GUARDO DENTRO

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Si è vero, sono in attesta, sto aspettando quello che mi bacia con una mano tra i capelli e l’altra dove voglio io, che poi queste scene strappa emozioni ci sono solo nei film, o al massimo nei cartoni animati che ci facevano vedere da bambini.

Nella vita reale invece? Arriva l’ennesimo pirla che ti dice che sì sei una persona interessante, che no non ha voglia di una storia seria, che sì, un giro di giostra lo farebbe volentieri, che no non se la sente di innamorarsi (come se fosse una cosa che si decide a comando). Insomma l’ennesimo indeciso.

Io sono una persona decisa e concreta, quello che voglio è chiaro, nella mia testa intendo, non in generale per chiunque, dico di essere decisa e concreta, non chiara.
Insomma, se proprio dovrei fare un paragone posso definirmi come quella ragazza che alla cassa veloce del supermercato ci arriva con la Nutella e una tisana drenante, decisa, non coerente.

Sono coerente con me stessa, con la mia idea, con il mio punto di vista, e sì, spesso ad occhi di terze persone posso apparire incoerente, ma non è un problema mio, insomma, non posso farmi carico di tutti i mali del mondo, ho già la mia dose, che mi basta avanza e ci faccio anche il riporto a volte.

Sono strana io, che poi, strana come tante altre persone.

Sono poche le cose di cui mi accontento, insomma, mi lamento spesso, ma poi ci rido su, perché è così che funziona, almeno per me o per quelle come me, trovare il lato negativo (che più negativo non si può) per poterlo ridurre a brandelli, sdrammatizzare, riderci su e non piangersi addosso.

Ecco.

Lo psicologo (non so se sia uno vero, ma è scritto in un giornale) mi ha consigliato di fare autocritica. E io l’ho fatto.

Ora. Devo scegliere, o continuo a trovare le zone d’ombra del mio inconscio o cambio lettura. E’ una questione di scelte, come sempre del resto.