POSTE E TURISTI

palazzo-delle-poste.jpg

Qui, Bergamo

Che poi sta storia che è facile sparare sulla croce rossa un po’ mi ha stancata.
Insomma, anche se è un furgoncino è comunque un bersaglio mobile, un mezzo in movimento, quindi no, non è facile, non lo è per niente.

Sarà anche una frase fatta, un artificio, ma per me, terra terra, è una gran boiata.

Certo, se poi il bersaglio è il passeggero per niente soddisfatto della croce rossa allora è tutta un’altra storia.

Ferito per ferito tanto vale ferito al cubo, no?

Ora.

E’ un periodo che sì, me ne rendo conto sono polemica, nulla o molto poco mi garba, tendo ad essere troppo esigente e forse anche un po’ intransigente.

Insomma.

La questione è molto semplice.

No perché io non voglio passare per quella razzista, ma troppo spesso mi ci ritrovo in situazioni ambigue, non è che me le vado a cercare!

In posta.

Ed ora.

Sappiamo no come funziona, giusto? Corsi scellerati sui nuovi idiomi presenti sul territorio non sono all’ ordine del giorno (forse neanche del mese, chissà nell’anno) ma.

E dico ma.

Se non parli neanche una fottutissima parola di italiano, dimmi, cosa diavolo ci sei venuto a fare?

Per visitare? Cosa? L’Ufficio postale?

Ora.

Io capisco che alcuni nostri uffici (nostri perché io da cittadina contribuisco al mantenimento) siano ubicati in ambienti alquanto suggestivi, ma fidati, carissimo turista per caso, non è il posto giusto in cui mettersi a fare selfie, perché fidati carissimo turista, le persone che ci sono intorno a te non sono tristi, sono semplicemente incazzate di essere in attesa, anzi, ancora in attesa.

Quindi.

Sarà anche come sparare sulla croce rossa, ma gli epiteti che ti sono indirizzati sono per te un qualcosa di incomprensibile, no, non sorridere, fidati, non è la reazione sperata del tuo interlocutore.