A RI MANTRA

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Pixabay

Devo smetterla di prendere alla lettera ciò che mi viene detto.

Io somatizzo e poi butto fuori tutto insieme, come un vulcano che erutta di botto, senza preavviso.

Ho deciso il Mantra di Novembre sarà questo.

“Non tenere tutto dentro, ma reagisci.”

Bene.

E’ da ieri che lo ripeto mentalmente ed ad alta voce, ma solo se sono da sola, magari in macchina dove ho la certezza che nessuna microspia o cimice mi osservi di nascosto.

Sì perché mi è venuta questa fissa, che in ogni posto in cui vado ci sia una cimice in stile occhio del grande fratello che mi controlla, a parte in macchina ed in bagno non mi sento non spiata più da nessuna parte.

Che poi non è proprio il pensare che qualcuno mi controlla, perché casa lavoro pattini, questa è la mia vita.

Ma è proprio pensare che qualcuno mi stia giudicando, insomma, pensare che:
l’ordine è del tutto casuale.

Non apprezzi come faccio la scarpetta nel piatto di pasta al pesto.

Non condivida le imprecazioni appena rivolte alla madre super apprensiva che porta in braccio i gemelli mentre balla il tango con un passante.

Non approvi il mio modo di vestire o parlare o chissà cos’altro.

Insomma, nell’ultimo periodo sono stata rimproverata per questi e tanti altri difetti che a sentir parlare conoscenti e sconosciuti io possiedo.

Che poi, credo di essere una persona normale, certo con i miei difetti, ma tutti io, tutti concentrati anche no, grazie ( e poi non ditemi che sono anche maleducata).

Ecco che per adesso lo ripeto solo mentalmente ed appena me ne sarò convinta sputerò veleno alla stessa velocità con cui lo ricevo.

E se fosse solo una mia convinzione mentale? Se in realtà non fosse realmente così?

Insomma può essere che io tenda a prendere tutto sul personale?

Magari il vigile che parlava con il passante non stava fischiando a me perché imprecavo contro la mamma di cui sopra.

Magari al ristorante il cameriere non si stava lamentando della mia scarpetta ma del fatto che ho preso (in prestito, sia chiaro) il cestino di pane caldo dei vicini di tavolo.

Magari gli stranieri che stanno parlando ad alta voce non stanno giudicando il mio modo di vestire ma sono solo curiosi di notare che sì, nel mondo esistono persone con il colore della pelle diverso dal loro.

Non lo so, non so più cosa pensare.

Ho bisogno di riposo, ma questo si sa, è assodato e certificato (UE s’intende!).

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