RACCONTAMI UNA STORIA

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Immagine presa dal web

Te lo ricordi? l’ odore della terra che alzavi sgommando con la tua bicicletta rossa.

La custodivi gelosamente in garage, quando tornavi dalla tua pedalata quotidiana la riponevi con cura in garage, abbassavi il cavalletto e la posizionavi verso l’uscita, pronta per il giorno seguente, quando avresti compiuto la stessa azione, adoravi la tua bicicletta.

Appena salivi diventavi una saetta, pedalando arrivavi in fondo alla strada e tornavi indietro, sempre velocissimo, con le tessere telefoniche incastrate nelle ruote facevi un rumore incredibile, ma per te non era così, continuavi a pedalare non curante delle persone che si guardavano attorno alla ricerca della fonte di quel fastidioso suono.

Il suono.

Qui, seduta su questo sgabello non troppo comodo, con un cocktail che non sa di nulla tra le mani, ancora una volta sono rimasta fissa a guardare le tue dita che si muovono agilmente sulla consolle.

Mentre con una cuffia preascolti i vari canali e resti concentrato sulle frequenze io ti guardo, perché è questo che ti riesce bene.

Catalizzare l’attenzione del popolo della notte, di quelli che qui, in discoteca ci vengono per ballare, perché tu qui, ci suoni.

Ognuno di noi crede di capire la storia che stai raccontando, è questo il bello, tu, con lo sguardo fisso sulla consolle lanci i dischi e controlli gli ingressi,noi restiamo a guardarti per conoscere il seguito della storia.

Ed ecco che per incanto veniamo catapultati in un’altra storia, completamente diversa dalla precedente, ma altrettanto interessante.

Ti piace giocare a pallone, vero? Sei un ragazzo comodo, ecco perché prediligi restare in porta.

Eccoti lì, al campetto sintetico, preferisci l’erba, ma ti devi accontentare.

Con il fiato corto e i guantoni tra le mani, è l’ultima di campionato e vi giocate i playoff, sei agitato e tutti lo notano, cercate di farvi forza l’ un l’altro, apri il tuo borsone e indossi le cuffie, ti distrai dal mondo che ti circonda, ricarichi le tue energie per tornare in campo, secondo tempo dei supplementari, eccovi, la tribuna si alza per accogliere i giocatori, applausi e fischi al passaggio delle due squadre.

I tifosi incitano la loro squadra, in pochi sono qui solo per vedere la partita, è una gara importante e in molti si sono mobilitati per avere dei cori adeguati, striscioni e musica.

Sei concentrato, alzi lo sguardo verso il cielo, guardi il sole e riabbassi lo sguardo al terreno, devi abituare gli occhi alla luce che ti è ostile.

Il secondo tempo supplementare scorre senza colpi di scena, siete stanchi e pare che preferiate arrivare ai rigori.

La tensione è palpabile, i cori vi fanno da sottofondo, purtroppo gli incitamenti dei vostri tifosi servono a poco, i crampi iniziano ad impossessarsi delle vostre gambe.

In campo la stanchezza si sta facendo sentire, provi a dar man forte ai tuoi, ma ogni impegno risulta vano.

Ad un tratto fai una mossa azzardata, con un movimento acrobatico cambi pezzo sulla consolle, non sapremo mai come finì la partita, perché scegli di immergerci in una nuova storia.

Mi sembra di vedermi, riprendermi dal torpore in cui ero immersa, con lo sguardo perso nel vuoto torno ad assaporare quel che resta di un cocktail appoggiato poco distante da me, lì sul bancone.

Sento la vocalist che annuncia il prossimo ospite, il tuo spazio anche per stasera è terminato.

La folla si avvia verso l’ uscita, l’ospite successivo ha un bagaglio diverso dal tuo, racconta altre storie, il tuo popolo sceglie di uscire dal locale perché si è fatta una certa.

Scendo dallo sgabello ed anche io mi addentro nella folla avviandomi verso l’uscita.

Guardando gli altri noto un velo di malinconia, chissà se anche loro sono rimasti con l’amaro in bocca, chissà se anche loro non conosceranno mai l’esito di quella partita.

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Informazioni su Marta

Impiegata per dovere sognatrice per passione
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10 risposte a RACCONTAMI UNA STORIA

  1. kikkakonekka ha detto:

    Io dico che è un racconto straordinario.
    Il passaggio tra le due storie, quasi uno specchio magico (quello di Alice?), ti fa immaginare quasi un videoclip, un effetto speciale che vorresti vivere. Ti sembra di vederlo.
    Complimenti di cuore.

    Liked by 1 persona

  2. mariluf ha detto:

    Brava! Non è originale, ma è molto sentito. Ciao!

    Liked by 1 persona

  3. mariluf ha detto:

    Non mi riferivo al racconto, ma al mio commento…scusa!

    Liked by 1 persona

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