HAPPY B DAY GRANDMOTHER!

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Oggi è l’ultimo giorno del mio gioco, che poi mio non è, ma è un gioco che ho fatto anche io.

E sarà una coincidenza o un quadro più grande di me di cui non capirò mai il significato ma oggi sono felice perché… AUGURI NONNA! Posso anche per quest’anno farti gli auguri di persona ed abbracciarti da parte mia e da tutte quelle persone che i nonni li posso no avere solo in sogno o nei pensieri.

Chissà quale strana storia mi racconterai oggi.

Arriverò dopo pranzo, con i biscotti, perché lo so come sei..

L’anno scorso ti ho portato i fiori, mi hai detto che si, erano belli, ma no, non avevi un dolcetto da dividere con me.

Hai tenuto la piantina fino a Natale quando sono arrivata con un panettone ed il centro tavola è stato prontamente sostituito da un bene deperibile, o divorabile, dipende dalla gola.

Oggi avrò dei semplici biscotti, niente di chè, niente di eccezionale. Ma a me basta strapparti un sorriso e sapere che anche quest’anno il “Buon Compleanno per i tuoi ottantasei anni te lo posso fare di persona.”

E poi lo so che tanto non ti offendi quando si dice la tua età perché tu di solito dici:

“Provaci tu ad arrivare alla mia età come me.”

E niente, con questa risposta riesci a spiazzare la qualunque.

Super mega Buon Compleanno Nonna.

Tu, che spesso mi dici: “Sai perché io sono un po’ golosa (che poi quantificare quel un po’ fa brutto)? Perché durante la guerra non c’era niente, e ho sempre sofferto la mancanza di un dolcetto a fine pasto, ecco perché oggi, come ieri e come domani non me ne privo. Eh, nipote mia, le tradizioni sono dure a morire.”

E niente.

Con una scusa così riesci a motivare tutto e sempre, perché l’ultima parola è e dev’essere sempre la tua.

“Parla l’esperienza.”

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OGGI SONO FELICE PERCHÉ…

DUBBI TERRENI

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Che poi in fondo quando mi si dice:

“Va bene tutto, ma fattele due domande.”

Io le domande me le faccio, ne faccio anche tre o quattro, dipende dall’esigenza.

Ma sono le risposte che mi lasciano basita.

Sia quelle che mi do da sola, sia quelle che mi danno gli altri.

Insomma.

Mi rendo conto che spesso, troppo spesso, fatico a collegare fatti a persone, ed ecco che la gaffe è servita, su di un piatto normale, perché quello d’argento poi è un casino da lucidare, è cosa nota che io non sia una brava casalinga.

Sono una persona impegnata, o forse sono una di quelle persone che fa delle priorità la propria esigenza di organizzazione.

Quindi le mie priorità spesso o forse dovrei dire poco meno di sempre non possono essere scollegate dalla mia vita.

Mi spiego meglio.

Perché del resto lo so che questo concetto è contorto.

Sono quasi trent’anni (mese più mese meno) che cerco di renderlo più semplice… ma non avendo mai tempo mi viene difficile.

Insomma.

Spesso mi sento dire.

“Eh però tu non hai mai tempo in orari normali, è ovvio che poi la gente si allontana.”

Ecco.

Il problema, o meglio uno dei problemi che io vivo circa meno quasi quotidianamente è esattamente questo. Il tempo.

E’ un dono, sono consapevole.

Chi riesce a fare mille cose è un super eroe.

Se poi consideri che no, non ho una famiglia a casa che dipende da me, che no, posso andare e venire da casa mia quando voglio senza dover sincronizzare le mie uscite/entrate con gli elettrodomestici, quali lavatrice, lavastoviglie e forno.

Insomma.

Nonostante non abbia questi obblighi spesso, e volentieri, mi ritrovo a rientrare a casa in orari assurdi nonostante le mie otto ore di lavoro in ufficio si svolgano in orari normali.

Mi perdo.

Ecco.

Forse la spiegazione più plausibile, o meglio.

La risposta ad una delle domande che mi faccio è “IO MI PERDO”

Ora concordi che anche le risposte lasciano a desiderare esattamente come le domande?

Mi perdo perché passo da mio papà per un saluto, magari strada facendo incontro qualcuno che non vedo da chissà quanti millenni e poi, e poi, e poi.

Ecco che l’appuntamento fissato con ampio anticipo di almeno una settimana per la serata va a farsi benedire e niente.

Succede così.

Uno dopo l’altro perdo papabili compagni di vita, così come amici, o forse amici che in realtà non sono.

Perché un mio amico capisce questo mio modo di essere e mi vuole bene anche per questo.

Io non sparisco.

Io in ogni caso ci sono.

Forse di meno, forse nei miei momenti, ma no, non sparisco.

Un messaggio un saluto così in un momento che non ti aspetti io te lo mando.

Ovviamente se a te ci tengo.

Diversamente nulla.

E niente.

Mi ritrovo un quarto d’ora libero e cosa faccio? Scrivo di ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato.

OGGI SONO FELICE PERCHÉ…

LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #48

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