Tanta compassione…

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