AGIRE.

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Immagine presa dal web

Io sono fatta così spesso mi trovo ad agire di pancia, spesso troppo spesso, anzi sarebbe meglio dire quasi sempre.

La pancia è sempre stato il mio punto debole, no, non in senso fisico, sotto quell’ aspetto ho tantissimi altri punti deboli.

Mentalmente, anzi metaforicamente, la pancia è il mio punto debole.

Agisco d’ impulso o la va o la spacca.

Solitamente la spacca, ma poco male, da ottimista quale sono tendo ad archiviare le cattive gestioni con “Esperienze”.

Di questa parola ne faccio un abuso, perché spesso, troppo spesso, anzi sarebbe meglio dire quasi sempre soffro di mal di pancia.

In senso fisico, non metaforico.

E’ in quel momento che mi rendo conto di come spesso, troppo spesso, anzi sarebbe meglio dire quasi sempre, sbagli a muovere le mie carte, a compiere le mie azioni.

L’ ultimo episodio mi è capitato qualche giorno fa, era una giornata particolare, era da tempo che non mi sentivo così.

Il lavoro continuava a richiamare la mia attenzione, ma la fantasia si era come impossessata di me, continuava a catturarmi, non riuscivo a concentrarmi.

Ho preso il telefono, ho fatto scorrere i contatti su whatsapp e ho rivisto una faccia conosciuta, ma sconosciuta da un po’, un viso lontano, diverso, cambiato, forse maturato.

Ho cliccato sul messaggio come se le mie mani volessero scrivere qualcosa, anche solo un “ciao”, ma faccio fatica con il nuovo telefono, non lo conosco ancora bene, così per scrivere un messaggio ci metto poco più di dieci minuti…

E poi…

E poi niente, purtroppo agendo sempre di pancia, tendo a non curarmi e a non mettere la maglietta della salute, così poi prendo freddo e devo correre in bagno.

Ho appoggiato il telefono sul mobile e… l’ attimo è passato.