INVENZIONE #2

Borse-di-jeans-17.jpg

Immagine presa dal web

L’avresti mai detto che…

L’idea dei Jeans è nata a Genova?

Levi Strauss e Jacob Davis fedeli compagni di viaggio nella vita, i jeans non conoscono distinzioni di età e di circostanze. Classici o scambiati, strappati o bucherellati, stretti o a zampa d’elefante, con i bottoni o con la zip, non tramontano mai, resistendo a tutte le mode. Nella storia dei pantaloni più amati in assoluto, c’è l’incontro della tradizione tessile italiana e il senso d’avventura dei pionieri del West America.

Nella seconda metà dell’Ottocento s’intensificò maggiormente l’immigrazione dalla vecchia Europa verso gli Stati Uniti d’America, soprattutto per l’inizio di quel fenomeno che va sotto il nome diCorsa all’oro e che trovò nella California il suo principale teatro. Un destino cui andò incontro la famiglia Strauss, ebrei di origine bavarese, che con i due figli maggiori gestiva una merceria a New York.

Il terzogenito Loeb, dopo aver cambiato il suo nome nel più familiare Levi, preferì andare a lavorare nel ranch di uno zio in Kentucky. Qui cominciò a farsi un’idea dei limiti dell’abbigliamento utilizzato nei lavori manuali, che decise di portare avanti come occasione imprenditoriale facendosi anch’egli catturare dai richiami delle miniere d’oro della California. Più che il metallo prezioso, gli interessavano le esigenze dei minatori, in termini di indumenti adatti al loro specifico lavoro.

Fu così che nel 1866 fondò la Levi Strauss & Co. e aprì, in Battery Street, una rivendita di stoffe, abiti e stivali da lavoro (oggi sede legale della compagnia), cui affiancò l’attività di ambulante presso le miniere, dove vendeva tra gli altri un particolare indumento, noto più tardi con il nome di salopette. Per questo e gli altri pantaloni utilizzava la de Nîmes, pesante stoffa di colore blu che prende nome da una città di tessitori della Provenza, successivamente ribattezzata “denim”.

Un tessuto simile veniva prodotto in Italia e adoperato per i pantaloni dei marinai genovesi, chiamati per questo “jeans” (da Jeane, termine inglese che indica la città di Genova). Con quest’ultimo nome iniziò nel 1870 una produzione in serie di pantaloni da lavoro, affidandosi a una rete di cucitrici. Presto si rese conto dell’estrema fragilità dei suoi capi, che cedevano specie all’altezza delle tasche.

Il modello che ancora oggi viene prodotto ed ha fatto parte della storia è il mitico 501.

Tutti ne hanno posseduto un paio, e chi non l’ ha avuto sicuramente ha trovato qualche oggetto ricavato da un vecchio jeans.

Io avevo la borsa, fatta a mano, ma in giro ho visto di tutto, dagli orecchini a dei carinissimi cerchietti, da anelli a scarpe… Insomma questo tessuto ha spopolato in tutti i campi.

Sai una cosa?

Se ti si spacca l’unghia e devi limarla ma sei sprovvista dell’attrezzo, don’t worry, un paio di jeans possono tamponare momentaneamente il problema!

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Informazioni su Marta

Impiegata per dovere sognatrice per passione
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3 risposte a INVENZIONE #2

  1. vitaincasa ha detto:

    Meno male che è stato inventato il jeans! 😀
    Ti lascio il link del mio ultimo post dedicato https://vitadicasaillatorosa.wordpress.com/2016/03/31/denim-protagonista-della-primavera-estate-2016/

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  2. Paola ha detto:

    Io, che sono genovese, lo sapevo benissimo 🙂

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