PERLE AL SUPER

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Le perle che più stimo sono quelle che arrivano o quando sono in macchina o quando sono al supermercato.

Tolto il fatto e chiarito il concetto che l’ignoranza avanza a prescindere dal luogo di nascita, riporto un avvenimento così come l’ho visto io. Perché riportarlo senza metterci un po’ del mio non è da me.

E poi non sono mai stata una ragazza coerente e lineare, e no, è lontano da me il pensiero di iniziare ad esserlo adesso.

Ora.

La premessa è d’obbligo perché sono certa che scatenerò l’ira di molti, ma poco mi importa, io sono e resto comunque libera di dire quello che voglio e come voglio, e no, non è mia intenzione offendere qualcuno, anche perché se volessi offendere andrei dritta al punto, facendo nomi e cognomi, e se questi non fossero sufficienti, elencherei episodi per permettere di capire più a fondo di chi sto parlando.

Ma.

Dicevo.

In casa mia sono io la responsabile che una volta alla settimana si prende carico di questo onere e si reca in quel fantastico mondo altrimenti detto SUPERMERCATO.

Si, scritto in stampatello, come se fosse urlato, perché io lo detesto, e pare che emettere un urlo quando si è stressati aiuti a ristabilire l’equilibrio.

Ecco.

Non funziona ma ci entro comunque.

Per inciso, l’urlo l’ho fatto in macchina, da sola, mentre andavo, ma niente, l’orticaria s’impossessa di me appena apro il portafoglio per prendere quella cazzo di monetina che immancabilmente non c’è per il carrello.

Anche oggi “tanto sono solo due cose”. Già.

Nel reparto latticini mi sono scontrata, con una simpaticissima giovane che con sguardo perso e abbigliamento bizzarro mi ha INAVVERTITAMENTE fatto inciampare così da farmi rompere le quattro uova appena comprate.

Ora dirai.

Beh sei una stordita, prima o poi ti sarebbe capitato.

No!

Io una stronzetta così mica l’avrei voluta incontrare eh!

Mi dice:

“ Oh scusi, ma vede?!? E’ il karma, lei compra le mestruazioni delle galline e gli spiriti degli animali si ribellano.”

Dopo essere rimasta inebetita per cinque secondi abbondanti, mi sono rialzata, si esatto, perché io nel frattempo ero a terra color passata di pomodoro.

“Senti. Io non so cosa mangi tu per essere così…Per essere così e basta. Ma a me hanno insegnato (sì, prendi il telefono e guarda cosa significa la parola insegnare) che siamo in un paese libero.
Quindi. Posso mangiare tutte le mestruazioni che voglio, e no, non devo rendere conto a te.”

La signora che ha assistito a tutta la scena, e no, non mi ha aiutato a rialzarmi perché era una spettatrice, non sia mai che esca dal ruolo… E’ intervenuta chiedendo perché non mi prudessero le mani al punto tale di alzarle e stampare in faccia una “cinquina naturale a questa ragazzina idiota.”

“No. Non alzo le mani, perché è quello che tutti si aspettano, sono una persona incoerente e mi piace restare coerente alla mia incoerenza.”

La cassa era vicina e stranamente libera.

Senza uova ho pagato la mia spesa e me ne sono andata a casa.

Ecco. E poi come può piacermi andare a fare la spesa?!?

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23 pensieri su “PERLE AL SUPER

  1. Demonio ha detto:

    Tu sei troppo buona. A me mi avesse dato una risposta del genere in quella situazione due uova in faccia gliele tiravo dicendo: e vedi, il karma ogni tanto fa si che una testa di cazzo ci finisca nelle mestruazioni! 👿😒

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