ASTRATTO

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Immagine presa dal web

C’ è chi non concepisce l’arte di un quadro astratto.

C’è chi in una scultura indefinita non vede la nota artistica.

C’è chi in una melodia per poterla comprendere deve conoscere come e perché è stata scritta.

Poi ci sono io.

Che vivo di pancia.

Che vivo di sensazioni.

Che soffro terribilmente gli sbalzi climatici, e vivendo di pancia ti lascio pensare.

Ci sono io che in un quadro astratto immagino paesaggi e situazioni.

Ci sono io che chiudo gli occhi, li riapro e vedo un nuovo significato.

Ci sono io che utilizzo la musica come sottofondo.

Ci sono io che mi lascio cullare verso la concentrazione lavorativa dalle voci trasmesse dagli autoparlanti di una radiolina scassata presente in ufficio.

Insomma.

Io che con la fantasia ci navigo e ci discuto.

L’arte mi piace.

Non eccello in sapienza, nel senso che non ho basi teoriche da utilizzare per valutare un’opera.

Insomma, io giudico in base al mio gusto personale.

O mi piace o non mi piace, insomma.

Detesto quei teologi che davanti ad un quadro astratto ti mostrano quei piccoli dettagli che ti fanno capire come l’artista voleva…

Secondo me sono prese in giro, come puoi sapere cosa stesse pensando l’artista mentre dipingeva un quadro, astratto per giunta?

Insomma, io adoro questi quadri perché sono direttamente proporzionali allo stato d’animo dello spettatore, tu, che guardi, sei parte integrante dell’ opera.

Perché tu che guardi devi essere abbastanza attento da cogliere la sfumatura

Insomma, a chi mi chiede perché a me piace l’arte astratta, questa è la risposta.